Allarme clima: realtà o propaganda?

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di Gianluca Bitelli

Allarme Clima: La Siberia brucia e la Groenlandia si scioglie.
La Siberia che tutti noi immaginiamo: Un luogo impenetrabile, freddissimo e con ghiaccio e neve a perdita d’occhio. Uno di quei luoghi che si vedono nei cartoni animati o nei film d’azione, non di certo un luogo dove portare la famiglia in vacanza.

Un posto così distante che risulta anche difficile percepire faccia parte del nostro stesso pianeta.

Eppure, nelle ultime settimane, gli incedi che stanno divampando in questa regione hanno reso la Siberia e la sua gente estremamente vicina a tutti noi.

Gli incendi che ormai divampano da qualche mese hanno coinvolto un’area dalla superficie superiore alla Sardegna e non danno l’impressione di volersi fermare.

La Siberia è solitamente ricoperta da foreste rigogliose con terreni acquitrinosi impregnati d’acqua e le temperature d’estate non superano mai i 17-18°C. Non di certo il luogo in cui immaginarci degli incendi.

Il fuoco, però, non è la cosa più preoccupante.

Ciò che spaventa maggiormente gli esperti è ciò che sta avvenendo sotto la superficie.

Guillermo Rein, studioso dell’Imperial college di Londra, sostiene che il principale problema sia rappresentato dal fatto che a bruciare siano terreni di torba ricchi di carbone, che normalmente dovrebbero essere impregnati d’acqua.

Gli incendi di torba rilasciano molto più velocemente quantità di carbonio sempre più ampie.

Quando il terreno brucia, scompaiono importanti assorbitori di carbonio, che non possono essere sostituito in un lasso di tempo utile.

E così si genera un circolo vizioso che terrorizza gli esperti e che nelle ultime settimane mi ha tolto il sonno.

La Siberia non è l’unica regione del mondo in cui queste catastrofi stanno avvenendo.

Gli incendi nella regione Artica, in questo 2019, sono all’ordine del giorno.

Alaska e Groenlandia, un tempo regioni avvolte nel ghiaccio, oggi si ritrovano a fuggire dal fuoco.

Gli incendi in queste regioni diventeranno sempre più comuni.

Le emissioni provenienti dagli incendi di quest’anno rendono più probabile che si ripresentino condizioni propizie a nuovi incendi di torba nelle prossime estati, il che produrrà ulteriori emissioni, creando un loop negativo in cui a pagarne le spese sarà tutto il pianeta.

Se questo non bastasse, nell’ultima settimana, sono anche stati pubblicati due rapporti speciali da parte dell’ che dipingono una situazione peggiore rispetto a quanto non fosse già stato preannunciato.

Questi eventi catastrofici, che indubbiamente sono determinati dalla crisi climatica, stanno dimostrando di essere in grado di innescare una serie di eventi e processi che precedentemente non erano stati valutati e che rendono la situazione ancor più allarmante.

Se non eravate preoccupati per quanto stesse avvenendo sul nostro pianeta dal punto di vista climatico, questi incendi nel circolo polare Artico potrebbero essere il momento giusto per iniziare a farlo.

Gianluca Bitelli

Tempo di lettura: 1’10”

Per approfondimenti:

https://www.internazionale.it/notizie/2019/08/05/incendi-circolo-polare-artico?fbclid=IwAR1tI0do7EmxGlW8j5J9dmhTVpSocjzFoTAZLdWAXrC-UBpbb6cQ9snIaa8

https://www.ilsole24ore.com/art/cosi-2050-civilta-umana-collassera-il-climate-change-ACxDIjU?fbclid=IwAR3xQdgeFa_W2S7KT-MUseJJ_zKc5JvwRFJPyKTQ8AiyipSeyfQNrfoTu3A

https://www.repubblica.it/ambiente/2019/08/08/news/ipcc_cambiamento_clima_aumentera_fame_e_migrazioni-233137455/?fbclid=IwAR19iQRgEzdVkAgLSwJuu20F2VIxSPYw2aDB4n6Hkd1w80H6mSTEv3mvp8E

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