Ikigai: Ingrediente Giapponese per la felicità

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di Nicola Fratiglioni

L’arcipelago di Okinawa, in Giappone, è noto per la longevità dei suoi abitanti: pare infatti che in quella zona ci sia una concentrazione di ultracentenari molto al di sopra della media mondiale.

Una casualità?

Forse sì, ma pare anche che questi arzilli vecchietti pratichino una vita tutto sommato simile a quella degli abitanti di altri luoghi, con un ingrediente in più: applicano i principi dell’Ikigai.

Cos’è l’Ikigai?

Una, chiamiamola, filosofia che permea gli stili di vita di gran parte della popolazione giapponese e dalla quale poter prendere spunti utili per trovare la nostra via della felicità anche nel materialissimo mondo occidentale…

Ikigai: I 5 pilastri

Cinque concetti da utilizzare come punti di riferimento per dare un significato profondo a tutte le piccole cose che facciamo o delle quali facciamo esperienza:

  • partire in piccolo;
  • dimenticarsi di sé;
  • armonia e sostenibilità;
  • gioia per le piccole cose;
  • stare nel qui e ora.
Ikigai: Partire in piccolo e gioia per le piccole cose

Praticare l’ikigai significa partire da piccole mete, piccoli mattoncini da mettere l’uno sull’altro creando passo dopo passo qualcosa di grande.

Strettamente legato al partire in piccolo, provare gioia per le piccole cose  significa dare un significato e provare felicità per i piccoli traguardi raggiunti, per ciò che stiamo facendo o vivendo: il cibo che stiamo mangiando, la luce che filtra dalla finestra al mattino, un caffè preso con calma o con un amico al bar, il sorriso senza motivo sulla faccia di una persona che amiamo.

Anche le neuroscienze confermano che queste piccole gioie quotidiane favoriscono nel nostro corpo la produzione di ormoni e sostanze che provocano sensazioni di benessere, relax e predisposizione alle relazioni sociali.

Ikigai: Dimenticarsi di sé e Armonia e sostenibilità

Forse il concetto più ostico per noi “individualisti” occidentali: dare senso a ciò che facciamo per il semplice fatto che lo stiamo facendo, non per soddisfare esigenze di autostima, riconoscimento sociale, orgoglio o quant’altro abbia a che fare con il nostro ego.

Molto difficile anche solo pensarlo per chi, come quasi tutti noi, è stato educato all’individualismo e al perseguimento di obiettivi per l’autoaffermazione o la stima del contesto sociale.

Ne consegue che, liberandoci del nostro ego come unico punto di riferimento delle nostre azioni, il nostro pensiero va all’armonia e sostenibilità di ciò che facciamo nel contesto in cui lo facciamo; che impatto ha sulle altre persone e sulla società?

Serve a migliorarla e aumentare l’armonia?

Ikigai: Stare nel qui e ora

Lavare i piatti a mano può essere bello? Certo che no, è solo una perdita di tempo, mentre pensiamo a cosa dobbiamo fare dopo o a cosa abbiamo interrotto per mettere i guanti e iniziare a strofinare… Eppure, stare nel qui e ora vuol dire concentrarsi su cosa stiamo facendo in questo momento, con dedizione, ponendo attenzione ad ogni minimo dettaglio: sembrerà strano, ma anche lavare i piatti diventa fonte di piacevoli scoperte.

Cinque semplici principi che possono sembrare scontati, in teoria; nella pratica, possono fare la differenza per trovare la felicità proprio dove siamo adesso, senza porla un centimetro più lontana da dove possiamo arrivare.

Nicola Fratiglioni

Tempo di lettura: 1’40”

www.nicolafratiglioni.com

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