Proprio l’altro giorno è successa una cosa strana. Si sono svegliati e la guerra non c’era più. Sparita. L’hanno cercata un po’ ovunque, hanno spostato il divano e il mobile sotto la finestra, ma niente. Finché poi, per il rumore, i bimbi si sono svegliati e dopo aver bevuto un bicchiere di latte, pensando fosse un gioco, li hanno aiutati a cercare.
Hanno guardato in garage, sotto la macchina, in giardino dietro le siepi e persino in cantina, dove in genere si nasconde l’uomo nero, ma della guerra nessuna traccia.
– Bimbi, ditemi la verità. Non è che l’avete nascosta come avete fatto col telecomando, quella volta che volevate che mamma e papà giocassero con voi invece di vedere la televisione? Potete dircelo, non ci arrabbiamo. Se ce la ridate non vi mettiamo in punizione, ve lo giuro.
– Ma che cos’è la guerra? – gli ha chiesto la più grande, e lo guardava con gli occhioni spalancati.
Allora lui si è un po’ alterato con la moglie, perché ultimamente si erano lasciati andare, vivevano in mezzo ad un gran disordine e come al solito in casa loro si perdeva sempre tutto. Succedeva ogni volta con le chiavi della macchina, ad esempio, quando erano in ritardo e dovevano uscire di corsa.
– Eppure sarebbe così semplice, basterebbe mettere le cose sempre al solito posto, in modo che è proprio lì che poi le ritroveremmo. Perdere qualche battaglia, ogni tanto, non fa niente, può capitare. Ma perdere la guerra, tutta quanta, come si fa? Santo cielo!
La moglie ha smesso di cercare e gli ha detto che da quel momento in poi, se ci avesse tenuto così tanto alle sue cose, ci avrebbe dovuto badare da solo.
– Non è che adesso tu e la mamma iniziate a litigare, vero? – ha chiesto il più piccolo.
– No, senza la guerra è impossibile – gli ha risposto.
– Allora anche noi smettiamo di cercare – hanno detto i bimbi. E si sono messi a giocare.
Ma lui era già calmo, era stata un’arrabbiaturina da niente, era passata subito. Sparita insieme alla guerra.
È andato da sua moglie e le ha dato un bacio. Le ha detto che aveva ragione lei, che non aveva molta importanza, che in fondo prima o poi le guerre le perdono tutti e che quando succede non vale proprio la pena andarle a cercare.
Così, mentre sentivano i bambini giocare allegri, hanno iniziato a mettere in ordine il casino che avevano fatto e con immensa sorpresa hanno iniziato a ritrovato cose che si erano scordati di avere.
Sotto un tappeto hanno scoperto un po’ di comprensione, che era finita lì chissà quando. Spazzando sotto il letto hanno trovato un pezzetto del loro amore che un giorno era scivolato via e nessuno dei due si era preso la briga di rimettere al suo posto. In cucina poi, dietro il frigorifero, era rotolata la tolleranza e lì se l’erano dimenticata.
A sera, con tutte le cose in ordine, finalmente la casa aveva ritrovato la pace. Hanno messo i bambini a letto e poi si sono messi a ballare sulle note di una musica dolce che era una delle loro canzoni preferite. E così la guerra, anche dai loro ricordi, sembrava essere definitivamente sparita.
Ma siccome la casa nasconde ma non ruba, mentre anche loro si stavano preparando per andare a letto, lui si è improvvisamente ricordato dove fosse la guerra. Esattamente dove l’aveva lasciata, nella tasca del cappotto.
– Cosa hai intenzione di fare? – gli ha chiesto.
– Non lo so. Non posso buttarla, ma non voglio nemmeno perderla di nuovo.
– Allora credo che tu abbia già deciso. Io vado a dormire, domani sarà una giornata difficile. Quando vieni a letto spegni la luce.
E lo ha lasciato lì da solo con in mano la sua stupida guerra.
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Foto fa Pixabay























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