Sergio Marchionne : la verità sulla fine

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Inizia a trapelare la verità sulla fine di Sergio Marchionne.

Nonostante il muro eretto dalle autorità sanitarie svizzere le prime indiscrezioni emergono e forniscono un quadro diverso da quello comunicato per giorni a giornali, tv e media di tutto il mondo.

Marchionne era malato da tempo e si era sottoposto a una serie di cure presso la struttura ospedaliera di Zurigo.

Nemmeno FCA era a conoscenza dello stato di salute del suo amministratore delegato che ha dato notizia del suo stato solo poco dopo il ricovero in Svizzera.

Da qui la privacy dell’Universitätsspital di Zurigo, struttura specializzata in oncologia, è stata ferrea.

Solo le fasi più gravi della degenza di Marchionne sono trapelate fino a quella terribile del coma e poi della morte.

Marchionne seppur malato è quindi riuscito per oltre un anno a portare avanti le sue numerose attività sia in Fca che in Ferrari senza lasciare trapelare nessuna notizia  sul suo stato.

Un atto di forza indubbiamente da parte di un uomo del suo spessore.

Solo ora dopo il decesso iniziano a trapelare notizie anche se la vicenda ha ancora dei punti oscuri che sicuramente emergeranno nei prossimi giorni.

La vicenda propone la questione della privacy di personaggi noti all’opinione pubblica.

Era già accaduto con Fabrizio Frizzi che aveva tenuto celata a tutti la sua malattia fino alla fine.

Ora accade anche con Marchionne la cui morte ha provocato uno scossone in borsa per FCA nonostante la nomina di un nuovo amministratore delegato e la rassicurazione che nulla sarebbe cambiato nei piani operativi e nella visione di questa azienda così internazionale ma così italiana.

Chissà cosa sarebbe accaduto se Marchionne invece di essere ricoverato in Svizzera avesse vissuto i suoi ultimi giorni in un nosocomio italiano.

Forse il muro di silenzio, rigidamente  imposto dai sanitari svizzeri non sarebbe stato così impenetrabile,  forse qualcosa sarebbe trapelato prima in un paese in cui la discrezione non è sempre rispettata al massimo.

Marchionne ha voluto da subito tutelare sé stesso e la sua famiglia e solo quando ha capito che non ce l’avrebbe fatta ha comunicato all’azienda il suo stato di salute che avrebbe reso impossibile il proseguimento delle sue attività.

Anche in questo ha dato prova di essere un personaggio a parte, anche nella morte ha saputo mantenere il suo modo di essere per certi versi unico e irripetibile .

Nei prossimi giorni arriveranno altre notizie sugli ultimi giorni di Sergio Marchionne ma è certo già da ora, che anche nella morte come in vita, l’uomo simbolo di FCA, ha saputo dare un’ultima impareggiabile lezione di stile

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 1’40”

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