Il Covid rialza la testa. Cosa fare?

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di Alberto Aiuto

Dopo una fase di calo, la curva dei contagi da Covid-19 in Italia mostra nuovamente dei segni di risalita in varie parti del territorio nazionale.

Un andamento che è coinciso con la ripresa delle attività lavorative a settembre e con la riapertura delle scuole, complice la minore attenzione alle misure più semplici che avevamo adottato prima dell’estate.

Il virus infatti continua a mutare a velocità pazzesca, e dobbiamo aspettarci che ci saranno ancora parecchie mutazioni nei prossimi mesi.

La quarta ondata è finita. Il virus SarsCoV2 sta diventando endemico. Dunque ci dovremmo aspettare nuove frequenti ondate ma di limitata intensità.

Stiamo tornando alla vita normale ma dovremmo comunque tenere alta la guardia: pensiamo alle persone più fragili che dovrebbero rispettare il distanziamento interpersonale, evitare luoghi affollati e nel caso fare un uso selettivo delle mascherine.

Per ora non c’è nessuna congestione delle strutture sanitarie anche perché i vaccini aiutano a limitare le ospedalizzazioni.

Per dirla con le parole di Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute: “è finita la stagione degli obblighi, ora la responsabilità è dei cittadini”.

In realtà nonostante l’aumento dei contagi, fortunatamente la virulenza del Covid-19 è diminuita drasticamente, sia per la prevalenza di varianti meno aggressive che per l’efficacia dei vaccini: siamo in una situazione in cui le misure adottate sono diventate vittima del loro stesso successo, poiché o fanno scomparire le malattie o diminuire l’impatto clinico della malattia, come sta succedendo oggi, e si pensa di non averne più bisogno.

I nuovi vaccini contro il Covid-19.

Di fatto anche ora c’è un grande bisogno dei vaccini.

Al riguardo abbiamo una novità, anzi due. Abbiamo 2 nuovi vaccini (Comirnaty (Pfizer) Original/Omicron BA.1 e Spikevax (Moderna) Bivalent Original/Omicron BA.1), aggiornati per immunizzare dal ceppo originario del virus (da utilizzare soprattutto tra gli individui non vaccinati per colmare le lacune di immunizzazione) e anche da Omicron e le sue sotto-varianti (da somministrare come richiamo nei soggetti che hanno completato il primo ciclo di vaccinazioni).

Questi vaccini di recente approvati, indirizzati agli over 12, dovrebbero essere offerti in via prioritaria a over 60, immunocompromessi, altri pazienti vulnerabili con patologie concomitanti o preesistenti tra cui malattie respiratorie, come fibrosi polmonare idiopatica; malattie cardiocircolatorie, tra cui scompenso cardiaco in classe avanzata; malattie neurologiche, diabete, malattie epatiche, malattie cerebrovascolari, emoglobinopatie, etc. che li espongono a un rischio maggiore di Covid grave, nonché alle donne in gravidanza. Inoltre, i residenti e il personale delle Rsa e gli operatori sanitari possono essere presi in considerazione a causa della loro maggiore esposizione in caso di future nuove ondate. Il timore è che una nuova campagna vaccinale venga disertata, come già accaduto per la quarta dose. Tra gli over 80 si è vaccinato il 30% della popolazione, mentre per over 70 e over 60 le percentuali si aggirano rispettivamente intorno al 13% e al 7%.

La dose di richiamo può essere somministrata dopo almeno tre mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario o da un’eventuale dose booster già ricevuta.

Take home message.

Soprattutto le persone più fragili dovrebbero mantenere gli “antichi” atteggiamenti prudenti, ricordando che anche se la pandemia è finita, abbiamo ancora un problema con il Covid”.

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