Oggi mi sono svegliato presto, al canto del gallo. Ho bevuto un bel bicchiere d’acqua, ho fatto alcuni esercizi di stretching, poi sono uscito a vedere il sorgere del sole e ho deciso di diventare un uomo buono.
Non me lo domandate, non so cosa mi sia preso. Non so cosa mi abbia spinto a prendere questa folle decisione, forse l’eco di un sogno. Fatto sta che pur essendo cosciente che sarebbe stata un’impresa praticamente impossibile ho pensato anche che prima o poi qualcuno avrebbe dovuto pur iniziare ad esserlo.
Voglio dire, la maggior parte delle cose che accadono sulla terra sono una conseguenza diretta o indiretta dell’azione dell’uomo. C’è chi crede seriamente che siamo arrivati al punto del non ritorno o, nella migliore delle ipotesi, che ci manchi davvero poco e che quindi non possiamo più permetterci di sbagliare.
Se così è, allora iniziare ad essere un uomo buono e responsabile può solo portare dei benefici.
Ero elettrizzato, ma confesso di essere stato più volte sul punto di rinunciare perché, diciamoci la verità, basta aprire un qualsiasi giornale per mettersi le mani nei capelli.
Mi sono domandato: al giorno d’oggi, in un mondo in cui la speranza è debole, dove la trovo la forza per essere buono e pensare che questo possa servire a qualcosa?
La sensazione è che le persone si stiano lasciando condurre dagli eventi, che abbiano smesso di credere che le loro scelte possano fare la differenza. Abbiamo in maniera colpevole e codarda rimesso tutto in mano alle generazioni future. Che si arrangino, che se la sbrighino loro!
Abbiamo smesso di lottare, di insegnare ad essere corretti, tanto c’è sempre qualcuno che se ne infischia, quindi perché preoccuparsene. E questo non è niente.
Come lottare ogni giorno contro la minaccia dei disastri ecologici, delle catastrofi ambientali, degli incendi devastanti? Come far fronte ai mutamenti climatici causati dalla incoscienza umana, arginare le ingiustizie sociali e gli odi razziali, fermare le guerre fomentate dall’odio e incentivate dai guerrafondai di turno?
Ho abbassato lo sguardo sulle mie mani e mi sono sembrate quelle di un piccolo uomo dai buoni propositi, vuote e prive di forza. Forse nemmeno il più poderoso dei supereroi sarebbe capace di invertire la rotta.
Così la mia promessa di diventare un uomo buono si stava sciogliendo al sole che già cominciava a splendere alto.
Sono rientrato mestamente in casa e mi sono affacciato nella stanza dei miei figli di due e sei anni. Li ho osservati mentre dormivano tranquilli, ignari dei pericoli del mondo e improvvisamene ogni dubbio è svanito e tutto mi è apparso chiaro.
Non avrei iniziato ad essere un uomo buono, bensì ad essere un buon padre, un buon marito, un buon figlio. Invece di essere un uomo buono occorre prima di tutto essere dei buoni uomini e allora sì che le cose possono cambiare.
Perché nonostante tutto e tutti, ne sono sicuro, esistono ancora tanti buoni cittadini, tanti buoni mariti, buoni figli, buoni lavoratori, buoni amanti, buoni amici che in questo “mondaccio” possono ancora fare la differenza.
Sarà per loro che il sole nascerà ogni mattina.
“La morte vince una volta sola, la vita può vincere ogni giorno” (Gino Strada)

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Foto da Pexels






















SIATE BUONI E NON FATE I BRAVI
DISSI QUALCHE ANNO FA AI MIEI FIGLI
LA PRIMA E’ ESSENZA
LA SECONDA SOLO APPARENZA.
E POI MI VIENE DA PENSARE A COME ERANO STATI LUNGIMIRANTI I NOSTRI LEGISLATORI QUANDO RACCOMANDAVANO DI COMPORTARSI COME UN BUON PADRE DI FAMIGLIA. UN BUON PADRE DI FAMIGLIA, CAPITO?. NON UN SEMPLICE PADRE DI FAMIGLIA, INSEMINATORE E MARITO DI FACCIATA.
FRANCESCO CAMERINI
Sì Francesco, ben detto, la bontà si nasconde nell’essenza delle cose, delle persone. Come un ottimo piatto cucinato con buoni ingredienti. E spesso le ricette migliori sono quelle semplici e con pochi ingredienti.