Genitori 2.0: come aiutare i figli a crescere

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di Andrea Maggio

Come genitori e adulti siamo ossessionati dall’idea che i nostri figli seguano le regole, si impegnino, accettino il mondo degli adulti per come è, in sostanza siano conformi al nostro pensiero e a quanto abbiamo creato noi.

Eppure, se pensiamo bene a questo percorso, ci rendiamo subito conto che questa nostra impostazione ed aspettativa non fa altro che creare dei nostri cloni e degli adulti orientati al conformismo.

In una logica, invece, di miglioramento continuo, di innovazione, di cambiamento dello status quo, sarebbe necessario un approccio diverso.

Dovremmo cioè aiutare i nostri figli ad essere “ribelli”.

Ribelli nella testa

La ribellione a cui faccio riferimento non è l’atteggiamento oppositivo del giovane verso l’adulto come posizione presa.

E’ la ribellione di pensiero, quella promossa dall’insegnante di filosofia ed educatore Matteo Saudino i cui video su youtube non a caso raggiungono milioni di visualizzazioni.

Matteo è in grado di coinvolgere i giovani perché parla al loro cuore e alle loro coscienze.

Li aiuta a sviluppare un pensiero critico che possa aiutarli ad orientarsi nel mondo e nella complessità della vita.

E per fare questo bisogna essere ribelli nella testa.

Avere il coraggio di proporre punti di vista diversi, di cercare soluzioni alternative, di osare un pensiero che non sia solo quello noto e più battuto.

Come aiutare i figli a crescere: La ricerca di senso

I ragazzi di oggi, i nostri figli adolescenti che presto entreranno nel mondo degli adulti, hanno bisogno di trovare un senso nella vita e in quello che fanno.

La scuola da questo punto di vista è una delle istituzioni che ha perso il suo ruolo perché non riesce più a comunicare il suo senso.

“A cosa mi serve la matematica”, “A cosa serve andare a scuola se poi con due parole messe insieme e una buona base musicale posso fare milioni di views su youtube e diventare famoso?”.

E’ proprio a questo che dovrebbe puntare la scuola, ma anche noi adulti: a dare senso.

Il più delle volte, invece, la scuola, i professori, noi adulti, siamo convinti che quello che conti coi nostri ragazzi siano il rispetto dell’autorità, il conformarsi alle regole, l’impegnarsi indefessamente, il competere per essere i migliori.

Tutto questo, però, senza dare un senso non serve a niente. Senza un perché, senza averne compreso il significato, si diventa meri esecutori che obbediscono alle indicazioni di qualcuno.

Come aiutare i figli a crescere: Adulti come riferimento

Se vogliamo essere degli adulti che ispirino più che fare paura, che supportino più che giudicare, che facciano evolvere più che conformare, dobbiamo aiutare e lasciare liberi i nostri ragazzi di esprimere il loro pensiero e di facilitare il confronto.

Solo attraverso una riflessione critica, non pregiudizievole, aperta al dibattito si possono esprimere idee, accogliere nuovi punti di vista, scorgere nuove possibilità.

Se vogliamo che i nostri figli sfidino loro stessi, superino le loro convinzioni, sappiano guardare avanti, abbiamo bisogno di sfidare noi stessi come genitori e adulti.

Dobbiamo andare oltre le nostre convinzioni su come debba andare avanti il mondo, lasciando spazio ad altre possibilità che magari proprio i nostri ragazzi ci fanno intravedere.

 Andrea Maggio

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