CELLULARE O TEATRO ?

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Ricordo di aver avuto quindici o sedici anni quando accadde. Mi trovato al Teatro Biondo di Palermo, città nella quale vivevo da adolescente.

Ero in platea con alcuni compagni di scuola e andava in scena una replica de “Il berretto a sonagli” di Pirandello con il grande Carlo Cecchi. Ricordo ancora distintamente quello che accadde quella sera: in galleria c’erano dei ragazzi che disturbavano, risa e schiamazzi ad alta voce.

Il pubblico mormorava infastidito ma il più infastidito di tutti fu lo stesso Carlo Cecchi: si rivolse a quei ragazzi, interrompendo la scena e riprendendola solo dopo un sonoro rimprovero, subito seguito dagli applausi del pubblico.

Sono passati gli anni, ma i fatti si ripetono.

Ed anche peggio, perché ormai complici di chi si ritrova a disturbare sono i cellulari perennemente accesi.

Nel Febbraio del 2017, al Teatro Bellini di Napoli, Toni Servillo interrompe lo spettacolo “Elvira” (una serie di lezioni attorno al personaggio di Elvira nel Don Giovanni di Molière), per sgridare uno spettatore che si ostina a non mettere via il cellulare.

Circa un anno dopo, nel marzo 2018, al Teatro Metropolitan di Catania Raoul Bova protesta per i continui squilli di cellulare durante la messa in scena di “Due” di Luca Miniero.

L’attore esce di scena irritato, dopo gli avvertimenti di interruzione della performance lanciati dal produttore dello spettacolo.

Cosa si può fare?

In alcuni teatri, le maschere in sala hanno il compito di controllare il pubblico ed eventualmente puntare con il laser coloro che disturbano: l’uscita dalla platea, in casi come questi, di norma è poi a “furor di popolo”.

Sembrano misure estreme, tuttavia necessarie talvolta. Acquistare il biglietto sembra conferire ad alcuni il diritto di poter fare a meno del rispetto del lavoro degli artisti sul palco o del diritto degli altri spettatori di godersi lo spettacolo.

Ed è un gran peccato, perché il filtro del cellulare -che siano foto o video realizzati in sala o un messaggio whatsapp a cui non si può fare a meno di rispondere, sembra averla vinta rispetto all’opportunità di vivere dal vivo un’esperienza che regalerebbe per qualche ora un po’ di silenzio dentro e fuori di noi.

https://www.youtube.com/watch?v=D9OigzgKK9Y

Simone Buffa

Tempo di lettura: 1’10’’

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