Pelè: il mito arriva a 80

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di Fabio Bandiera

Pelè: il mito arriva a 80

TANTI AUGURI EDSON 

ottanta candeline sono tante, e tu ci sei arrivato in musica incidendo “Acredita no veio”.

Brano sintomatico del tuo attuale status ed esortazione perenne ad ascoltare la voce del vecchietto, perché quella voce è la voce de O Rei.

L’icona calcistica più amata del mondo e resa immortale dalle sue infinite imprese.

Il mondo intero, nonostante la drammatica attualità, si è stretto intorno a te tributandoti gli onori che meriti come uomo e come personaggio.

Ringraziandoti per tutto quello che hai donato al calcio rappresentandolo a pieno titolo per oltre un ventennio.

Pelè: IL RAGAZZINO DI BAURU

Nasci il 23 ottobre 1940 in teoria saresti un figlio d’arte, ma papà è troppo fragile e la sua carriera tramonta precocemente.

Ti trasferisci a Bauru da bambino.

Poi la fame, le difficoltà e un destino crudele come quello di tanti, ma il tuo talento cova dentro di te.

L’ex nazionale Waldemar De Brito ti aiuta a scoprirlo convincendoti a provare col Santos.

Pelè: PRECOCE PRODIGIO

Siamo negli anni cinquanta inoltrati:

Il giovane sedicenne Pelè si trova addosso la casacca del Santos, che indosserà per soli diciassette anni in cui succederà di tutto con una velocità impressionante.

Esordio in prima squadra in amichevole e prima relativa marcatura, nel 1957 debutti nel campionato Paulista divenendo a soli sedici anni il capocannoniere della manifestazione.

La nazionale è ai tuoi piedi e il mondiale del 1958 è alle porte, parti diciassettenne per la competizione svedese pronto ad infrangere ogni tipo di record.

Sarai il giocatore più giovane a giocare in una fase finale di un mondiale e con le tue reti porterai per mano la Selecao ad alzare la sua prima coppa del Mondo.

Non ancora diciottenne sei già un pezzo di storia del calcio.

Pelè: TESORO NAZIONALE E GLI ALTRI SFORTUNATI MUNDIAL

I tuoi exploit fanno il giro del mondo.

Tutti i maggiori club europei cercano di accaparrarti, quasi quasi ci riesce l’inter.

Ma le sommosse popolari costringono il governo brasiliano a fermare ogni trattativa:

Pelè rimarrà blindato in madrepatria e considerato patrimonio incedibile.

A inizio anni sessanta si susseguono i trionfi del Santos sia nel Paulista che nel Brasilerao.

Ma nel 1962 ai Mondiali cileni la malasorte ti costringerà a giocare solo il match di esordio, con relativa marcatura, contro il Messico.

Nel secondo match un infortunio contro i cechi ti escluderà definitivamente dal secondo titolo iridato.

Appuntamento amaro anche quello del 1966 in Inghilterra in cui lascerai in dote solo un gol contro i Bulgari, tra botte e infortuni ed un’eliminazione rapida nella fase a gironi.

Dichiari tristemente di non voler più giocare in una fase Mondiale, ma il tuo conto in sospeso con la sorte ti risarcirà con gli interessi consacrandoti come un’icona calcistica assoluta ed irripetibile.

Pelè: O’ MILESIMO E L’ULTIMA RIMET

Le delusioni verde oro non scalfiscono la tua natura di leader e goleador che nel 1969 ti porta a raggiungere la millesima rete in carriera, con una media impressionante, col tuo Santos che porti in giro nel mondo come un vero Globtrotter del football.

Campionati e coppa ormai in bacheca ti spingono all’ultimo rendez-vous con la storia che non puoi assolutamente fallire:

Conquistare il quarto mondiale e portare in Brasile la Coppa Rimet, giunta al suo ultimo giro di giostra.

Sappiamo tutti come andò a finire quel 21 giugno del 1970 allo stadio Azteca di Città del Messico, in cui il Brasile più forte di tutti i tempi e, da te capitanato, travolse gli azzurri di Valcareggi grazie alla tua ouverture di testa dove rimani sospeso per un’eternità in volo prima di trafiggere il povero Albertosi.

Giunto alla piena maturità di uomo-atleta alzi al cielo quella coppa che nel 1958 avevi solo percepito come la favola di un bambino e per quattro volte di fila partecipi, realizzando almeno una rete, ad un Mundial.

E non hai ancora compiuto trent’anni.

E POI?

Dopo questa scorpacciata di record, affronti gli anni settanta rimpinguando il tuo bottino personale di reti ai quali aggiungi un’ultima affermazione nel campionato Paulista e nel 1974 decidi di lasciare il tuo Santos aderendo al progetto dei New York Cosmos con l’obiettivo di promuovere il football nell’America del Nord insieme ad altri grandissimi campioni come Beckenbauer e Chinaglia.

Anche lì in tre stagioni, nonostante le tante primavere, lasci il segno divertendoti e vincendo nel 1977 il campionato della giovane lega statunitense – NASL – dopo essere stato proclamato MVP nell’anno precedente.

Il 1 ottobre 1977 giochi la tua ultima storica amichevole, proprio tra Cosmos e Santos, giocando un tempo con una casacca e un tempo con l’altra, evento trasmesso in mondovisione che sancisce il definitivo abbandono de O’Rey nel calcio giocato.

Ventidue anni sui campi di tutto il mondo, vissuto tra mito e leggenda, la tua epopea si è compiuta e toccherà ora alla storia celebrare il calciatore più forte di tutti i tempi nelle forme e modalità più disparate.

OTTANTA VOLTE RE

Nei 43 anni successivi è successo un po’ di tutto, sei stato analizzato, studiato e statisticamente collocato su in cima, dove non osano nemmeno le aquile, come fenomeno unico e insuperabile al quale il solo Maradona è oggettivamente accostabile.

Biografie, autobiografie, documentari, film, videogiochi e incarichi di ogni tipo, affiancati agli inevitabili riconoscimenti postumi, hanno scandito questo percorso che ancora si perpetra nel tempo, perché il mondo pallonaro, a cui hai donato il tuo genio, non ha smesso mai di ringraziarti per le tue gesta e per il ruolo cruciale che hai rivestito negli anni d’oro di questo sport.

Altra gente, altri usi e costumi, altra dignità nei tempi in cui mettevi gli scarpini che nostalgicamente ricordiamo vedendo questo uomo schivo e solare, amante della vita e del sorriso, quello che nemmeno oggi ci fai mancare mentre spegni le tue ottanta candeline circondato da chi non può far altro che volerti bene. Grazie Re, grazie di tutto…………………

Fabio Bandiera

Tempo di lettura: 1’50”

Foto tratta da: https://www.campionicalcio.com/ruolo/pele/

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