Un coniglio in Australia! 

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di Fabio Carta

Comprendere come sia “semplice ma delicato” contaminare il pensiero e di conseguenza le azioni del nostro cane, potrebbe stravolgere radicalmente la qualità della vostra vita insieme.

  • … Ma io che ci posso fare, lui è fatto così!
  • Non si può far nulla il mio cane è testardo!
  • L’ho rimproverato mille volte, ma non capisce niente …

Queste sono solo alcune affermazioni che sento pronunciare spessissimo e che avrai sentito, se non detto o pensato anche tu.

Spero che questo articolo possa aiutarti a comprendere non solo quanto sono profondamente errate, ma quanto in realtà sei tu stesso a generare nel tuo cane i comportamenti che lamenti…

Ma veniamo al nostro coniglio, cosa può avere a che fare “Un coniglio in Australia” con l’intesa tra te e il tuo amico con la coda?

Era il 1982 lo ricordo come se fosse ieri, saranno state le quattro del pomeriggio di un caldo maggio Siciliano, avevo 6 anni e insieme alla mia famiglia eravamo in aeroporto a Catania, stavamo aspettando l’arrivo dei nonni che tornavano dopo sei mesi di vacanza in Australia.

Mi ricordo gli abbracci, la felicità e i loro racconti; racconti che durarono per settimane, tra tutti uno mi colpi particolarmente, forse in realtà inizialmente fui colpito dalla foto collegata al racconto.

La foto ritraeva mio nonno e altre persone dopo una battuta di caccia accanto a un centinaio di conigli appesi a una fune…

Non riuscivo a spiegarmi come fosse stato possibile poter prendere così tanti conigli in poche ore.

Per rispondere a questo interrogativo mi sono dovuto documentare, e per spiegarlo a voi è fondamentale cominciare dall’inizio e fare un passo indietro di circa duecento trenta anni.

In Australia i conigli non esistevano.

Furono introdotti e allevati per uso alimentare nel 1788 ma la loro diffusione risultò fuori controllo a seguito del rilascio in libertà di alcuni esemplari di coniglio selvatico nel 1856 ad opera di un allevatore.

Ne furono liberati 24 a semplice scopo venatorio, cioè avevano bisogno di sparare a qualcosa che non saltasse e hanno partorito questa “ideona”, ma non potevano neanche immaginare cosa avrebbe prodotto quell’apparente innocuo piccolo gesto.

Nel continente australiano i conigli trovarono cibo in abbondanza, nessun predatore naturale e nessun parassita.

Di conseguenza iniziarono a moltiplicarsi molto rapidamente, causando enormi danni alla flora dell’intera isola Australiana;

Per farla breve, l’effetto dei conigli sull’ecosistema australiano fu’  devastante.

Si pensa che i conigli siano la maggiore causa di perdita di specie vegetali nel continente; infatti questi animali spesso divorano i giovani alberi nei frutteti e nelle foreste, decorticandone la base.

Inoltre sono “responsabili” di un serio fenomeno d’erosione del suolo, proprio a causa della loro abitudine di cibarsi delle piante appena nate.

Insomma un pasticcio di dimensioni colossali.

Negli anni gli Australiani hanno provato di tutto per ridurne il numero, hanno provato con la diffusione di virus letali per ben due volte.

Hanno provato ad avvelenarli.

Hanno realizzato reti per provare a contenerli, alcuni agricoltori sono arrivati anche ad offrire soldi per ogni coniglio abbattuto nelle loro proprietà.

Ma il colpo di genio l’hanno avuto quando, per contrastarne avanzata decisero d’introdurre il suo predatore naturale… la volpe rossa!

Anch’essa non presente nel territorio Australiano e purtroppo non avendo anch’essa predatori naturali e trovando in giro prede più semplici da catturare, ha ignorato i conigli e ha prodotto danni altrettanto devastanti alla fauna australiana.

Ci sarebbe ancora tanto da dire ma credo che il messaggio sia chiaro, un piccolo gesto dell’inconsapevole uomo ha prodotto danni di dimensioni inimmaginabili alla natura…

“Fingi di credere che il mondo giri attorno al sole, ma in fondo in fondo sei persuaso che giri intorno a te.”

Cit.Miguel Zamacoïs

E se ti dicessi che quanto avvenuto in Australia è accaduto e accade anche a casa tua con il tuo cane?

Immagina il territorio australiano come se fosse il rapporto col tuo cane, i suoi delicati equilibri tra flora e fauna assolutamente simili agli altrettanto delicati equilibri che intercorrono tra bisogni, istinti e necessità del nostro amico con la coda.

Adesso basta sostituire te stesso con “l’illuminato” allevatore, che partorì l’ideona di introdurre il coniglio nell’entroterra australiano, senza considerarne le conseguenze nel medio e lungo periodo sull’ecosistema.

Infine, sostituisci il coniglio con un tuo intervento:

  • un rimprovero
  • una coccola
  • un’attenzione o
  • un qualsiasi gesto nei confronti del tuo cane.

E si ragazzi! Il paragone è assolutamente calzante e non potete immaginare quanto!

Purtroppo la maggior parte delle interazioni che hai con lui sono prive di consapevolezza e come diretta conseguenza ottieni risultati diversi da quelli attesi o addirittura opposti, questo accade per mancanza di conoscenza, di scopo, ma soprattutto di visione d’insieme.

In sostanza produci inconsapevolmente continui cambi di rotta, generando nel tuo cane stati d’animo e comportamenti che molto spesso sono in contrasto con le tue intenzioni.

Prova ad immaginare un bambino o una bambina di tre o quattro anni, immagina di dire loro di non toccare un oggetto… fai tu, quanto tempo pensi ci voglia perché tocchi l’oggetto?

Bene per il tuo cane è la stessa cosa:

Tutte le volte che intervieni per rimproverarlo o per dirgli:

Questo non si fa! Lascia stare… non toccarlo!!!

E cosi via…

in realtà non stai facendo altro che indicargli il comportamento da manifestare per ottenere le tue attenzioni.

Per esempio i cani che rubano calzini e ciabatte, piuttosto che abbaiano o grattano le porte per entrare o uscire di casa, o quelli testardi che vogliono sempre averla vinta loro!

E si, sul cane testardo i commenti e le affermazioni si sprecano, ma la dinamica è assolutamente identica, di fatto il cane testardo è il cane che scopre, che se insiste tu cedi, in qualsiasi situazione, non serve entrare nello specifico.

Il cane testardo è il “prodotto” di una gestione arrendevole e incoerente, ovviamente le variabili sono tante e qui ne parliamo per grandi linee, ma la sostanza è la stessa.

Che sia il nostro stato d’animo, una attenzione data o un’attenzione negata, una coccola o un piccolo premio offerti con i tempi sbagliati, un rimprovero inappropriato… tutto questo influenza i pensieri del nostro cane e di conseguenza anche le azioni che produce, che col passare del tempo danno forma al suo carattere e al suo comportamento.

Il cane soprattutto da cucciolo, è attento a tutti gli stimoli esterni e le situazioni, imparando costantemente da tutte le esperienze che vive, il nostro compito è quello di gestire se non influenzare al meglio queste esperienze per aiutarlo a diventare la migliore versione di se stesso.

Ovviamente dipende sempre da te e da come vuoi vivere la vita insieme a lui, se si comporta bene o male, dipende dalle esperienze che gli hai fatto vivere.

“Spesso ci si imbatte nel proprio destino sulla strada presa per evitarlo.”

Cit. Maestro Oogway – Kung Fu Panda

Ah dimenticavo a 233 anni dalla sua introduzione in Australia il coniglio lo stanno ancora combattendo… penso si possa tranquillamente affermare che i conigli in Australia sono particolarmente “testardi”.

Fabio Carta

Tempo di lettura: 2’00”

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