L’uomo della strada

43919
Scarica il podcast dell'articolo

di Federico Ghezzi

L’uomo della strada, è proprio un uomo.

Per solito, aspetta, raccoglie, assorbe.

Ascolta la radio in auto, legge il quotidiano se capita, guarda il telegiornale, viene colpito, attento o assorto che sia, da quel che gli capita intorno, o prima o dopo, in autobus o a piedi, facendo la spesa o andando a portare il gatto dal veterinario.

L’uomo della strada non esclude alcun argomento, è ecumenico, tollerante, accogliente: non giudica e non ha pregiudizi di sorta.

Non vuole arrivare a una conclusione, non vuole saperne più di tutti, anzi, è sicuro, che su qualsivoglia argomento, ci siano specialisti, studiosi, professionisti, esperti che ne sanno davvero di più (molti di più) di lui.

L’uomo della strada indugia, non vuole mai esprimere ridondanze, sciocchezze, vacuità.

L’uomo della strada non deve svolgere presentazioni, discorsi, non deve preparare report, relazioni, filmati; ma, a un certo punto, su un dato argomento, quando il vaso è pieno e spunta l’ultima goccia, può traboccare un dubbio, un quesito, qualche interrogativo.

E a quel certo punto, riannodando i fili appesi, può dar voce spazio espressione a delle ipotesi, affidandosi al Buon Senso.

E quando sembrerebbe davvero impossibile che tra tanti, nessuno le abbia espresse così, semplici e lampanti, umili e lineari, le può metterle al vaglio, queste ipotesi.

Intendiamoci: ipotesi “aperte” al dibattito e alle obiezioni o ai dubbi di altri che, oziosamente e però doviziosamente, partecipino allo stesso gioco (che al pari di tutti i giochi, per essere divertente deve prevedere la massima serietà!).

È il premio per aver ascoltato così pazientemente, quando attento, quando assorto, quando in altre faccende affaccendato e quando invece così concentrato e preso.

È il premio per aver sorvolato, leggero, così tante volte, invece.

Ed è questo il luogo, un luogo, per dare spazio ad alcune esperienze e riflessioni, al dubbio e ai quesiti che ne verranno.

Ma sarebbero infiniti: e allora quali? E allora quando?

Beh, ecco: temi su cui l’esperienza comune, lo scambio occasionale quotidiano, la molteplicità di messaggi e di informazioni che ci arrivano involontarie o consapevoli, sembrano lasciare a noi il sospetto di un vuoto, di una dimenticanza, di una rimozione.

Ipotesi, dubbi, punti di vista, forse dispersi, forse trascurati, eppure presenti nelle conversazioni e nelle preoccupazioni di tanti, o solo in qualcuna tra le nostre innumerevoli esistenze.

Quindi: anche, simboliche evocative significative: chissà, le nostre esperienze.

Dirette. Che ci piacerà condividere.

E moltiplicare, esplodere, frammentare tra tanti, Uomini della Strada, più grandi e più piccoli.

Federico Ghezzi

Tempo di lettura: 1’20”