Capraia, Gorgona e la Vespucci

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di Pierfrancesco Pierangelini 

Nel fine settimana a cavallo di maggio e giugno ho avuto la possibilità di godere di due  isole dell’arcipelago toscano da un punto di vista unico ed emozionante.

Questo grazie alla Lega Navale Italiana, in particolare alle Sezioni di Capraia e di Ostia e alla Presidenza Nazionale, che hanno organizzato una nuotata da Capraia a Gorgona di circa 20 nuotatori, con alcuni detenuti che hanno fatto da supporto all’organizzazione.

Io, con alcuni altri soci e volontari della Lega Navale, abbiamo fatto assistenza all’evento con una imbarcazione, Eros, intitolata a Piersanti Mattarella, fratello del nostro Presidente ucciso dalla mafia, che fa parte della flotta delle barche della legalità, barche sequestrate alla malavita e assegnate alla Lega Navale.

Capraia

Siamo partiti da Ostia con la nostra imbarcazione e dopo una breve sosta all’Isola d’Elba abbiamo raggiunto Capraia.

Questa isola, come detto, fa parte dell’arcipelago toscano ed è nella provincia di Livorno. Il comune di Capraia è poco abitato, conta infatti meno di 400 residenti.

L’isola è lunga circa 8 km e larga 4, si trova ad una distanza di circa 20 miglia da Livorno, ma di fatto è più vicina alla Corsica che all’Italia.

Capraia è di origine vulcanica, si possono infatti vedere i resti di un cono vulcanico nella Cala Rossa, dove abbiamo potuto fermarci e fare un bagno, nonostante la presenza di meduse.

Il nome dell’isola, abitata fin dai tempi preistorici, deriverebbe dalla presenza di capre selvatiche secondo alcuni o dalla parola “Karpa”, che significa roccia, per altri.

L’isola è raggiungibile durante tutto l’anno tramite un traghetto da Livorno, inoltre dispone di un ben attrezzato porto turistico che risulta molto affollato nel periodo estivo.

Arrivando in barca a vela comunque ci sono alcune rade sul versante orientale dove si può dare ancora, ma anche queste risultano spesso affollate in estate.

L’isola, come detto, è stata abitata fin dai tempi antichi, nel corso dei secoli si sono succeduti vari insediamenti di monaci, è stata spesso attaccata dai saraceni ed è passata sotto il dominio di Pisa e poi di Genova.

Con l’unità d’Italia è divenuta una colonia penale sino al 1986.

Il paese di Capraia è molto suggestivo e si snoda lungo un pendio: ci sono alcuni monumenti da visitare, in particolare il Forte San Giorgio.

Se non siete in barca vi sono vari percorsi a piedi che vi permettono di raggiungere alcune cale  suggestive.

Noi siamo partiti da Capraia la mattina molto presto, insieme al resto delle numerose imbarcazioni di supporto, perché il percorso dei nuotatori era di circa 23 miglia e quindi richiedeva circa 15 ore per arrivare a Gorgona.

Gorgona

L’isola di Gorgona è la più piccola dell’arcipelago toscano con una superficie di soli 220 ettari, molto verdeggiante e ricca di vegetazione, il nome non ha riferimento con il mito delle Gorgoni, ma deriva da un’arcaica radice “org” preromana.

L’isola è stata abitata sin dal Neolitico, poi dai Romani, dei quali sono stati recentemente scoperti dei resti.

 

Nel corso dei secoli vi sono stati solo insediamenti di monaci, ma nel 1700, sotto il Granducato di Toscana, è stata ripopolata con alcuni agricoltori, i cui pochi discendenti ancora abitano l’isola.

Dal 1869 è divenuta una casa di reclusione ancora funzionante, con un contenuto numero di detenuti, meno di 100, che hanno la possibilità di lavorare all’aperto  grazie ad alcune coltivazioni e alla presenza di alcuni animali: capre, maiali e bovini.

L’isola, essendo in gestione al Ministero di Grazia e Giustizia, non ha collegamenti turistici regolari, vi possono attraccare solo dei piccoli traghetti autorizzati con visita guidata dell’isola.

Non vi possono accedere e sostare le imbarcazioni private essendo anche in buona parte riserva naturale.

Il paesino, che ha un piccolo porto, è dominato dalle strutture carcerarie, ma vi sono alcune abitazioni molto colorate e una piccola chiesetta.

Noi, e tutto il resto della flotta, siamo arrivati la sera e abbiamo avuto eccezionalmente il permesso di ancorare nella caletta a fianco  del porticciolo.

La direzione carceraria ci ha accolto offrendoci un’ottima cena a base di pesce.

Il giorno seguente abbiamo potuto fare un breve giro dell’isola vedendo le strutture dedicate al lavoro dei detenuti.

Poi siamo ripartiti per Capraia dove era prevista la conclusione dell’evento.

La Vespucci

Il nostro viaggio si è concluso a Livorno, dove era in arrivo la nave scuola della Marina Militare a cui dovevamo rendere omaggio;

Il Veliero Vespucci era di transito infatti a   Livorno per il suo tour del Mediterraneo.

Siamo partiti quindi da Capraia e abbiamo beneficiato di una giornata particolarmente favorevole, che ci ha consentito di percorrere a vela le 35 miglia in sole 6 ore.

Il giorno seguente abbiamo potuto salire a bordo della Vespucci accolti dal comandante della nave.

Pierfancesco Pierangelini

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