LUDOPATIA : svago o dipendenza?

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Due eventi si sono succeduti in pochi giorni;

  • da un lato la rivolta delle societá di calcio in risposta alla nuova legge che vieta le inserzioni pubblicitarie alle Imprese che gestiscono i giochi d’azzardo;
  • dall’altro la querelle scoppiata tra un noto attore romano (protagonista di uno di questi spot) ed un comico genovese con minaccia di querela.

Ció basta a dare una prima idea della rilevanza del fenomeno, degli interessi coinvolti, e di conseguenza dei nervi che lascia scoperti.

Specie quando si va ad incidere su una materia che ha finito per lasciare sul lastrico molte famiglie italiane.

Parliamo di ludopatia,

ossia di “dipendenza patologica dai giochi elettronici o d’azzardo”.

La parola chiave in questa definizione é patologica: si tratta infatti di una vera e propria malattia.

E’ come se nel nostro cervello si attivasse un interruttore che ci induce ininterrottamente a giocare, dopo aver ottenuto la gratificazione di una prima vincita, anche di modesta entitá.

L’elemento di rischio a fronte di una ricompensa offre a chi gioca una piccola ondata di emozioni gratificanti, anche se non si vince.

Ancora piú subdolo il meccanismo della “quasi-vincita

Ad esempio quando in una quaterna di numeri escono tre vincenti e il quarto che é un numero precedente o successivo a quello utile.

Ció fornisce al cervello la stessa positiva sensazione di un premio effettivamente conseguito e di conseguenza spinge a continuare a giocare (e spendere denaro).

Altro elemento da considerare é che il gioco é il più delle volte è goduto come attività sociale

Sia che si scommetta su uno sport come le corse dei cavalli o giocare a poker con pochi amici.

Similmente ad altre sostanze o attività che ci procurano una sensazione di benessere – mangiare, fare compere o bere alcolici.

L’esagerazione può trasformare quella che dovrebbe essere una fonte occasionale di divertimento in una dipendenza mentale.

Il cervello diventa condizionato nel cercare sempre più spesso quella forma di gratificazione emozionale, fino al punto in cui le sue connessioni mentali vengono significativamente alterate e un trattamento terapeutico per riportarle alla normalità puó richiedere settimane o anche anni.

Quando una persona raggiunge questo stadio, il gioco d’azzardo é diventato molto più di un semplice problema di svuotare il portafoglio troppo velocemente: è diventato una dipendenza….

Alex F Romeo

Tempo di lettura: 1’45”

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