Come (e perché) scegliere il cucciolo?

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Abbiamo intervistato Fabio Carta, istruttore cinofilo e Family dog relationship, per capire meglio le domande che dobbiamo farci prima di accogliere in famiglia il nostro nuovo amico. Ecco le sue bellissime risposte.

Buongiorno da Maria Luisa Barbarulo, nello spazio Social di Men’s Life, oggi abbiamo il piacere di avere nuovamente qui con noi il nostro amico Fabio Carta.

Buongiorno Fabio!

Ciao, ciao a tutti!

E buongiorno a tutti i nostri lettori, ascoltatori, follower…

Ho inviato qui Fabio perché nel corso del 2020 i suoi articoli sono stati molto apprezzati. In modo particolare uno che ha fatto numeri importanti, “Regalare un cucciolo a Natale”.

Ho pensato di approfondire con lui questo tema. Perché non c’è solo Natale, ci sono i compleanni, c’è Pasqua… e poi in quest’anno così particolare un cucciolo può anche avere la sua funzione di amico, se pensiamo ai ragazzi…

La prima domanda è: è giusto regolare un cucciolo ai propri figli?

E la risposta che io dico sempre è “Sì, ma…”.

Tutto dipende dalla risposta che ci diamo ad una domanda: perché vogliamo regalare questo cucciolo ai nostri figli?

Perché purtroppo molte persone vogliono regalarlo come si regala una PlayStation.

E non è lo stesso…

No. Quando regali un “essere  vivente” con quell’approccio li, il rapporto non può che naufragare, purtroppo, e a farne le spese è sempre il cagnolino.

Il cane sotto l’albero, è questo il titolo dell’articolo, gioca proprio su quel meccanismo li.

Sì, se il genitore è consapevole del fatto che sarà lui ad occuparsene, in maniera responsabile. Gestirlo in maniera responsabile implica una gestione diversa del quotidiano e delle vacanze, quindi del “non quotidiano”.

Quindi se si regala con lo spirito giusto sì! Ci sono tanti “pro” e pochissimi “contro”. Se invece si regala con lo spirito sbagliato sono più i “contro” che i “pro”.

Certo, di questo me ne rendo conto.

Come lo sceglieresti tu un cucciolo? Che consiglio possiamo dare ai nostri amici, su come scegliere un cucciolo?

Scegliere un cucciolo dipende da tanti fattori. Uno, deve piacere a noi. Se abbiamo l’approccio giusto, la scaletta che dobbiamo seguire è abbastanza semplice.

Partendo dalla logistica, dove viviamo, in appartamento, in villetta o casa con un giardino o in campagna. A seconda di questo possiamo decidere la tipologia di cane, la dimensione… ma non è tanto il cane piccolo, il cane grande o il temperamento, vivace o meno, ma come abbiamo deciso di approcciare.

Io conosco cani che, contrariamente a quello che si pensa, sono in appartamento, anche monolocale, che sono molto più felici, rispetto a cani che vivono in campagna o villetta. Purtroppo chi vive in campagna o in villetta, delega molta dell’educazione del cane, alla campagna e alla villetta.

Alla Natura!

Ma la natura, non educa per ciò che serve, nel rapporto tra noi ed il cane. Paradossalmente molti cani che vivono in campagna o in villetta credono da soli. E quindi crescono selvaggi, come gli “ordina” l’istinto. Mentre chi vive in appartamento si prende la responsabilità e sa come educare, come prendersene cura h24, le passeggiate, la spazzolata, il bagnetto, la cura in generale. Quindi se noi approcciamo con il giusto sistema, il giusto modo, alla fine scegliere un cucciolo, scegliere l’involucro del cucciolo…

Io racconto sempre questa storia: andiamo in una stanza o in un terreno, ci sono tre cuccioli.

Uno ti viene addosso, ti sale, si avvicina e vuole subito le coccole. Un altro è indifferente, passeggia e continua a fare quello che stava facendo. L’ultimo si allontana e si mette nel posto più lontano da te.

Allora il cucciolo che ti viene addosso è il più spavaldo, intraprendente, che un domani potrebbe essere un po’ arrogantino, aggressivo, se non lo gestiamo bene. Il cucciolo indifferente, approccia alla novità con un equilibrio migliore. Il cucciolo che si allontana è quello più spaventato, insicuro, e un domani potrebbe degenerare in questa cosa.

Una signora qualche mese fa mi disse, vedendo il mio ultimo cane: “Può essere che i tuoi cani hanno tutti lo stesso sguardo?”.

Io gli ho risposto: “Boh!”.

Ho fatto mente locale, questa cosa mi ha fatto riflettere, non mi ha fatto dormire la notte, e poi ho capito cosa aveva visto lei che io non avevo visto: lei aveva visto il filo conduttore che li “lega” tutti, che sono io!

Alla fine voglio dire che qualunque razza tu scegli, che va dal trovatello in strada, che è una cosa bellissima, al cane che acquistiamo in un allevamento, alla fine l’impronta, la linea gliela diamo noi.

Verissimo!

Qualunque sia la tua scelta, che prendi il cucciolo spavaldo, il cucciolo spaventato o il più equilibrato, se tu ti fai seguire, o approcci con il buon senso, alla fine nessuno di loro degenererà nel comportamento, ma seguirono la linea che hai determinato tu.

Il 99% di quello che siamo, noi o i nostri cani, siamo fatti delle esperienze che facciamo. Quindi se passiamo ad un argomento che può essere quello educativo, è molto importante nel cane che sarà.

Perché di fatto siamo noi che determiniamo la percezione dell’ambiente che lo circonda. Quindi nella scelta del cane, se approviamo con buon senso e ci facciamo pure aiutare, compatibilmente con quello che a noi ci piace, perché comunque ci deve piacere il cane! Io il cane ce l’ho non perché debba fargli ottenere chissà quali prestazioni, ma perché ho un’amica. Io ho gli amici, non per ordinargli quello che devono fare…

Certo, ma per il piacere di stare insieme!

Brava, bravissima! Per condividere momenti, per condividere situazioni e per stare insieme.

Riconosco quello che dici nelle mie esperienze con i cani. Io ne avuto sempre, sia di razza che adottati in condizioni di emergenza, ed è assolutamente vero: loro rispecchia chi sei. Non c’è niente da fare!

Bravissima! Quindi se il tuo cane si comporta male, comincia a pensare chi sei veramente! Nel senso che loro spesso sono ottimi “amplificatori” delle nostre difficoltà.

Io spesso negli articoli gioco su questi parallelismi, perché purtroppo la direzione è quella.

Perché io quando parlo di cani non mi rivolgo a tutti quelli che hanno i cani. C’è modo e modo di avere i cani. I cani possono essere educati in maniera estremamente meccanica e rigida, per ottenere prestazioni o semplicemente ubbidienza. Oppure possono essere educati per ottenere un rapporto con uno scambio reciproco di informazioni. Io vado più in questa direzione, stimolando il cane quanto più possibile, a fare le scelte giuste, ma è il cane che farà le scelte giuste. Io gli ho solo insegnato che quando si incontra una persona ti devi relazionare in maniera corretta, poi sarà lei che saprà e capirà.

Per molti questo è utopistico, ma non è così. Dipende alla fine da cosa vogliamo essere agli occhi del nostro cane. Tutto dipende dalla domanda: “Perché? Perché vogliamo un cane”? E come vogliamo viverlo. Alla fine dovremmo viverlo mediamente se tutto va bene 12 anni, chi più chi meno. Io chiedo sempre alle persone che si avvicinano a me: “Come li vuoi vivere questi 12 anni?”.

Nell’articolo parlo di una telefonata che non è andata esattamente così, più di una telefonata arriva con quell’impronta. Però funzionava bene, ma nel succo, tante finiscono così. Ed è estremamente esemplificativa e cruda di quello che accade. E in questa telefonata le persone parlano di animali, essere viventi, come se fossero tablet, cellulari…!

Io ci gioco con queste persone, cercando di metterle di fronte a quelle che sono le loro scelte, e le conseguenze che le loro scelte hanno su chi li circonda, che possono essere anche loro figli, perché ti posso garantire che un bambino che ha vissuto quell’esperienza fallimentare, è stato vittima tanto quanto il cane, perché il genitore, incosciente, inconsapevole, magari non voleva, o non aveva gli elementi per capire, ha fatto vivere un’esperienza brutta a quel cane e a tutta la sua famiglia, che quel bambino se la porterà a vita quell’esperienza negativa. E poi magari un domani capirà che il papà aveva fatto una stupidaggine!

Sì, infatti, che i genitori non sono stati in grado di seguirlo nell’educazione del cane, questo è importantissimo.

Sono le priorità, le necessità, i nostri bisogni che sono alterati. Come spiego nell’articolo: magari per amore di apparire, si spendono tanti soldi per comprarlo, poi quando capisci e ne devi spendere molto meno per educarli, capisci che ti devi impegnare un po’, saltano tutti gli schemi, perché avevi pensato che funzionava in maniera diversa.

Lo pago di più, sarà già educato! Chi più spende, meno spende. Come dire, no? Non è lo stesso!

Gli faccio vedere due video e si sistema da solo.

Mi piace questa idea. E’ un buon modo questo secondo me, per far capire che gli animali che vivono con noi, non si educano come con Matrix, mettendo il CD dietro il collo. No! Vanno educati ogni giorno, sono come i bambini.

Quando alle persone spiegano di approcciare con il cane in maniera autoritaria e rigida, questo sistema è più popolare. Funziona meglio perché le persone scaricano anche un po’ di tensione. Mentre se gli fai capire che devono lavorare su loro stessi, che l’origine del problema sta in loro e non nel cane, perché vengono convinti che sia il cane il problema, poi tu gli fai capire con i modi giusti, che il problema sta in loro.

Io da molti anni lavoro più sulle persone che non sui cani, funziona.

Di recente mi gira in testa in termine, che ho visto che ancora non ha usato nessuno, quindi lo userò io, che si chiama educazione circolare. Che vuole intendere un modo di educare che sia sostenibile. Quindi gli elementi che io devo dare  Maria Luisa per educare il suo cane, devo essere metabolizzati da Maria Luisa.

Se ti devo far uscire fuori dai tuoi atteggiamenti, lo faccio gradualmente nel tempo. In questo modo qualunque sia la percentuale di miglioramento che hanno tenuto loro, e ovviamente non si può fare il miracolo, dipende da loro, perché sono loro che guidano, quella percentuale, che sia poca o che sia tanta, è sostenibile e se la porteranno avanti per sempre.

Fabio noi ti ringraziamo, per il tuo tempo. E’ stata una bellissima chiacchierata. Tutti i nostri ascoltatori e spettatori apprezzeranno, soprattutto coloro che hanno animali o chi desidera acquistarne. Quindi un’ottima serie di consigli e spero di vederti presto su questi schermi.

Speriamo! Anche non sugli schermi!

Ciao a tutti! Alla prossima!

Grazie, ciao!

>>> Guarda l’intervista sul nostro canale Youtube

Redazione di Men’s Life

Take Home Message – Come scegliere il cucciolo?
Abbiamo intervistato Fabio Carta, istruttore cinofilo e Family dog relationship, per capire meglio le domande che dobbiamo farci prima di accogliere in famiglia il nostro nuovo amico. Ecco le sue bellissime risposte.

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Ultimo aggiornamento:  12 febbraio 2021

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