Elisabetta II e i Corgi Reali!

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di Fabio Carta

Corgi: Cani Reali di nome ma non di fatto..

Se pensi di non aver mai visto un Welsh Corgi Pembroke, ti sbagli di grosso.

Sono sicuro che in più occasioni ti sarà capitato di vederlo in una delle tante foto o video riguardanti la Regina Elisabetta II.

Questa razza è la preferita dai reali inglesi

La Regina è un amante dei Corgi sin da quando era bambina

Passione che insieme a quella per i cavalli l’ha accompagna da tutta la sua vita e l’ha portata anche ad allevarli.

Nel 2007, Elisabetta II possedeva:

  • cinque Corgi,
  • cinque Cocker Spaniel e
  • quattro Dorgi (dachshund-corgi),

e dalla sua incoronazione nel 1952, ha posseduto oltre trenta Corgi, dal 2015 ha smesso di allevarli per non lasciarli soli dopo la propria morte.

I Corgi Reali più conosciuti sono, Monty, Willow e Holly

I più attenti li ricorderanno durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012, in uno sketch in cui Daniel Craig (nei panni di James Bond) arrivò a Buckingam Palace per scortare la Regina all’apertura dei giochi dove arrivarono entrambi “paracadutandosi” da un elicottero…

Tanto per comprendere quanto fosse dura la vita di un cane Reale, la Regina Madre introdusse un protocollo per gestire i Corgi.

A loro era riservata una stanza su misura, nota come Stanza dei Corgi, dove dormivano in cestini di vimini sopraelevati, avevano un ampio menù a palazzo che comprendeva coniglio e manzo freschi, preparati da uno chef gourmet.

A Natale la Regina cuciva per loro calze piene di giocattoli e prelibatezze come biscotti.

Ma veniamo a noi.

Pur essendo cani molto amati, coccolati e gestiti al meglio e per certi versi sicuramente privilegiati, non sono mancate le occasioni, dove hanno combinato dei guai, anche gravi.

Ovviamente in situazioni e momenti diversi:

Elisabetta II, un poliziotto a Londra, un dipendente della Royal Lodge di Winsor, e un postino della Royal Mail, sono stati morsi dai simpatici Corgi Reali.

In un’altra occasione la regina fu morsa dopo aver tentato di fermare un combattimento tra una decina di suoi Corgi, procurandosi una ferita alla mano sinistra.

Aggressioni che spinsero un politico a chiedere al Parlamento Inglese di ordinare alla Regina di apporre un cartello “Beware of the dog” (Attenti al cane) fuori dalle residenze dove vivevano i cani.

In un episodio molto grave il cane della Regina Madre, guidò un branco di Corgi che attaccarono e uccisero l’amato Dorgi della Regina Elisabetta II

In un altro episodio altrettanto drammatico accaduto ad una Corgi, furono costretti a sopprimerla per le gravi ferite riportate, dopo essere stata assalita dal bull terrier della principessa Anna, venuta in visita dalla sorella.

Insomma diciamo che di Reale questi cani avevano solo il trattamento.

Quanto al loro comportamento, stendiamo un velo pietoso e condito da qualche considerazione.

È evidente che questi episodi siano manifestazione di una gestione alquanto approssimata, non vorrei dire assente, (ma l’ho detto) sia in termini di controllo sia di rapporto.

Sicuramente i cani erano tanti e anche le mani che li gestivano lo erano, e questo non facilità il compito, anzi, ma dietro aggressioni di questo tipo ed entità si celano importanti problemi di relazione imputabili a una gestione superficiale, distratta, sicuramente inconsapevole o incapace.

Superficiale e distratta perché prima che uno o più cani possa o possano arrivare a mordere o a produrre aggressioni di quella gravità, manda più di un segnale che ci fa comprendere la direzione dei suoi pensieri quindi comportamenti.

Inconsapevole perché, di fatto, nonostante gli episodi fossero ripetuti e sotto gli occhi di tutti, sembra che nessuno si sia mai reso conto dell’entità del problema e infine incapace perché dando per scontato che ne erano consapevoli, non sono stati in grado di gestire meglio tutta la truppa.

Situazioni simili purtroppo sono molto più diffuse di quanto si pensi, ed anche determinate dalle stesse condizioni di gestione.

Per cui ti invito a valutare sempre con obiettività e senso critico, ogni comportamento sospetto che il tuo cane manifesta, onde evitare “sorprese”, anche se novantanove volte su cento, come affermato sopra di sorpresa c’è ben poco…

Per capirci meglio,

gli elementi che contribuiscono alla costruzione di una gestione sana e responsabile sono molteplici:

  • rispetto,
  • impegno,
  • empatia,
  • altruismo,
  • autodisciplina,
  • amore,
  • attenzione,
  • conoscenza,
  • …..…

ovviamente la lista è lunga, ma la cosa più importante per far funzionare le cose è che tutto deve essere erogato nella giusta misura.

Senza eccessi ne esagerazioni

Un po’ come cucinare, che sia minestrone, carbonara o bucatini all’amatriciana, non basta avere tutti gli elementi

Bisogna utilizzarne i giusti quantitativi, seguire la giusta sequenza di somministrazione e per concludere, rispettare i tempi di cottura…

Pertanto prendersi responsabilmente cura di un cane significa:

  • soddisfare i suoi bisogni primari,
  • comprendere le sue esigenze reali,
  • educarlo a vivere il contesto in cui vive

per la sua e la nostra serenità, cosi da ottenere un rapporto solido e duraturo fatto di comprensione, empatia e complicità.

Per molti non sarebbe male anche, comprendere il numero massimo di cani che siamo in grado di gestire mantenendone alta la qualità di gestione e quindi della relazione, altrimenti rischiamo di fare la fine di Elisabetta II e dei suoi cani “Reali” di nome ma non di fatto…

Fabio Carta

Tempo di lettura: 2’00

Foto tratta da: https://wamiz.it/cane/consigli/6023/i-cani-della-regina-elisabetta-alla-scoperta-dei-corgi

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