Mio figlio si fa le canne. Cosa posso fare?

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di Andrea Maggio

Se mio figlio si fa le canne ….

Si sa l’adolescenza è spesso turbolenta.

Conflittuale e accompagnata da comportamenti a rischio come bere alcol, praticare selfie pericolosi, guidare in maniera spericolata e sperimentare le droghe.

Le prime cartine ritrovate negli zainetti dei nostri ragazzi fanno subito sorgere in noi genitori il fatidico dubbio:

Mio figlio si fa le canne?

Poi magari si rinvengono altre tracce, accessori più o meno inequivocabili o anche la serena ammissione di nostro figlio che non ritiene grave fumare l’erba ogni tanto in compagnia degli amici.

Mio figlio si fa le canne: L’età dell’incoscienza

I comportamenti a rischio sono caratteristici di quella fase dello sviluppo che è l’adolescenza e che non per niente è riconosciuta essere l’età dell’incoscienza.

Questo modo di agire deriva in parte dalla crescita ancora parziale di quelle strutture del cervello che sono in grado di valutare il pericolo, le conseguenze delle nostre azioni e di esercitare un senso critico.

In parte, invece, l’essere incoscienti rappresenta l’altra medaglia della ricerca dell’autonomia, della ricerca e dell’affermazione di sé, del senso di appartenenza, della necessità di superare i propri limiti.

La trasgressione è una connotazione caratteristica degli adolescenti che si pongono in posizione antagonista rispetto al mondo degli adulti, tanto contestato quanto ricercato.

Sentirsi liberi di sperimentare ciò che si desidera, anche a costo di andare contro la legge o mettendosi in pericolo, è la conferma del desiderio di diventare autonomi e di vivere in prima persona senza la mediazione e la protezione degli adulti.

Altre volte è la ricerca dell’adrenalina, della necessità di vivere una vita sopra le righe per non dover fare i conti con la noia e il senso di vuoto a spingere verso comportamenti a rischio.

Pratiche e comportamenti sempre più diffusi anche a causa dell’elevata socializzazione e viralità introdotte dai social network di cui sappiamo i nostri figli non possono fare a meno.

La sperimentazione delle droghe leggere, in aggiunta, con la sua ritualità, con i gesti e gli accessori che la caratterizzano, rappresenta un mondo affascinante, un ponte tra realtà e sogno.

Tanto più se si considera l’effetto psicotropo della droga che aiuta a distaccarsi dalla realtà per entrare in uno stato di torpore e rilassatezza che può facilmente attrarre.

Essere presenti nel modo adeguato

Cosa fare allora quando ci si rende conto che per il proprio figlio tali comportamenti sono diventati continuativi?

Prima di tutto diventare consapevoli delle finalità di tali comportamenti, ovvero crescere ed affermare la propria identità, imparare ad accettarli promuovendo nel contempo compiti di sviluppo sani.

  • La ricerca di sé,
  • l’affermazione della propria identità,
  • la verifica e il superamento dei propri limiti,
  • l’appartenenza sana e critica ad un gruppo,

sono possibilità che è possibile traguardare in modi diversi, anche sani.

  • La scelta di un look originale,
  • un taglio dei capelli diverso dal solito,
  • il piercing o un tatuaggio con una valenza simbolica,
  • uno sport a contatto con la natura,
  • una vacanza all’insegna dell’avventura e della vita di gruppo,
  • una storia d’amore appassionata,

sono solo alcune opportunità per conoscersi meglio, per comunicare chi si è, per decidere in autonomia, per mettersi in gioco.

Creare le condizioni affinché ciò possa avvenire, può essere un modo per dare l’opportunità ai nostri figli di scegliere strade diverse dalle solite rischiose e a portata di mano.

L’accettazione di un comportamento a rischio richiede comunque quella vigilanza che ci permette di capire se la situazione sta peggiorando o si mantiene nei limiti della sperimentazione che prima o poi finirà.

Stesso discorso per le regole che, nonostante siano vissute come una limitazione, in realtà contribuiscono proprio a definire quei confini che sono fondamentali per la ricerca della “forma” che si vuole assumere.

Ben venga, quindi, la ricerca della libertà ma in uno spazio delimitato e sicuro.

Infine, la verifica dell’umore e la presenza di cambiamenti importanti come:

  • il ritiro sociale,
  • la sregolatezza alimentare,
  • un’apatia accentuata,

possono essere delle spie che indicano un aggravamento della situazione da non sottovalutare e magari portare all’attenzione di uno specialista.

Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’30”

Foto tratta da: https://www.orwell.live/2019/12/12/bambini-e-droghe-si-inizia-dal-fumo/

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