Bene. Seconda dose fatta. Postumi da vaccino (mal di testa, dolori muscolari, secchezza delle fauci e formicolio agli arti) superati. Green pass già in tasca. Sono pronto a ripartire, ma con uno spirito diverso, inaspettatamente propositivo.
Prima di tutto occorre rimettersi in forma per recuperare la tonicità fisica dimenticata da qualche parte a causa del forzato isolamento e dello smart working. Mens sana in corpore sano.
Sveglia a prima mattina. Corsetta rilassante intorno casa. Poi doccia al volo, tre minuti al massimo per non sprecare troppa acqua, e colazione ricca di liquidi, fibre, vitamina C e giusto bilanciamento di carboidrati e calcio. Smaltire la bile e migliorare i processi digestivi.
Addio cattiva abitudine di fare colazione in piedi, velocemente, buttando giù una sorsata di caffè acido e infilandosi in bocca un paio di biscotti presi dal pacco formato famiglia. Da ora in poi solo prodotti freschi, di qualità, biologici e a chilometro zero.
I benefici di una colazione ideale fatta con calma sono ormai scientificamente provati: accelerazione del metabolismo, maggior capacità di concentrazione, maggior efficienza, minor senso di fame e quindi mantenimento del peso forma.
Per spostarmi niente più macchina, solo mezzi pubblici, bici o al massimo, quando è indispensabile, car sharing. Riprendere il possesso degli spazi e della città è fondamentale dopo tanto tempo di isolamento, per sentirsi nuovamente parte di un tutto, per riconnettersi col mondo, per riaffermare il nostro esistere in funzione degli altri. Camminare o andare in bici aiuta a scaricare la tensione nervosa accumulata, a combattere la fastidiosa insonnia, a rinforzare i muscoli e a prevenire possibili disturbi dell’apparato cardiovascolare.
È anche un modo per aiutare fattivamente la salvaguardia dell’ambiente contribuendo alla diminuzione dell’emissione di CO2 nell’aria.
Stop con le reti sociali. Disintossicazione totale. Con sicurezza e determinazione disinstallare gli applicativi per non cadere nella tentazione di perdere tempo prezioso a postare, commentare, lasciare like e cuoricini solo per arruffianarsi l’algoritmo e essere sempre in evidenza nelle home.
Niente più video divertenti, ansia da followers, invidia per i successi e i sorrisi di amici e sconosciuti e soprattutto basta, basta, basta essere complici nel condividere video, articoli e commenti che avallino le continue teorie di complotti e cospirazioni.
Tornare a frequentare teatri, cinema, librerie. Alimentare il cervello, allenare la propria curiosità, imparare nuovamente ad essere critici, a porsi domande, a non dare mai niente per scontato, a riappropriarsi delle nostre idee.
Buttare via il divano incrostato e sfondato, testimone di troppe ore passate a maratonare le serie televisive e sostituirlo con una comoda poltrona da mettere vicino la finestra per leggere comodamente i libri lasciati a prendere polvere sulle mensole.
E poi ascoltare musica ad alto volume, saltare sul letto, fare l’amore, gridare a squarciagola la propria felicità.
Poi un tuono fortissimo mi ha svegliato. Un cielo grigio scuro, immobile, e una pioggia incessante, maligna, mi hanno ricordato che siamo entrati definitivamente nella stagione autunnale e che non posso più rimandare il cambio stagione dell’armadio.
Mia figlia, notando una certa fatica a saltare giù dal letto, mi ha detto che sono vecchio. Allora io, sorseggiando un caffè e masticando un biscotto preso dal pacco formato famiglia, le ho ricordato che anche lei, crescendo, sta invecchiando. Mi ha guardato storto e per tutta risposta mi ha colorato i capelli di rosa con una bomboletta spray: ha detto che così ero decisamente più rock ‘n roll.
Forse è questo il primo vero proposito della vita, essere più rock ‘n roll. Yeah!
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Foto da Pixabay





















