Addio a Franz Beckenbauer – Kaiser Franz addio a un campione

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Addio a Franz Beckenbauer, storia di un campione, l’addio al “Kaiser” Franz.

di Fabio Bandiera

E’ un fatto ormai acclarato che il calcio moderno abbia perso quell’appeal romantico legato allo scorrere del tempo, perché lo sport più popolare del mondo né incarnava biunivocamente le coordinate spazio-temporali.

Morte di un’icona, Franz Beckenbauer mito di un calcio romantico

La morte di un’altra icona storica qual’era Franz Beckenbauer ci riallaccia nostalgicamente a quei tempi andati che furono, nei quali personalità carismatiche come la sua trascendevano il mero spaccato calcistico collocandosi di fatto tra il mito e la leggenda.

Morte di un'icona, Franz Beckenbauer mito di un calcio romantico
Paraguay postage stamp on black background. Studio Shot

La reazione emotiva suscitata dalla sua scomparsa, così come quelle del Pablito, Vialli e Sinisa, è legittimamente sincera e ascrivibile ad un vero e proprio fenomeno di massa, perché personaggi trasversali come Kaiser Franz non sono nemmeno lontanamente ipotizzabili.

Un’altra ferita lacerante per questo sport privo di identità e di valori, quelli che il settantottenne bavarese purosangue ha incarnato senza sé e senza ma legandosi anima e corpo alla maglia del suo Bayern, ragione di vita calcistica e oggetto di un amore reciproco e incondizionato.

I tributi e i riconoscimenti professionali viaggiano di pari passo con la statura dell’uomo, le immagini postume che scorrono sui media ce lo ricordano così com’era, un atleta moderno che ha dato tantissimo al calcio in termini di etica e di qualità calcistica.

Il mondo intero lo ricorda e con affettuosa tristezza lo rimpiange, perché figure come la sua trascendono la maglia che indossano e la bandiera a cui sono appartenute.

Franz Beckenbauer: MONACO DI BAVIERA 11 SETTEMBRE 1945

Franz Beckenbauer: MONACO DI BAVIERA 11 SETTEMBRE 1945Figlio di un postale bavarese Franz nasce nell’immediato dopoguerra, anno zero per la Germania alle prese con uno sfacelo post-bellico senza precedenti e un’identità nazionale totalmente da ricostruire.

Anni difficili e di povertà nel sobborgo bavarese della sua infanzia che si trova proprio di fronte al campo di calcio dell’AS Monaco 1906, segno del destino di un predestinato. Nonostante la ritrosia del padre sarà lo zio Alfons, già militante nel Bayern, ad appoggiare la sua pulsione per il football spingendolo ad assecondare la sua passione.

La trafila è sempre la stessa, giovanili e a quattordici anni passaggio nel Bayern Monaco in cui si mette subito in mostra, ma non come difensore, per la sua straripante esuberanza ed una consapevolezza al di sopra della media.

Gioca i primi anni da ala sinistra macinando caterve di gol, un ragazzo impetuoso e turbolento, mai domo e spesso litigioso col suo allenatore dell’epoca, Rudi Weis che fu costretto anche a metterlo per un periodo fuori rosa.

Non tarderà ad esprimersi in prima squadra, il diciottenne Beckenbauer esordirà in seconda divisione contro il St. Pauli realizzando da ala sinistra la rete del definitivo 4 a 0, vittoria che però non garantirà al Bayern la promozione in Bundesliga.

E’ nata una stella che sta per brillare nel firmamento, la stagione successiva sarà quella della consacraazione…….

Franz Beckenbauer: LA CARRIERA…..I PRIMI TRIONFI…….IL MITO……

Franz Beckenbauer: LA CARRIERA…..I PRIMI TRIONFI…….IL MITO……A metà degli anni Sessanta il Bayern non è la multinazionale a cui noi siamo abituati, ma un club che arranca per salire ai livelli del calcio che conta.

 

L’arrivo di un nuovo proprietario Wilhelm Neudecker e del tecnico jugoslavo Zlato Cajkovski saranno decisivi per le sorti di Kaiser Franz, che nella stagione 1964/65 trascinerà con 18 goals in 39 partite i Rossi nella massima divisione.

Sepp Maier, Gerd Muller e Beckenbauer trascineranno negli anni il club bavarese alla conquista della Germania e del mondo scrivendo una delle pagine calcistiche più importanti del pianeta.

Nel 1966 arriva la prima coppa di Germania a cui farà seguito al primo tentativo la conquista della Coppa delle Coppe, ma dopo un anno interlocutorio si cambia registro con l’arrivo in panchina del sergente di ferro croato Branko Zebec.

Il suo arrivo rivitalizza il gruppo rendendolo ancora più ambizioso, nel 1969 un rigenerato Bayern riconquista dopo 37 anni il titolo tedesco, Beckenbauer è spostato a mediano di impostazione con risultati eccellenti, frutto di un’abilità balistica e di una notevole versatilità.

Siamo all’inizio degli anni Settanta iniziati con due secondi posti in Bundesliga dietro lo straripante Borussia Monchengladbach di Berti Vogts, il Kaiser, ormai capitano fisso del Bayern, rivuole lo scettro che non tarderà a raggiungere nel 1972.

Scudetto e nuovo cambio di ruolo, deciso dal c.t. della nazionale Schon che lo sposta da mediano a libero con compiti di impostazione del gioco e licenza di colpire in attacco.

Franz Beckenbauer: CAMBIO DI RUOLO CONSACRAZIONE EUROPEA E MONDIALE

Questo nuovo ruolo, vista la classe innata, gli calza a pennello e lo trascinerà verso il suo primo pallone d’oro, ma manca la consacrazione continentale per eccellenza, la Coppa dei Campioni dove spadroneggia in quegli anni l’Ajax di un certo Johan Cruijff.

Una rivalità che ha il sapore della leggenda fatta di sfide continue, di gioie e di delusioni come quella patita da Franz ai quarti di finale, contro i rivali olandesi, nel 1973 con un secco 4 a 0 rimediato ad Amsterdam.

Appuntamento con il massimo trofeo rimandato di un anno, Beckenbauer alzerà al cielo la prima Coppa dei Campioni nel maggio del 1974 piegando nettamente un arcigno atletico Madrid.

Il Bayern si ripeterà nelle due stagioni successive rispettivamente contro il Leeds e il St. Etienne, tre titoli nazionali e tre coppe di Campioni consecutive che consacrano il suo mito assoluto celebrato dal secondo pallone d’oro targato 1976.

L’ultima ciliegina sulla torta è la conquista della Coppa Intercontinentale, traguardo che chiude il cerchio di una carriera straripante e senza precedenti.

Raggiunto l’apice e travolto anche da alcune scandalose vicende personali decide che è il momento di mollare e di andarsi a cercare nuovi stimoli dall’altra parte del mondo dove sarà pronto ad attenderlo il Cosmos, formazione leggendaria del calcio brasiliano nella quale aveva militato fino all’anno precedente anche sua maestà Pelè.

Franz Beckenbauer: CAMMINO PARALLELO IN NAZIONALE…….    

Franz Beckenbauer: CAMMINO PARALLELO IN NAZIONALE…….    La trionfale carriera del kaiser si riverbera anche con la casacca della Nazionale tedesca che raggiungerà in quegli anni traguardi fino a poco prima irraggiungibili.

 

 

Beckenbauer esordirà nel 1965 in una gara valida per le qualificazioni al mondiale inglese del 1966 ricoprendo da subito il ruolo di leader del centrocampo, una vetrina prestigiosa nella quale farà pieno sfoggio del suo talento.

Con quattro goals trascinerà le Germania in finale cedendo solo, nella finale di Wembley, ai padroni di casa nella famosa gara del gol fantasma del goleador britannico Geoffrey Hurst.

Boccone amaro e grande delusione che si ripete l’anno seguente agli Europei con l’eliminazione agli ottavi da parte della Jugoslavia di Dzaijc, sconfitte salutari e necessarie per il successivo dominio internazionale.

I mondiali del 1970 segneranno la sua ultima delusione, la semifinale in Messico contro l’Italia di Ferruccio Valcareggi estrometterà la Germania dalla sua seconda finale consecutiva in quella che per tutti rimarrà la partita del secolo.

Il riscatto arriverà prima col successo agli Europei del 1972 con vittorie nette ed inequivocabili contro Belgio e Urss, travolta per 3 a 0 in finale, degno antipasto dei mondiali del 1974 assegnati proprio alla Germania.

Superate nei gironi di semifinale Polonia, Svezia e Jugoslavia il Kaiser è pronto a riscuotere il suo debito con la storia proprio contro l’Olanda di Cruijff e il suo calcio totale.

Finale epica che entrerà di diritto nella storia, decisa da un gol di Gerd Muller sul finale del primo tempo che fisserà il risultato sul definitivo 2 a 1, nonostante gli attacchi ripetuti degli Orange respinti al mittente dalla sapiente e orchestrata maestria difensiva di un Beckenbauer sontuoso, miglior giocatore di quel mondiale e del mondo.

Il secondo posto agli Europei nel 1976, sconfitti in finale dalla Cecoslovacchia di Panenka chiuderanno il decennio in nazionale di un fuoriclasse che si collocherà di diritto tra i giocatori più determinanti e vincenti di tutti i tempi………..

Franz Beckenbauer: ULTIMO ACUTO…….ALLENATORE……LEGGENDA……..

Dopo i tre anni brasiliani con altrettanti titoli conquistati nella North America Soccer League decide di tornare in Germania per chiudere la sua carriera accasandosi ad Amburgo, un club emergente ed ambizioso.

Nonostante le sue non perfette condizioni fisiche e le poche presenze effettive riuscirà a chiudere in bellezza la sua parabola sportiva aggiudicandosi la sua quinta Bundesliga a quasi trentasette anni, decidendo di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo nel 1983 di nuovo in Brasile col Cosmos.

L’anno dopo accetta una nuova sfida: riportare da commissario tecnico la Germania ai fasti di un tempo, si dimette, dopo il disastroso europeo del 1984, Jupp Derwall e il kaiser è pronto a salire in sella.

Sconfitta in finale mondiale nel 1986 contro l’Argentina della Mano de Dios, sconfitta in semifinale negli europei del 1990 contro la corazzata olandese targata Gullit e Van Basten, successo nelle notti magiche di Italia 1990 e secondo atleta in grado di vincere da giocatore ed allenatore il titolo mondiale, preceduto da Zagallo e raggiunto successivamente da Deschamps.

Il resto è storia tra dirigenze Fifa e polemiche, coinvolgimenti per reati di corruzione per i mondiali del 2006 assegnati alla Germania, tre matrimoni e la morte a 46 di uno dei suoi cinque figli, anni difficili e travagliati i suoi ultimi che, uniti ai suoi problemi cardiaci, lo hanno portato a spegnersi lo scorso 7 gennaio a settantotto anni.

Ricordiamolo stoicamente in campo con la spalla lussata ed il braccio fasciato nella partita del secolo e ringraziamolo per il suo talento e il suo genio calcistico, un vero imperatore del calcio che è inutile dirlo, ci mancherà tanto, tantissimo…………..

Fabio Bandiera

Tempo di lettura 3’30’’

Foto copertina tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Franz_Beckenbauer