Una Splendida ITALIA al 6 Nazioni di Rugby

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di Fabio Bandiera

Si è chiuso con una strepitosa vittoria a Cardiff il miglior 6 Nazioni di Rugby della Nazionale Azzurra, un torneo che l’Italia chiude al quinto posto con undici punti, e non pochi rimpianti.

Frutto di un bilancio di due vittorie, un pareggio e due sconfitte senza l’abituale cucchiaio di legno al quale eravamo costantemente abituati. Risultato di una rigenerazioni interna che va avanti da tempo che sta pian pianino dando i suoi costanti segnali di crescita, merito senza dubbio anche del nuovo coach Gonzalo Quesada.

Il quarantanovenne argentino ha assunto la direzione tecnica della Nazionale, dopo l’addio programmato di Keiran Crowley, dal 1 gennaio lavorando su un gruppo giovane, ma già abbastanza esperto a livello internazionale, al quale ha saputo trasmettere la grinta e la capacità di lottare fino in fondo, cose che raramente si erano viste in precedenza.

L’esordio quasi vincente all’Olimpico con gli inglesi, la sconfitta annunciata di Dublino, la mancata vittoria di Parigi, il successo in rimonta contro gli scozzesi e l’autorevole suggello di Cardiff, atto finale del torneo, ci restituiscono una squadra in salute che ha saputo alzare di diversi gradini la propria asticella personale.

Un progetto virtuoso che potrà darci soddisfazioni in futuro, un gruppo coeso in cui ognuno è portatore sano di quel mattoncino di squadra frutto di abnegazione e sacrificio, pilastri fondanti di uno sport, il Rugby, dove il collettivo è spesso predominante rispetto all’estro del singolo. Riviviamo le cinque gare di questo viaggio che ha saputo donare tantissime emozioni ai supporters azzurri……….

6 Nazioni di Rugby: ESORDIO PROMETTENTE

6 nazioniPartenza molto impegnativa per gli azzurri, la prima delle due gare casalinghe è contro la bestia nera mai battuta Inghilterra, medaglia di bronzo nella recente Coppa del Mondo.

Olimpico tutto esaurito, una cornice che esalta gli uomini di Quesada che partono a tutta birra sorprendendo gli inglesi sin dall’avvio.

Un calcio di punizione di Allan e una splendida meta di Garbisi su azione prolungata ci portano sul 10 a 0 in poco più di dieci minuti, ma la reazione avversaria immediata e veemente li riporta in scia sul 10-8 a metà primo tempo.

Tutto lascia presagire un loro predominio territoriale che gli azzurri stroncano sul nascere con una meta sontuosa targata Allan, frutto di un esemplare gestione delle fasi di possesso con almeno sei giocatori coinvolti in manovra.

Gli inglesi cominciano a premere mossi da una rabbia furiosa, vanno un paio di volte per i pali dopo ripetuti e infruttuosi assalti, ma riescono a ridurre ancora il gap prima dell’intervallo, col punteggio fissato sul più rassicurante 17-14.

Nel secondo tempo i chili e l’esperienza di Ford & Co.

Si concretizzano da subito con un netto predominio territoriale, arriva la metà del sorpasso al quinto della ripresa grazie all’ottima azione personale di Mitchell consolidata dalla conversione e dai successivi calci di punizione del solito Ford.

L’Italia perde smalto, ma ha l’insolito pregio stavolta di non mollare del tutto anche con dieci punti di svantaggio. Il punteggio si cristallizza sotto la gestione di uno sterile possesso inglese a cui l’Italia riesce a sottrarsi grazie ad un ultimo squillo di tromba di Monty Ioane che riduce le distanze dando un senso compiuto ad un complicatissimo secondo tempo. Finale agrodolce –24 a 27 -, un po’ di amaro in bocca resta soprattutto per quanto fatto di buono nel primo tempo, ma la squadra c’è……….

6 Nazioni di Rugby: DOPPIA TRASFERTA, INCUBO DUBLINO, RIMPIANTO LILLE

La prima trasferta in terra irlandese è, come da programma, totalmente proibitiva e il risultato altrettanto impietoso visto il potenziale assoluto dei Verdi, vincitori a mani basse di questa edizione.
Dopo il calcio sbagliato di Garbisi parte il monologo di Sheehan e soci che nel giro di pochi minuti mettono in chiaro le cose, dominando in tutti i fondamentali.

Italia costretta a subire e a limitare i danni, tre mete all’intervallo e pochissime chance di ripartenza.

Lo show prosegue nella ripresa, arriva la quarta meta per il bonus e Meloncello peggiora la situazione prendendosi un meritatissimo giallo.

Partita senza storia con trentasei punti al passivo e zero all’attivo, troppo forti loro o poco competitivi noi? La risposta sta sempre nel mezzo e non tarderà ad arrivare sette giorni dopo a Lille, gara in cui gli azzurri riscriveranno la storia del nostro Rugby sfiorando la clamorosa, quanto meritatissima, vittoria.

Una Francia nervosa, con qualche assenza e un fisiologico ricambio generazionale ci affronta a testa bassa, sospinta dall’indemoniato tifo del pubblico.

L’inizio è da incubo, i bleus subito in meta e poi sul 10 a 0 grazie ad una punizione di Ramos, gli indizi per il crollo ci sono tutti, ma è proprio qui che l’Italia tira fuori il suo orgoglio.

Una Francia imprecisa e poco lucida spreca tanto in attacco, complice un’Italia tosta che resiste alla pressione territoriale, ribaltando i possessi e rendendosi un paio di volte pericolosa.

Alla fine del primo tempo l’episodio chiave, un giallo a Danty per un placcaggio alto su Brex ci regala i primi tre punti, poi il Tmo converte il giallo in rosso e l’italia si trova con l’uomo in più per tutto il secondo tempo.

I francesi non ci stanno, riescono col solito Ramosa portarsi di nuovo sul più dieci, ma la pressione azzurra comincia inesorabilmente a farsi sentire. Avanziamo lentamente raccogliendo i frutti con pazienza grazie ai tre punti di Garbisi e alla meta di Capuozzo che viene convertita fissando il punteggio in perfetta parità.

La Francia è alle corde, tenta disperatamente un ultimo assalto, ma a partita ormai finita arriva quel calcio di punizione che può regalarci una vittoria storica.

Garbisi sistema malamente l’ovale che cade, nella fretta il calcio è approssimativo e va a schiantarsi contro il palo, che incredibile beffa! Prendiamo il bicchiere mezzo pieno nonostante i tantissimi rimpianti, ma l’Italia c’è, è viva e dopo la pausa è pronta ad affrontare in casa la Scozia………..

6 Nazioni di Rugby: VITTORIA, VITTORIA, VITTORIA

La seconda partita casalinga è carica di aspettative, l’Olimpico è sold out da settimane e l’avversario è apparentemente alla nostra portata, anche se la Scozia vista fino ad oggi è una delle migliori degli ultimi anni.

 

 

Partenza via è siamo già 3 a 0 grazie a Garbisi che torna sul luogo del delitto scrollandosi di dosso gli incubi di Lille, ma gli avversari non stanno a guardare e prendono decisamente in mano il match.

Fagerson e Steyn ribaltano il punteggio con altrettante mete, Russell le converte entrambe e in dodici minuti l’Italia è già sotto di undici, in balìa delle furie scozzesi.

La reazione è immediata, calcetto dell’ottimo Page-Relo per l’accorrente Brex, meta e partita di nuovo in equilibrio. Una punizione di Russell e una meta, non trasformata di Schoeman ci ricacciano indietro, ma proprio in questa difficile fase finale del primo tempo gli azzurri ritrovano le forze per reagire e riportarsi sotto con due calci piazzati di Garbisi e Page-Relo.

Sotto di sei all’intervallo, ma vivi e disciplinati come non mai.

Dopo una meta annullata agli scozzesi parte il monologo azzurro con Lynagh, figlio d’arte al suo esordio in azzurro, che imbeccato dal calcetto di Garbisi trova una splendida meta riportandoci a meno uno.

Garbisi non trasforma e prende un altro palo, sorpasso rimandato solo di qualche minuto.

Arrivano i primi cambi, entra Varney per Page-Relo che trasforma in meta un’ottima azione prolungata, Olimpico in delirio sospinto da un pubblico che intravede la storica vittoria. La punizione di Garbisi consolida il vantaggio, un più nove che a otto minuti dalla fine dovrebbe permetterci di gestire il ritorno di una Scozia non pervenuta nel secondo tempo. Fagerson riesce a trovare la meta che Russell trasforma velocemente, Scozia a meno due con due minuti ancora da giocare.

L’Italia resiste al forcing infinito della Scozia, minuti interminabili che si concludono con una palla persa e un urlo liberatorio di uno stadio che dopo undici lunghissimi anni torna a sorridere e a gioire per una sospirata e meritatissima vittoria. Il cucchiaio di legno è un ricordo lontano, ma ora bisogna ricaricare le batterie e chiudere in bellezza a Cardiff……..

6 Nazioni di Rugby: APOTEOSI FINALE…….GRANDE PROVA DI MATURITA’

Il suggestivo Millenium Stadium di Cardiff è la cornice ideale per chiudere degnamente il 6 Nazioni di Rugby, il Galles è ultimo ed in una fase di fisiologico ricambio generazionale.

Pronti via e gli azzurri prendono le redini del match, lucidissimi in difesa e in grado di gestire i punti d’incontro.

Due calci piazzati di Garbisi ci proiettano sul sei a zero in meno di quindici minuti, il Galles annaspa in un buco nero in cui l’Italia va a nozze.

Al ventesimo una fase prolungata offensiva ci proietta in meta, un’azione corale tradotta dall’ottimo Ioane, e azzurri padroni assoluti della gara nonostante la mancata conversione di Garbisi.

Primo tempo dominato, Galles smarrito e in stato confusionale, ma guai a mollare e ridare fiducia ai settantamila del Millennium.

Secondo tempo che riparte sulla falsa riga del primo, Italia perfetta in difesa e pronta a sfruttare i momenti di possesso che si concretizza con l’ottima meta di Pani che slalomeggia alla Capuozzo regalando agli azzurri il più sedici che Garbisi converte prontamente.

Il tempo scivola via, ma la furia gallese non si spegne e si concretizza in meta ad un quarto d’ora dalla fine, il pubblico si riaccende mettendoci sotto grande pressione, ma anche qui gli azzurri gestiscono il finale con grande maturità.

Due piazzati guadagnati e realizzati da Garbisi e Page-Relo ci riportano a più diciassette, distanza di sicurezza che nemmeno l’assalto disperato gallese, concretizzato con due mete consecutive, riesce a colmare.

L’Italia espugna il Millennium per la seconda volta consecutiva, un 24 a 21 bugiardo per come si è svolto il match, ennesima prova di maturità di una nazionale che ha saputo gestire efficacemente gli ottanta minuti chiudendo alla grande un torneo che se quel maledetto calcio di punizione di Garbisi a Lille si fosse concretizzato, ci avrebbe visto al terzo posto con tre vittorie su cinque.

Grazie ragazzi per aver riacceso la fiamma per questo sport spesso avaro di soddisfazioni, ma che da oggi ci vedrà a lungo protagonisti ai massimi livelli con la consapevolezza e la fiducia dimostrata in questo incredibile Sei Nazioni.

Fabio Bandiera

Tempo di lettura 3’00”

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