Mi piacerebbe chiederti quello che provi, se sei davvero felice, se la tua vita ti piace, oppure se vorresti fosse tutto diverso.
Ma sei ancora piccola, compierai solo sette anni.
Eppure hai già fatto tante cose. Hai viaggiato, fatto sport, sei andata a scuola, con alterni sentimenti. Hai conosciuto il mare, hai vissuto in campagna. Hai accarezzato una mucca, dato da mangiare ai cavalli, hai tenuto stretto tra le braccia un cucciolo di cane che hai deciso di chiamare Fiore, hai giocato coi gatti. hai rincorso le galline e insieme, io e te, ci siamo incantati a guardare le stelle.
Hai già fatto molte scoperte. Che ti piace disegnare, leggere, che ami le patatine fritte, ma che odi le zucchine e le cipolle. Ti diverti decisamente di più sull’altalena che buttandoti giù dallo scivolino, che la sabbia addosso ti infastidisce, ma che se si tratta di nuotare non ti tiri mai indietro.
D’altro canto hai già pianto molto. Hai avuto i primi tragici litigi con la tua migliore amica. Hai dovuto accettare di buon grado moltissimi “no”, hai scoperto cosa significhi starsene lì, da sola, seduta sul letto a pensare, cosa significhi chiedere scusa, cercare di capire cosa sia giusto e cosa, invece, sbagliato.
Hai sofferto quando ti sei resa conto che una persona a cui volevi bene se n’è andata via per sempre, hai sperimentato cosa voglia dire essere esclusi da un gruppo, e ti sei accorta che le tue decisioni non sempre vanno d’accordo con quelle degli altri.
Hai anche passato più di due anni di follia, di distanziamento sociale, di angoscia. Hai visto i grandi accanto a te tremare di paura, essere insicuri, senza che siano riusciti a darti delle risposte precise, del tutto rassicuranti.
Sei stata per tanto tempo lontana dalla tua vita, fatta di scuola, amiche, passeggiate, gelati, spensieratezza.
Per alcuni versi sei dovuta crescere in fretta, ti sei dovuta adattare. Abbiamo cercato di proteggerti il più possibile, ma in qualche caso siamo stati disattenti.
Ti abbiamo lasciata troppo spesso sola di fronte la tv, ti abbiamo chiesto troppo poco se stesse andando tutto bene. Paralizzati dai nostri timori, dalle nostre incertezze, abbiamo alle volte pensato che tu fossi già grande.
Ecco perché mi piacerebbe sapere quali siano i tuoi sentimenti, se la tua vita ti piace, oppure no. Ma sei ancora piccola. Compierai solo sette anni.
Perché io, alle volte, mi sento un papà sciagurato. Ti abbiamo messo al mondo e dovrai già fare i conti coi timori di guerre atomiche, siccità, inondazioni. Dovrai rimboccarti le maniche perché sei donna, e la disparità fra i sessi è un problema ancora lontano dall’essere risolto.
Per non parlare dell’incertezza politica, sociale, economica. E allora io mi domando se sarò abbastanza forte per difenderti, per preservare la tua innocenza, bravo a dissimulare le mie paure e le mie incertezze, finché non sarai grande abbastanza per sapertela cavare anche da sola.
Per adesso hai solo sette anni, anche se cresci in fretta. Ci siamo messi d’accordo che il giorno del tuo compleanno sarà l’ultimo giorno che ti prenderò in collo.
Di abbracci, invece, non ti devi preoccupare, te ne darò sempre, per tutta la vita, ogni volta che ne sentirai il bisogno.
E tutte le volte che ne avrai voglia, ti racconterò come’eri quando avevi sette anni.
Il Sofà è una rubrica settimanale.
Ogni lunedì, se ti va, ci sediamo comodi per una nuova chiacchierata.
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Foto dal Pixabay





















