Un robot per papà

36675

di Gaetano Buompane

Giorni fa me ne stavo in casa per i fatti miei quando la bambina è venuta da me e mi ha detto che dovevo aiutarla a costruire un robot.

L’ho guardata negli occhi e le ho chiesto se avesse sentito bene, se a scuola le avessero detto proprio questo e lei ha fatto sì con la testa prima di correre via impaurita.

Ho riempito i polmoni, chiuso gli occhi e fatto un gran respiro. Il momento era finalmente arrivato.

Certo non mi aspettavo potesse essere così presto. I fatti, gli indizi sempre più evidenti, tutto faceva supporre che prima o poi potesse accadere, ma non adesso.

D’altro canto quale momento migliore. È da tempo che continuo a domandarmi se saremo pronti ad affrontare nuovi e terribili stravolgimenti nelle nostre esistenze.

I bambini sono ancora piccoli, la loro vita è spensierata, fatta di una routine cadenzata, di giochi semplici, disegni colorati con personaggi sorridenti che galleggiano tra fiori e cuoricini, cosa succederebbe se fossimo catapultati in una realtà di sofferenza e distruzione?

Nessun uomo di buonsenso accetterebbe che la pace, la tranquillità dell’essere umano possa nuovamente essere messa in discussione, che si possa nuovamente essere costretti a vivere sotto la minaccia di restrizioni, di periodi di austerità, persino di tornare ad aver paura di morire sotto le bombe.

Se questo succedesse dovremmo fare di tutto per proteggere le nostre famiglie, i nostri figli, a qualsiasi costo.

Allora ho chiamato quei tre papà con i quali ho più confidenza e anche loro hanno confermato che i loro figli se n’erano usciti con la stessa richiesta: aiutarli a costruire un robot. Tutti abbiamo concordato che era arrivato il momento di incontrarci.

Ci siamo visti segretamente nel capannone di uno dei tre, che si occupa di import-export con la Russia e che purtroppo in questo periodo non se la sta passando molto bene. Dato che l’azienda è chiusa, ci ha detto, possiamo costruirlo lì senza destare sospetti.

Abbiamo srotolato su un tavolo degli antichi progetti e ho tirato fuori dei modellini in scala custoditi gelosamente in una scatola che mia moglie è sicura abbia donato ormai da anni ai bambini poveri.

Siamo stati tutti d’accordo che per difenderci da un attacco dovremmo costruire un robot di almeno 25 metri, rapido nei movimenti e di grande potenza.

Ho chiesto agli altri papà che tipo di minaccia si aspettino, tipo quella dei Meganoidi, del Re Vega, oppure dei mostri meccanici del dottor Inferno.

Qualunque sia, ho detto con tono greve, dovremmo dotarlo di armi super letali, missili perforanti, lame rotanti, raggi fotonici, il doppio fulmine, i pugni atomici, la pioggia di fuoco e certamente una alabarda spaziale.

Purtroppo all’inizio ci siamo trovati in disaccordo su chi debba pilotare il robot, se Actarus o Tetsuya, ma uno dei papà ha suggerito di mandare un messaggio in privato su Facebook a tutti e due e vediamo che dicono.

Poi, un paio di giorni dopo, c’è stata una svolta inaspettata.

Sei sempre il solito, ha detto mia moglie, quando la bambina ti chiede aiuto per una cosa di scuola tu fai sempre finta di niente.

È venuto fuori che in realtà i nostri figli avevano semplicemente bisogno di un aiuto per costruire un robot con materiale riciclabile, un’attività extrascolastica insomma, niente di più.

Allarme rientrato. Rimanere in campana. Sono gli ultimi messaggi che ho mandato sul gruppo Whatsapp.

Già. Per adesso è meglio stare zitti e abbozzare.

E comunque Actarus ha detto che ci sta e noi papà continuiamo a vederci al capannone tutti i fine settimana.

Le mogli pensano che sia per stare insieme, berci una birra e vedere i vecchi episodi di Mazinga Z e Goldrake. Ma non è così.

 

Va’, distruggi il male e va

(Goldrake)

 

Mille armi tu hai

non arrenderti mai

perché il bene tu sei

sei con noi.

 

Vai, contro i mostri lanciati da Vega

Vai, che il tuo cuore nessuno lo piega

con te la razza umana non morirà

invincibile sei perché Actarus c’è

che combatte con te dentro te

(Goldrake)

 

Il Sofà è una rubrica settimanale.
Ogni lunedì, se ti va, ci sediamo comodi per una nuova chiacchierata.

Se hai voglia di leggere alcuni dei miei lavori li trovi su Amazon

Foto da Pixabay

 

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.