Capobranco: Sei Hitler o Mandela?

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di Fabio Carta

Nella relazione col tuo amico cane, sei Hitler o Mandela? Immagina di poterglielo chiedere, cosa risponderebbe?

Sia Hitler che Mandela hanno “goduto” di un periodo di notorietà ed entrambi hanno segnato, ogni uno a modo proprio, la storia recente dell’umanità.

Entrambi erano leader molto seguiti ma interpretavano questo ruolo in modo estremamente diverso.

Il primo in modo decisamente autoritario, il secondo visionario.

Come ben saprai ci sono diversi modi di essere leader.

Oltre alle predisposizioni soggettive alla fine la scelta della tipologia di leadership che vogliamo mettere in campo è sempre la nostra.

Adesso però voglio ragionare sul concetto di leadership applicata ai cani, su questo argomento si è scritto e detto tanto, e non sempre in modo chiaro e appropriato.

Quando si parla di leadership appiccata ai cani viene sempre fuori il termine capo branco.

Quante volte hai sentito parlare di questo status da raggiungere, e quante volte ti hanno detto devi diventare il suo capo branco?

Tutto questo secondo la logica che in natura i lupi, progenitori del nostro amico cane, si relazionano tra loro seguendo delle regole gerarchiche che li aiuta a mantenere il controllo del branco, soprattutto in termini di sopravvivenza.

Ebbene, partiamo dal presupposto che il nostro cane non è un lupo, anzi ti dirò il lupo sta al cane come l’homo sapiens sapiens sta all’uomo di oggi.

Sicuramente ci sono indiscutibili affinità genetiche ma per tutto il resto siamo distanti anni luce, e lo stesso vale per il nostro cane, anzi per lui il divario è ancora più ampio.

Pertanto se ha poco senso continuare a sostenere che il comportamento dei cani è totalmente assimilabile a quello del lupo, anche semplicemente perché il contesto in cui vivono e il modo in cui si nutrono è diverso, come credi si possa sostenere che tu debba diventare il capo branco del tuo cane?

Sarebbe come se in natura un lupo debba diventare capo di un branco di leoni di iene o viceversa, insomma, non esiste proprio!

Esempi come questo se ne potrebbero fare tanti ma a questo punto diventa importante porci una domanda: può un uomo essere il capo branco di uno o più cani?

Seguimi nel ragionamento e poi mi dici, per diventare capo branco si devono seguire le “regole gerarchiche” che non fanno altro che riprendere comportamenti e regole che il lupo alfa quindi il capo branco rispetta e fa rispettare a gli altri membri del branco, e che gli permettono di mantenere lo status sociale.

Le regole non le elenco, sarebbe una inutile perdita di tempo, magari già ne conosci qualcuna, ma mi preme citartene un paio che ritengo utili al ragionamento.

  • Sai che il tutti i membri del branco, compreso l’alfa, marcano per ribadirne i confini del territorio di loro possesso o più semplicemente il passaggio?
    Per “marcano” intendo fanno la pipì su un albero o un cespuglio, ecc…
  • Sai che in un branco solo la coppia alfa quindi il capo branco, cioè il maschio e la femmina più forte hanno diritto ad accoppiarsi e quindi a procreare?

Potrei fare altri esempi ma ritengo che questi siano sufficienti a spiegare il concetto, partiamo dal fatto che siamo specie diverse e come scritto prima non possiamo essere capo branco di una specie alla quale non apparteniamo.

Aggiungo che, se solo una delle regole gerarchiche viene disattesa quello che si sta facendo è un’altra cosa, quindi si deve chiamare in un altro modo.

Per cui se applichi tutte le altre regole, ma fai accoppiare il tuo cane con un altro cane o non vai in giro a fare pipì ad ogni angolo di casa e non, per ribadirne il possesso, mi sa che quello che stai facendo non è diventare il “capo branco”.

Eppure a discolpa di questa teoria e dei suoi sostenitori dobbiamo dire che l’applicazione di quelle regole se pur incomplete e quindi non assimilabili a quelle dei lupi, sortiscono un evidente effetto sul rapporto col cane, questo è oggettivo.

Ma allora che cosa stiamo facendo?

Concretamente non stiamo facendo altro che costruire il rapporto con il nostro cane attraverso la regolamentazione del vivere quotidiano.

E qui tornano in gioco Hitler e Mandela detto che usare il termine “capo branco o alfa” e improprio ed errato, ritengo che il termine più corretto sia figura di riferimento o leader e come abbiamo visto c’è modo e modo di essere leader, come con le persone anche nei confronti dei nostri cani.

A questo punto ritorna la domanda: Sei Hitler o Mandela?

Cioè che tipo di leadership stai mettendo in campo con il tuo cane? Quella autoritaria di Hitler fatta di punizioni, disciplina e autorità o quella di Mandela fatta di visione, guida ed esempio.

Una leadership rigida e autoritaria produce dei risultati a termine o mendaci e in più si porta dietro tanti effetti collaterali tra cui inibizione dell’iniziativa, spersonalizzazione e stress, con le conseguenze che ne conseguono.

Purtroppo siamo troppo abituati a pensare che i problemi si risolvano con la forza e scadere in atteggiamenti autoritari appaga, ma a quali risultati conduce? O meglio produce risultati o solo nuovi problemi?

E si, proprio la seconda, molti dei problemi che il cane manifesta hanno origine in una leadership troppo autoritaria e violenta.

Ma attenzione all’esatto opposto

Una leadership permissiva e priva di regole non produce meno danni, la giusta misura è auspicabile eliminando gli estremi.

L’argomento della leadership è un argomento così ampio che meriterebbe un libro a parte.

Però la riflessione che ti invito a fare verte sulla reale utilità di tante pratiche autoritarie e violente non solo dal punto di vista fisico ma soprattutto mentale.

E quindi cosa risponderebbe il tuo cane alla domanda: Sei Hitler o Mandela?

Io spero risponda Mandela, in caso contrario ti invito a rivedere il tuo comportamento per il bene tuo ma soprattutto del tuo cane…

#pensaconlacoda

Fabio Carta

Tempo di lettura: 2’00”

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