Anziani digitali

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di Fabrizio Daloiso

Negli ultimi anni le persone over 70 e over 80 si sono trovate in mezzo a un progresso tecnologico straordinario.

Molti di loro hanno notevoli difficoltà nella fruizione di alcuni servizi che lo Stato e le Amministrazioni Comunali hanno predisposto e si stanno sempre più diffondendo.

Così solo una piccolissima percentuale dei nostri amati sono in grado di accettare o per ragioni culturali o per predisposizione mentale la trasformazione digitale in corso.

Questo implica che una grande fetta della popolazione anziana sia estromessa dalla fruizione dei nuovi servizi digitali.

Sempre meno servizi vengono realizzati ancora nella modalità tradizionale accompagnati dalla modalità digitale.

Recentemente vi sono stati alcuni eventi che hanno richiesto l’impiego di strumenti tecnologicamente avanzanti.

Ad esempio la prenotazione del vaccino per il Covid-19 per gli anziani era possibile solo attraverso il sito internet predisposto dalla Regione.

Lo strumento alternativo, il contatto telefonico, era inutilizzabile poiché il Call Center era inaccessibile a qualunque ora del giorno.

Oppure l’introduzione dello strumento SPID, il sistema pubblico di identità digitale, che sta progressivamente diventando indispensabile per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.

Si tratta di una modalità innovativa, che richiede la dotazione almeno di uno smartphone o di un computer.

Servono poi alcune abilità e conoscenze digitali che purtroppo la maggior parte dei nostri vecchi non hanno e difficilmente possono acquisire in breve tempo.

Avete provato a avvicinare un anziano all’idea di dotarsi di uno smartphone?

Per chi è ancora abile mentalmente senza altri problemi di salute, c’è un avversione e resistenza verso questo strumento innovativo.

E’ un salto culturale complicato.

Come è difficile spiegare loro anche l’apparente “naturale” uso del touchscreen del display del cellulare, o i passaggi successivi attraverso un app.

Mentre i nuovi nati nascono già con questa abilità manuale e intellettuale, avete visto le dita rugose di un anziano che provano a muoversi sul display, e cercano di applicare il singolo tocco e doppio tocco?

Per non parlare dei pericoli di sicurezza a cui possono incorrere durante l’uso dello smartphone o di un computer mentre tentano di navigare ingenuamente su Internet.

L’anziano dovrebbe conoscere anche l’esistenza di minacce come virus, o i pericoli che arrivano tramite messaggi SMS che utilizza i telefoni cellulari per raccogliere dati personali come codice fiscale o numero di carta di credito.

Sono stati avviati alcuni programmi gratuiti di alfabetizzazione digitale rivolti a tutta la popolazione, come https://operazionerisorgimentodigitale.it, alcuni centri anziani delle nostre città predispongono anche corsi di avvicinamento al computer.

Pochi anziani ne sono a conoscenza o possono seguirli o pochi hanno la disponibilità economica per dotarsi di questi strumenti.

Per loro è un periodo complicato, si sentono progressivamente tagliati fuori dalla società.

Rammentano gli anni passati quando potevano recarsi di persona presso un ufficio per un servizio al Comune, o a una banca, magari svegliandosi all’alba per fare la fila.

Facevano un richiesta diretta, o compilavano a penna un modulo cartaceo, poi vi era l’attesa della risposta di una persona allo sportello, o ripassavano una seconda volta.

Oggi tutto questo sta gradualmente scomparendo e l’anziano si sente non più considerato e viene emarginato.

Purtroppo la maggior parte degli anziani oggi sono costretti a ricorrere ai figli, nipoti o amici che con pazienza tentano di supportarli nelle attività digitali.

Se vogliamo avere cura dei nostri anziani, dobbiamo accompagnarli in questo viaggio tecnologico.

Sono passati dalla radio al computer, uno sviluppo tecnologico impensabile lo scorso secolo, e ora è compito dei più giovani  aiutarli, senza far sentire loro di essere meno importanti.

Fabrizio Daloiso

Tempo di lettura: 1:30”

Foto tratta da: https://www.corriere.it/italia-digitale/cards/viaggio-tecnoesclusi-italianiun-terzo-popolazione-non-usa-internet/distanza-giovani-anziani.shtml

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