Auto pubblicazione: Croce e delizia dello scrittore moderno

Fatto! La fatica di mesi é conclusa.

Certo, hai dovuto sacrificare diverse notti per venire a capo della trama che tu stesso avevi intessuto, libero dai rumori di sottofondo della famiglia, che reclamava il suo tempo, così come dal treno impazzito della tua routine quotidiana.

Ma ora il tuo manoscritto è concluso. Gli amici e i familiari cui hai fatto leggere alcuni stralci lo adorano.

Dopo aver atteso un altro trimestre dall’editor per depurarlo da tutti i refusi, le ingenuità stilistiche e – ahimè – ortografiche di cui tu non ti accorgeresti neanche se lo rileggessi un centinaio di volte, ci siamo.

E adesso, con l’entusiasmo quasi adolescenziale che hai in corpo decidi che é tempo che il mondo conosca la nuova stella nel firmamento della narrativa contemporanea.

Dopo averlo protetto con una licenza di copyright che non ti lasci in terra dissanguato (vade retro SIAE) cominci a farlo girare presso alcune etichette “indipendenti”, in attesa dell’agognato responso.

Settimane, mesi senza risposta e quando arriva non é quella che ti aspetti.

Non ti perdi d’animo, dopotutto il settore dell’editoria é in crisi da una vita ed é complicato trovare un editore disposto a investire somme importanti in un autore sconosciuto senza avere un riscontro in tempi ragionevolmente brevi, quindi ti rivolgi alla piccola casa editrice emergente, in teoria più disposta a sondare nuove proposte.

Dopo un paio di settimane ti arriva via email l’ok alla pubblicazione, con un trascurabile dettaglio: devi mettere di tasca tua un contributo di almeno un migliaio di euro per le spese iniziali.

Come verrà promozionato il libro?

Mistero.

Quali canali verrano usati per la diffusione nelle librerie?

Non è dato sapere.

Così scopri che la presunta casa editrice emergente é praticamente una stamperia e di fatto ti stai pagando il tuo sogno.

Prescindendo da considerazioni di natura etica, saresti anche disposto a investire su te stesso, in fondo se non ci credi tu, chi dovrebbe farlo al posto tuo?

Il problema è che senza una adeguata promozione TU NON ESISTI.

Per quale motivo un lettore medio dovrebbe preferire te ad uno qualsiasi degli altri autori più o meno celebrati, sempre in televisione a disquisire di luoghi comuni cui non importa più granché ad alcuno dei semi letargici telespettatori?

Suona familiare, vero?

Almeno tu, caro scrittore in erba, hai a disposizione un’arma che la generazione precedente non aveva: l’auto-pubblicazione:

sulla rete sono disponibili diverse piattaforme che permettono la trasformazione del tuo manoscritto in un libro fatto e finito, in cui tu scegli il formato, la tipologia della carta, la copertina e anche il prezzo di vendita.

Queste case editrici virtuali permettono di allestire il tuo angolo di bancarella su internet in cui mostrare le tue fatiche letterarie.

Alcuni di essi sono presenti nella maggior parte dei mercati mondiali, pertanto convertono automaticamente la valuta in cui il libro é in vendita.

Dal prezzo detraggono una percentuale per i costi di stampa e per il loro servizio; si occupano perfino di pagare tasse ed imposte per te, che pertanto devi “solo” occuparti di far conoscere il libro e gestire eventualmente la scontistica per spingere le vendite.

Sulla carta, sembra promettente non è vero?

Ci sono alcuni caveat di cui tener conto:

  • in primis il prezzo. Per un autore sconosciuto esiste un soglia “psicologica” di 5-7 euro oltre la quale il libro non viene considerato; quando un manoscritto di 300 pagine costa a te 3,50/4 euro per pubblicarlo, si comprende perché il tuo entusiasmo cominci a scemare.
  • a ció puoi ovviare proponendo la tua opera in formato e-book, per la cui realizzazione il tuo editore “virtuale” chiede una cifra irrisoria; anche in questo caso c’é una controindicazione, forse quella piú importante di cui tener conto, cioé:
  • la diffidenza dell’LMS ovvero il lettore medio seriale, che é il tuo target ideale, conquistato il quale potrebbe darti diverse soddisfazioni in futuro.
    Questo magnifico esemplare di lettore desidera ancora sentire il profumo della carta tra le mani, desidera ancora recarsi in libreria, girare tra gli scaffali e indulgere tra un settore letterario e l’altro, nonché fermarsi a sorseggiare un cappuccino nella caffetteria interna mentre comincia a leggere i titoli appena comprati.

Raccontata così l’auto-pubblicazione non sembra molto promettente, vero?

Eppure alcuni anni addietro si sono registrati casi di autori che hanno sfondato attraverso l’auto-pubblicazione, così come di autori tradizionali che si sono visti rifiutare la pubblicazione di un manoscritto per decine di volte prima del successo: J.K. Rowland (Harry Potter) vi dice nulla? Quindi il consiglio é di armarsi di tanta pazienza e perseveranza per tenere in vita il vostro sogno letterario. Good Luck!

Alex F Romeo

Tempo di lettura: 2’10”

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