Le ragazze sudanesi

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Le ragazze sudanesi

Per indole consento alla “forma” di avere una certa importanza solo quando rimanga una piccola percentuale della “sostanza”.

Non trovo simpatia infatti per le persone che “se la tirano” specialmente quando non ne avrebbero nemmeno una ragione plausibile.

In Italia mi capita spesso di provare questa sensazione mentre, in molti Paesi cosiddetti in via di sviluppo, probabilmente a causa della inaccessibilità a beni superflui, le persone si mostrano più facilmente per quelle che sono, relazionandosi agli altri senza preconcetti e senza sovrastrutture, mostrando la sostanza di sé, i propri contenuti.

Per quanto riguarda le ragazze sudanesi, inizialmente, la pratica di indossare una stessa divisa scolastica anche alle superiori, induce chi le guarda ad osservare unicamente l’aspetto puramente estetico, la sostanzialità delle linee non influenzate da particolari pettinature né da fard o rimmel o trucchi vari né, tantomeno, da vestiti o borse griffate o da accessori alla moda; l’unico vezzo che si permettono è quello di far cadere ogni tanto, “inavvertitamente” e femminilmente, il velo che portano sui capelli.

Anche quando hanno superato l’età delle scuole secondarie, continuano a vestirsi tutte in maniera molto semplice: alcune con una gonna molto morbida e lunga fino alle scarpe senza tacco ed una camicetta bianca senza fronzoli; altre scegliendo la mise tradizionale bianca, il toub.

Nonostante queste, che l’ottica occidentale definirebbe “limitazioni”, già mettono in risalto le grandi doti naturali di altezza e bellezza.

Queste doti emergono in maniera prorompente

e sorprendente in certi momenti topici della vita sociale sudanese quali ad esempio i matrimoni che, già di per sé, rappresentano cerimonie di particolare durata e intensità; in quelle situazioni le ragazze vestono sempre il toub, ma stavolta di seta, decorato con particolari tonalità di fucsia, giallo, verde chiaro, celeste; colori che esaltano il colore ambrato dei volti ove risplendono magnifici i sorrisi.

Le ragazze si trasformano, diventano bellissime,

affascinanti ed anche sensuali, quando si esibiscono nel tradizionale “ballo del piccione” ove, nel mezzo dei gorgheggi delle altre ragazze, le più brave riescono a toccarsi con la nuca i glutei evidenziando, così, i seni e le proprie splendide forme.

Mudir

Tempo di lettura: 1’40”

 

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