Longevità: la nuova frontiera della medicina e della società

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Longevità la nuova frontiera della medicina e della società,

di Alberto Aiuto  

Longevità “senectus ipsa morbus” – Per te il tempo non passa mai

Longevità: “Senectus ipsa morbus”, twittava Terenzio molti secoli fa in slang romano. Oggi, quante volte ci sentiamo dire: “Per te il tempo non passa mai!” (da non confondere con il perfido “Come sei giovanile!”).

Ma non sempre età anagrafica ed età biologica corrispondono.

La prima è solo la somma aritmetica degli anni che si susseguono; la seconda è l’età che si può attribuire a un individuo sulla base delle sue condizioni fisiche (qualità dei tessuti, degli organi e degli apparati).

In realtà siamo di fronte ad una pandemia che colpisce soprattutto il mondo occidentale. Davanti a noi abbiamo una società sempre più longeva, fatta di persone dai 65 anni in su: scienza, igiene e benessere ci hanno fatto questo regalo, questo tempo supplementare, da attraversare con gratitudine, da attendere con curiosità.

 

Longevità e problematiche legate all’allungamento della vita media

Da considerare con attenzione. Perché la Longevità è una conquista, sì, ma una conquista che crea un sacco di problemi.

In quasi tutti gli antichi monumenti della Roma antica, troviamo l’iscrizione S P Q R, che letteralmente significa “il Senato E il Popolo Romano”.

Il Senato Romano era il supremo consiglio dello stato, composto non da persone diversamente giovani, ma da senes ovvero vecchi perché considerati saggi.

Insomma, come un vino d’annata non si chiama “diversamente novello”, ma “vino invecchiato” (che vale anche molto di più!).

I senatori erano persone anziane che avevano ricoperto importanti cariche pubbliche, tanto da essere i principali responsabili della politica estera e interna.

Il ruolo degli anziani è rimasto preminente fino alla morte della civiltà contadina, “il più grande avvenimento della storia dopo la nascita di Cristo.

La tradizione ha lasciato il primato al progresso, la filosofia alla scienza, il vero al nuovo, senza peraltro essere stati capaci di edificare un nuovo mondo, con la conseguenza che oggi il futuro è visto più come minaccia che come promessa” (Charles Péguy).

Nel Novecento abbiamo divinizzato la giovinezza e sostituito l’uomo, le tradizioni, la memoria e l’umanesimo con le masse, i popoli, le classi sociali, categorie che sono difficili da gestire per l’ovvia variabilità delle singole persone.

Terza età e longevità – La moderna rivoluzione copernicana

Terza età e longevità - La moderna rivoluzione copernicana
Terza età e longevità – La moderna rivoluzione copernicana

Sei milioni di italiani hanno una pensione inferiore ai 500 euro mensili;
il numero più alto di suicidi riguarda persone che hanno superato i 70 anni d’età;
il 30% degli over 65 (soprattutto donne) vive in solitudine;

il 6,5% degli over 60 lamenta una fragilità severa, che aumenta con l’età.

Di fatto siamo già di fronte ad un problema che rischia di divenire un’emergenza a breve.

È tempo di trovare una soluzione ai problemi della longevità.

Un primo passo è stata la ”Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società”, redatta su richiesta di Mario Draghi, dalla Commissione del Ministero della salute, guidata da Monsignor Vincenzo Paglia per “garantire i diritti degli anziani, il rispetto della dignità della persona, in ogni condizione con una assistenza socio sanitaria adeguata e responsabile”.

L’ultima sezione (”Per una vita attiva di relazione”) si occupa della qualità di vita delle persone avanti con l’età, favorita dalla possibilità di accedere a servizi culturali e ricreativi, di manifestare il proprio pensiero, evitando di sentirsi isolato, nonostante le limitazioni psicofisiche.

La proposta di riforma “rappresenta una vera e propria rivoluzione copernicana, il rovesciamento di un paradigma che vuole gli anziani emarginati dal flusso vitale della società, elemento irrilevante della esistenza, scarto e peso per chi anziano non è”.

Longevità. Il cambio di prospettiva.

Longevità. Il cambio di prospettiva.
Longevità. Il cambio di prospettiva.

Un giovane, per definizione, è attento, attivo, aperto, curioso e appassionato alla vita; viceversa un ultrasessantacinquenne è stanco, disilluso, demotivato, sazio.
In realtà, oggi “un 75enne ha una forma fisica e cognitiva di un individuo che aveva 55 anni nel 1980”, afferma la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria.

Come dire che abbiamo guadagnato due decenni di vita, attiva! Dunque, molti dei vecchi stereotipi non sono più attuali.

È il momento di pensare a favorire l’emancipazione degli anziani e la solidarietà intergenerazionale, di attivarsi sia nella sfera sociale (mercato del lavoro, volontariato, relazioni sociali, educazione permanente, assistenza a familiari con disabilità, fare i nonni, ecc.) che personale (attività del tempo libero, hobby, turismo, giardinaggio, musica, ecc.), scegliendo liberamente le attività nelle quali impegnarsi, a seconda delle proprie aspirazioni e motivazioni.

Riscrivere le regole del gioco porterebbe benefici evidenti per tutte le parti in gioco.

Anche ma non solo per motivi di ordine economico in quanto un numero sempre maggiore di persone in età anziana, se non “produttive” in qualche modo, peserebbe economicamente su un numero sempre minore di persone più giovani.

Longevità: In conclusione…

Longevità: In conclusione…
Longevità: In conclusione…

“Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo, destinati a qualche cosa in più”, cantava Gino Paoli.

Con grande resilienza i boomer ci sono riusciti.
Ora hanno di fronte una nuova sfida. Anche se a volte il corpo recalcitra ed obbedisce a fatica. Mission impossible, commenterà qualcuno.

A questo proposito, è significativo l’insegnamento dato da Diana Nyad, un’arzilla nuotatrice di 64 anni, che, 10 anni fa, dopo aver nuotato da Cuba a Key West (170 km) in circa 53 ore: “Ho tre cose da dire.

Uno: non dovremmo mai arrenderci.

Due: non si è mai troppo vecchi per perseguire un sogno.

Tre: sembra uno sport solitario, ma in realtà è uno sport di squadra”.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 3’00”

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