Premier league: storia di un successo programmato

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di Alex F. Romeo

Tra pochi giorni saremo chiamati a rinnovare i nostri rappresentanti in Europa, cittadini britannici inclusi.

Mentre i sudditi di Sua Maestà si recano alle urne per un organismo sovranazionale che mal sopportano e dal quale hanno provato ad uscire, le loro squadre di calcio stanno sbancando le competizioni europee.

Paradosso politico a parte, quali sono le motivazioni dell’exploit delle squadre d’oltremanica?

A mio parere gli aspetti che fanno la differenza sono:
  • MARKETING,
  • PROGRAMMAZIONE,
  • EDUCAZIONE CIVICA,
  • CAPITALI INTERNAZIONALI.
MARKETING:

Oggi l’Inghilterra vende il proprio calcio a tutto il mondo.

L’ultimo round di partite della Premier League è stato visto dovunque.

La maggior parte del pubblico televisivo che ha seguito la vittoria della massima serie da parte del Manchester City si trovava al di fuori dell’Inghilterra.

Nel 2008 la Società che detiene i diritti del Campionato Inglese ha proposto il Game 39, un round internazionale di incontri tra i team britannici da disputare lo stesso fine settimana in varie città intorno al mondo.

Si valutava che ogni anno potessero essere realizzati fino a 80 milioni di sterline.

Game 39 non è mai andato in porto ma ciò non ha impedito alle squadre inglesi di trarre profitto della popolarità della competizione oltreoceano, con inevitabili ricadute in termini di fatturato.

PROGRAMMAZIONE:

Gli utili sono reinvestiti nel potenziamento di attività collaterali all’evento sportivo.

Sono stati costruiti nuovi stadi di proprietà, in cui sono confluiti ristoranti, sale giochi, parchi tematici, oltre a negozi in cui si commerciano vari articoli e memorabilia legati alla squadra del cuore.

Tutto ciò ha richiesto tempo e programmazione: cosa che sembra mancare da noi dove si vuole vincere tutto e subito e spesso manca un progetto di ampio respiro.

EDUCAZIONE CIVICA:

Gli stadi sono stati ubicati all’interno del tessuto urbano: si pensi allo Stamford Bridge del Chelsea, immerso nel benestante quartiere londinese di Fulham, oppure al quartiere settentrionale di Highbury, dove sorge l’Emirate Stadium dell’Arsenal.

Strutture di notevole capienza, dove si recano abitualmente tifosi sfegatati, insieme a famiglie con pargoli al seguito: sono ragionevolmente tranquilli, perché sanno che queste strutture non sono più zona franca per teppisti.

Qui il problema degli hooligans è stato affrontato e risolto a tempo debito senza tolleranze pelose sia da parte delle Autorità che delle Società sportive.

CAPITALI INTERNAZIONALI:

Se si pensa allo scetticismo con cui sono stati accolti gli investitori cinesi di Inter e Milan o al provincialismo con cui viene sbeffeggiato il James Pallotta, attuale proprietario americano della Roma, qualche domanda dobbiamo porcela.

E magari guardare oltremanica, dove capitali provenienti da Russia ed Emirati Arabi, hanno fatto la fortuna della Premier League.

Alex F. Romeo

Tempo di lettura: 1’20”

Foto tratta da: https://www.foxsports.com.au/football/premier-league/premier-league-final-day-live-scores-fixtures-blog-start-time-how-to-watch-team-news/news-story/7599ffad2389227dcf9197c49f0a0420?nk=ac2d2c9d77e05c33fec78ddfd663287f-1558203270

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