Viaggiare dopo la pandemia: Come cambierà il nostro stile di viaggio? 

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di Manolo Rufini

Viaggiare dopo la pandemia:

Vivere una pandemia sta innescando una rivalutazione delle priorità e degli atteggiamenti delle persone.

Soprattutto per coloro che sono stati costretti in casa durante il lockdown, è arrivato il momento di sognare l’esperienza unica e irripetibile, quella cosa da fare “ora o mai più”.

E paradossalmente il settore del turismo, che più di ogni altro è ginocchio, è il mondo dove al momento stiamo investendo tutte le nostre speranze e per il quale spenderemo, non appena possibile,  tutti i nostri risparmi.

Uno dei pochi vantaggi della pandemia è stato il rimbalzo ambientale, con livelli globali di biossido di azoto ai minimi storici.

Nella prima ondata di Covid-19 circa otto voli su 10 in tutto il mondo sono stati annullati.

Le spiagge affollate e le strade intasate sono diventate deserti, dando una maggiore libertà di vagare alla fauna selvatica.

Per la prima volta abbiamo avuto forse la sensazione di poter respirare e di sentirci completamente inseriti in un contesto di natura incontaminata.

Per la prima volta forse, sentiamo il bisogno di doverci fermare non a causa di una pandemia, ma dall’affanno della routine quotidiana.

Viaggiare dopo la pandemia: Nuovi stili e esigenze di viaggiare dopo la Pandemia.

Dopo questa pandemia viaggiare non sarà più solo arrivare alle desiderate ferie, ma un’ opportunità per riappropriarsi del nostro corpo e dello spazio che ci circonda.

E diciamocelo pure, i cieli blu e il canto degli uccelli hanno innescato in noi delle esigenze mai avute prima e che ci faranno scegliere un modo diverso di viaggiare dopo la pandemia.

Al turismo di massa veloce e di consumo preferiremo lo slow tourism ossia il perfetto contrario di quei viaggi in cui dobbiamo farci entrare a tutti i costi di tutto e di più, da cui ne torniamo affannati e senza un briciolo di ricordo.

Non saremo più dei turisti che cercheranno di “piantare bandierine”, ma dei visitatori che entreranno sempre di più in contatto con il tessuto vivo e autentico della meta raggiunta.

Sarà quindi un itinerario volto alla visita dei borghi, dell’arte culinaria, ai casali in campagna, ai viaggi in moto, al birdwatching, il turismo ippico e il turismo fluviale.

Il trekking sarà l’attività più comune negli itinerari e ripercorreremo molti cammini in Italia e nel mondo come la via Francigena, il cammino di Santiago di Compostela e la via di Francesco.

Viaggiare dopo la pandemia: Strutture per dormire o contesti da vivere?

Diverse saranno anche le strutture in cui alloggeremo come gli agriturismi, i campeggi in tenda e roulotte o il glamping (un tocco di comfort e lusso ai tradizionali campeggi) che sta andando molto di moda.

Molte città creative stanno approfittando di questo momento di stanby per adeguarsi alla nuove tendenze.

Copenaghen, ad esempio, sta costruendo un arcipelago di isole artificiali accessibili a nuoto, kayak o barca che possono essere utilizzate per dei picnic o per pescare.

In poche parole impareremo a prenderci cura di noi stessi e delle persone con cui viaggeremo.

Avremo occhi diversi per ammirare un’opera d’arte.

Ci sederemo a guardare il tramonto con una tisana calda fra le mani e cammineremo in silenzio ascoltandoci dentro.

https://camminiditalia.org/

Manolo Rufini

Tempo di lettura : 2’10’’

Take home message: Nuovi stili, esigenze e nuove scelte più ecologiche e di benessere fisico per viaggiare dopo la pandemia

Foto tratta da: https://tourismsierre.files.wordpress.com/2013/11/slow-tourism_etude-de-cas4.pdf

20 Commenti

  1. Ciao, condivido che in questa fase di cambiamento ci possano essere spazi per un modo di viaggiare diverso, meno consumistico e più “slow”.
    Quali sono i 3 posti che vorresti visitare appena possibile?

    Ciao e grazie
    S

    • Ciao Samuele. Grazie per il tuo messaggio. I primi 3 posti che vorrei visitare (2 dei quali già programmati e ahimè, che ho dovuto rimandare) sono la zona del Pamir in centro Asia, il Brasile cogliendo la parte naturalistica del centro nord e per la 3’ o 4’ volta vorrei ripercorrere la Camargue in Francia.

    • Ciao Lau. Io credo che il senso stesso del viaggiare dovrebbe essere quello di scoprire il posto che visitiamo e trarne sempre arricchimento. Rispetto e poi arrivare sul posto senza pretendere nulla ma soltanto accogliendo ciò che il posto e la sua gente ha da darci.
      Grazie per il tuo commento

    • Mi fa piacere tu abbi trovato spunti. Io credo che il senso stesso del viaggiare dovrebbe essere quello di scoprire il posto che visitiamo e trarne sempre arricchimento. Rispetto e poi arrivare sul posto senza pretendere nulla ma soltanto accogliendo ciò che il posto e la sua gente ha da darci.

  2. Concordo perfettamente e spero davvero che questa pandemia ci abbia lasciato qualcosa di positivo, come la bellezza di viaggiare slowly, assaporando tutto del luogo visitato, sapori, profumi, suoni, la bellezza di condividere con le persone del posto.

    • Una mia prerogativa! E non smetterò di inserire in ogni itinerario che farò un po’ di camminate e momenti di vita con la gente del posto.

  3. Bell’articolo!!
    Ci sarà un ritorno alla natura finalmente!!! La nostra terra chiama la nostra anima che ha bisogno di semplicità, anche nei viaggi che faremo.

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