Da Enzo al 29

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Da Enzo al 29 Roma, via dei Vascellari 29

Dopo una torrida ed estenuante giornata di fine luglio passata tra i monumenti del centro storico di Roma, cosa c’è di meglio di una cena in una delle migliori trattorie tipiche della città? A me vengono in mente poche altre cose, ma sicuramente gli amanti della tranquillità e dei pasti rilassati avranno più di qualche appunto a questo tipo di esperienza gastronomica.

Ore 19 :00, un interminabile fila disordinata di persone affolla i vicoli di Trastevere; il motivo è un locale di, forse, 20 metri quadrati da cui esce un odore di casa della nonna. Enzo al 29 si presenta così: tovaglia a quadrettoni, personale informale con un forte accento romano e piatti da far perdere la testa.

Questa umile trattoria di quartiere prende prenotazioni solo per il primo turno delle 19:30, ora in cui solamente le popolazioni nordiche si approcciano al pasto. Per noi altri comuni mortali il rituale è semplice: fila, comunicazione di nome e numero dei partecipanti al pasto ed attesa. Il vuoto dell’attesa, comunque facilmente colmabile con un frugale aperitivo nei carinissimi bar lì vicino, è totalmente ripagato dal pasto: cicoria, carbonara, polpette, saltimbocca e coda alla vaccinara i piatti da non perdere.

Un susseguirsi di emozioni che per un pischello romano come me ti riportano direttamente ai pranzi della domenica a casa delle nonne.

Così è come la vedo io:

Enzo al 29 non è solo magistrale esecuzione, ma anche grande sensibilità alimentare; il ristorante è da molti anni una roccaforte dello Slow Food e fa della selezione della materia prima uno dei suoi principali punti di forza.

Qualcuno ha detto che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, io non ci credo, ma vi posso assicurare che per questo tipo di piacere vale la pena aspettare.

Gianluca Bitelli per Fomm

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