Come ridurre urla e liti in famiglia

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di Andrea Maggio

La scuola è finita e per i nostri ragazzi comincia un lungo periodo di riposo e divertimento.

Purtroppo per molti genitori è finito un periodo stressante caratterizzato dai doveri della scuola e rischia di cominciarne un altro pieno di divieti.

Non puoi andare a dormire fuori, non puoi far il falò con gli amici, non puoi rientrare a quest’ora, ecc. Se questo è l’inizio dell’estate, si profilano delle vacanze bollenti in famiglia fatte di urla e continui litigi.

Un anno scolastico faticoso per figli e genitori

Un anno scolastico si è appena concluso. I nostri ragazzi hanno provato ad adattarsi alle novità della DAD, la maggior parte con difficoltà e frustrazione.

Non è un mistero, infatti, che la formazione a distanza sia molto meno coinvolgente di quella in presenza.

Anche l’assenza di feedback per il docente, causata dalle telecamere dei discenti spente quando non esplicitamente richiesto, ha reso difficile monitorare il clima dell’aula virtuale.

A questo si sono aggiunte le difficoltà dei docenti a reinventarsi per trovare nuovi modi di fare lezione da remoto e la cronica incapacità dei ragazzi ad organizzare lo studio.

Il risultato è stato una debacle per molti ragazzi che hanno perso l’anno o visti accumulare dei debiti nelle ultime settimane di scuola.

Se non tutto l’anno, almeno il secondo quadrimestre è stata una prova per genitori e figli. Minacce, urla, sequestri di videogiochi e cellulari, punizioni varie, sono state la regola in questi ultimi mesi.

Genitori autoritari o autorevoli?

La scuola è finita ma l’atmosfera in famiglia non sembra cambiare molto.

Le urla e le punizioni sono rimaste, i doveri sono stati sostituiti dai divieti.

Se questo è il clima familiare prevalente, vuol dire che si sta seguendo una genitorialità basata sull’autorità.

È il modello con cui siamo cresciuti noi genitori in cui l’adulto di riferimento decideva in tutto e per tutto ciò che si poteva o non poteva fare.

La libertà decisionale era decisamente limitata se non del tutto annullata. Ahimè, questo modello non funziona più.

Questo sia perché è cambiata la società e il ruolo del singolo in essa, sia perché noi stessi genitori abbiamo deciso di mettere in discussione tale modello.

Come abbiamo visto nell’articolo “Essere padri oggi” la famiglia attuale è molto più partecipativa di quelle di una volta. I nostri ragazzi sfidano continuamente l’autorità degli adulti (genitori, professori, politici, ecc.) e si aspettano risposte autorevoli.

Non sono più disposti ad accettare passivamente le indicazioni degli adulti che adesso devono essere motivate, credibili, condivisibili.

Essere al fianco dei figli

Uno dei principali errori che commettiamo come genitori è quello di essere troppo presenti in tale ruolo.

Il 90% delle nostre interazioni coi figli è pieno di: questo non si fa, fai quello, non dire questo, impegnati di più, ecc.

Il ruolo del genitore direttivo deve essere bilanciato con quello del genitore amorevole e partecipativo.

Il nostro principale obiettivo dovrebbe essere sostenere i nostri figli nel proprio processo di costruzione di sé.

Non si tratta di essere sopra i nostri figli per governarli e controllarli al meglio.

Si tratta di essere al loro fianco per accompagnarli.

Ecco allora che, come descritto anche nell’articolo “L’estate e il tempo sano per la famiglia”, le vacanze estive sono una grande occasione per mostrarsi non solo nel ruolo di genitori ma anche come adulti consapevoli della bellezza del divertimento, dell’ozio rigenerante, della necessità di essere meno critici e più leggeri.

L’adolescenza è soprattutto scoperta: di sé, degli altri, dei propri limiti. È anche misurarsi con le scelte “rischiose” perché vuol dire sentirsi in grado di affrontare le sfide della vita.

Se teniamo conto di questo, possiamo capire il valore di quelle esperienze che per noi sono fonte di ansia e quindi preferiamo vietarle.

Tornare alla nostra adolescenza può farci capire la normalità di tutto questo e la necessità di lasciare spazio ai nostri figli perché vivano le loro esperienze.

 Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’ 20”

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