Genitore o coach…o entrambi?

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Cari genitori…vi parlo da figlio…e da coach.

Mi ricordo perfettamente l’aprile di “qualche” anno fa, durante il terzo ed ultimo anno delle Scuole Medie. Tornando dal colloquio con i professori, mia mamma disse perentoriamente:

“I professori hanno detto che sei più bravo nella materie letterarie e quindi devi andare al Classico!”.

Diciamo che a me poteva andare anche bene, visto che il mio sogno era fare l’archeologo (come Indiana Jones, chiaramente) e mia mamma lo sapeva: tutto a posto quindi, nessun trauma…

ASCOLTARE I SOGNI

la vision dei figliE se invece il mio sogno fosse stato quello di diventare uno scienziato?

Come si sarebbe comportata mia mamma di fronte al dilemma: seguire le forti indicazioni dei professori oppure assecondare il sogno del pargolo?

Preferisco non darmi una risposta (non ho voglia di traumi postumi…) ma prendere spunto per una riflessione:

quand’è che il genitore dovrebbe fare il coach e non l’educatore?

EDUCATORE O COACH?

In breve, la differenza fondamentale fra educatore e coach è che il primo indica all’educando (o impone) una strada, mentre il secondo supporta la persona nella scelta della strada migliore, assecondando le sue inclinazioni, sogni, attitudini.

Io credo che un genitore “solo coach” non sia la soluzione migliore per l’educazione di un bambino o adolescente, però in alcuni momenti il coaching può essere una risorsa fondamentale.

LA VISION DEI FIGLI

Esempio: chi sa veramente qual è la vision del proprio figlio? Non mi riferisco a “che lavoro vuoi fare?” ma “chi vuoi diventare?”.

Che domanda impegnativa!

Molto probabilmente il 99% dei figli non saprebbe rispondere con precisione, ma non è questo il punto.

A mio avviso, infatti, questo è il tipico caso in cui è la domanda ad essere importante, non la risposta! E ancora di più: la domanda è molto più importante per chi la pone (o dovrebbe porre), cioè i genitori.

E dovrebbe essere un mantra da ripetersi ogni volta che, in buona fede e con tutto l’amore che solo un genitore può avere, papà e mamma indirizzano il figlio verso chi loro vogliono che diventi.

ABITUDINI DA CAMBIARE

<<Chi voglio che tu diventi?>>: nella mia esperienza di figlio, leggevo questa domanda fra le righe degli atteggiamenti amorevoli dei miei genitori.

Ed è la stessa domanda che emerge fra le righe dalle parole dei miei clienti genitori, nella mia esperienza di coach, quando parlano dei loro figli.

E’ una domanda automatica, radicata nelle nostre abitudini e nella nostra educazione, ma questa non è una scusa per non provare a cambiarla!

Nicola Fratiglioni

Tempo di lettura:1’10’’

www.exeliscoaching.com

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