La Germania il riarmo e l’arruolamento di stranieri e immigrati

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Wir dienen Deutschland (Serviamo la Germania)
motto delle forze armate tedesche

La Germania della Merkel non solo si riarma ma addirittura arruola cittadini europei oltre che extracomunitari. In altri tempi un annuncio del genere avrebbe destato allarme in tutte le cancellerie europee.

La notizia, invece, è passata praticamente in sordina anche se certamente merita una qualche valutazione.

I profili più ricercati, al momento tra candidati di nazionalità non tedesca, sono soprattutto tecnici:

  • esperti e informatici
  • ingegneri
  • medici e sanitari

In programma a Berlino ci sarebbe anche un ritorno al servizio di leva tradizionale di un anno per:

  • i cittadini di sesso maschile e femminile al compimento del 18 anno di età
  • i richiedenti asilo
  • i rifugiati e gli immigrati.

A oltre 70 anni dalla fine dell’esercito della Grande Germania, tornerebbe non solo una forza armata più aggressiva ma persino una sorta di legione straniera militare.

Gli effettivi verrebbero tratti  tra i cittadini di altri paesi europei in cerca di lavoro.

Italia compresa, ma anche dalla massa di immigrati che, blocchi o no, continua ad arrivare da tutti le zone di guerra o in grave crisi del mondo.

Il progetto di aumentare di almeno 18.000 effettivi le forze armate di Berlino, appoggiato sorprendentemente dal Presidente francese Macron, per ora ha solo destato l’irritazione degli Usa di Trump e qualche preoccupazione per la Russia di Putin.

L’irrobustimento di questa forza militare rientrerebbe infatti nel progetto di un esercito comune europeo, in teoria affiancato alla NATO ma nella pratica indipendente e autonomo.

La Germania, come molti altri paesi europei, ha abolito da tempo il servizio di leva.

Alla fine della Seconda guerra mondiale le forze militari erano state abolite ed erano nate nuove organizzazioni sia nella Repubblica federale di Germania che nella DDR la Repubblica democratica tedesca.

Da qui l’obbligo di adempiere al servizio militare sia a Est che a Ovest.

Poi, con l’unificazione del 1990, seguita alla caduta del Muro di Berlino ed alla divisione in due del paese, erano nate le nuove forze armate della Germania unita.

Dal 2011 i cittadini tedeschi di sesso maschile non sono più obbligati a servire in armi, per 1 anno, nella Bundeswehr.

Le forze armate tedesche sono state per decenni una delle componenti fondamentali della Nato durante la Guerra fredda contro il blocco dell’Est del Patto di Varsavia.

In caso di attacco da parte dell’Urss, avrebbero dovuto sostenere il primo micidiale impatto con le unità corazzate nemiche.

Per questo vennero equipaggiate con l’armamento più avanzato, fortemente addestrate e rafforzate da numerose basi militari americane, tuttora presenti in gran numero in territorio tedesco.

Lo scontro armato con Mosca non si è mai verificato, per fortuna, ma la Bundeswhr ha comunque sostenuto numerose operazioni segrete al fianco della Cia e dei servizi segreti occidentali, anche se ufficialmente non è mai stata impiegata in guerre convenzionali.

Oggi le forze armate tedesche della Deutsches Heer comprendono:
  • la Deutsche Marine conta oltre 15.000 uomini, 50 navi e aerei.
  • l’esercito oltre 80.000 tra uomini e donne
  • la Luftwaffe, oltre 27.000 unità e quasi 500 velivoli.

Ora che con la Brexit, la Gran Bretagna si è chiamata fuori dalla compagine europea il nuovo esercito dell’Unione potrebbe essere guidato proprio dai tedeschi che tra l’altro vantano, anche oggi, uno degli apparati militari più efficienti ed avanzati.

Il Segretario generale della CDU, Annegret Kramp-Karrenbauer, probabile candidata alla successione di Angela Merkel, ha dichiarato che per gli extracomunitari:

“lo svolgimento di un periodo di servizio nelle forze armate tedesche permetterebbe una maggiore integrazione nel paese e nella società” tedesca.

Una visione aperta e pragmatica molto lontana da quella che si ha in Italia dei processi di integrazione e di accoglienza degli immigrati.

La Germania, dopo aver selezionato ed integrato gran parte dei nuovi arrivati nella propria forza lavoro nazionale, si prepara a farlo persino in quella militare.

Un modello non nuovo visto che negli Stati Uniti d’America, una delle leve fondamentali per l’integrazione non solo di cittadini di origine ispanica, ma anche per asiatici e africani, è stata proprio quella dell’arruolamento non solo nelle forze armate ma anche in quelle di Polizia e di intelligence con l’obiettivo di:

  • integrare i nuovi cittadini con un vero e proprio giuramento di fedeltà
  • avvantaggiarsi delle conoscenze linguistiche e culturali dei nuovi cittadini
  • fornire dopo il servizio di leva, borse di studio per migliorarne l’istruzione.

E questo non da oggi visto che Joe Petrosino, il primo a combattere la mafia in America a inizi del ‘900, tanto per fare un esempio storico, era un italo americano originario di Padula in Campania, arruolato nelle forze di polizia di New York.

Fa sorridere il fatto che in Italia, fino ad oggi, il fenomeno dell’immigrazione e degli stranieri sia stato risolto esclusivamente col ricorso alle cooperative sociali e ad una non meglio definita accoglienza che non da un ruolo ai nuovi arrivati, non li integra e oggi li rifiuta semplicemente lasciandoli ai margini della società.

La sola idea di adibire giovani uomini e donne, sani e di robusta costituzione in servizi civili come:

  • la manutenzione di città e strade,
  • boschi e corsi d’acqua,
  • o addirittura nelle forze di polizia e vigilanza per combattere le mafie e le organizzazioni sempre più internazionali,

non solo non sfiora la mente dei nostri politici ma per alcuni, specie a sinistra, suona come offensivo e razzista.

Un vero peccato, visto che altri paesi stanno imboccando esattamente questa strada.

Se qualche forza è stata alimentata, da questa ondata indiscriminata di arrivi, è stata solo quella della criminalità organizzata e non, del lavoro nero, del caporalato e dello sfruttamento delle donne lasciate sulle strade delle città italiane ad esercitare quello, che insieme a quello dei militari, è considerato da alcuni il più antico “mestiere” del mondo.

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 2’00

Foto tratta da: http://www.difesaonline.it/mondo-militare/germania-al-riarmo-reclutamento-14300-soldati-%C3%A8-tempo-di-crescere

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