L’uomo in sostituzione
Mi sveglia il latrato del cane dei vicini. In genere fa così quando passi di fronte al cancello del loro giardino, ma una volta svoltato l’angolo il cane si mette l’anima in pace e si azzittisce. Oggi, invece, sembra che possa andare avanti tutto il giorno.
Mi alzo già stanco. Ho avuto una notte agitata. Mi sono addormentato tardi, tormentato dai dubbi.
Sembra che in casa non ci sia nessuno. In fondo il sole è già alto e il fine settimana lontano.
Mi lavo la faccia con acqua fresca e mi guardo allo specchio del bagno. Cerco di fare un sorriso ma le labbra mi tremano e viene fuori una smorfia.
Qualche tempo fa al lavoro mi hanno dato il benservito, sostituito dall’Intelligenza Artificiale. Tutto il settore marketing, centocinquanta persone in mezzo alla strada da un giorno ad un altro.
Al suo posto è rimasto solo Sandro, il capo settore. Ma lo hanno messo a lavorare in home working e lui dice che un giorno di questi cambieranno la sua password di accesso al sistema e tanti saluti. Non ci sarà nemmeno bisogno di recapitargli una mail avvertendolo che è stato licenziato. Solo questione di tempo.
Abbiamo provato a protestare, timidamente a dire la verità. Al terzo giorno di proteste fuori l’azienda hanno accettato di parlare col rappresentante sindacale. Gli hanno mostrato una nostra campagna di marketing e quella prodotta dall’Intelligenza Artificiale (hanno offerto a lui l’onore di schiacciare il tasto “invio”).
Il rappresentante sindacale è tornato da noi, ci ha consigliato di sciogliere il sit-in e di cercarci un altro lavoro.
Alla mia età non è poi così semplice trovare un altro posto. In realtà non ho nemmeno voglia di cercarlo, sono depresso. Mi alzo tardi e ciondolo per casa tutto il giorno.
Il cane del vicino sta ancora abbaiando. E allora mi torna in mente.
Entro in salotto con circospezione. Lui è ancora lì, seduto sul divano, al mio posto preferito, vicino la finestra e accanto alla lampada.
È così, fermo, da quando lo hanno portato in casa e lo hanno acceso. Ci hanno detto che non si muoverà finché non avrà immagazzinato abbastanza informazioni sulla nostra famiglia e le nostre abitudini. Sta facendo un download. Ci hanno anche detto di non badare a lui, di fare come se non ci fosse.
Siamo rientrati nel piano del Governo che sostituisce l’essere umano con uno di questi robot umanoidi per i lavori che nessuno vuole più fare.
Mia moglie ha spiegato che, siccome deve stare tutto il giorno fuori e lavorare il doppio perché io sono disoccupato e depresso, ha bisogno per forza che qualcuno l’aiuti in casa.
Mi è sembrato strano, e ho il sospetto che in questa storia ci sia di mezzo anche il suo ex che lavora all’ufficio Disposizioni Ministeriali. Ma non le ho detto niente per non avvelenare ancora di più il clima casalingo. Soprattutto per la tranquillità dei bambini, anche per loro non è un momento facile.
Rimango a fissarlo per lungo tempo. Lo so che anche lui mi sta spiando. È impossibile far finta che non ci sia. Regolarmente emette un sibilo prolungato ed è proprio quando il cane, là fuori, comincia nuovamente ad abbaiare.
Vorrei solo sedermi al mio posto in poltrona, bere il caffè in santa pace e leggere il mio libro.
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Foto da Pexels





















