Crescete e moltiplicatevi, vale anche per il Covid-19

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di Alberto Aiuto

Covid-19:

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Sun Tzu, L’arte della guerra

All’inizio se ne è parlato ingigantendo i suoi effetti, ora se ne parla sminuendoli.

Insomma in questo profluvio di parole, parole, parole, come constatava Mina tanti anni fa, nessuno può pensare di aggiungere nulla di significativo alla discussione.

Tuttavia, mi sono reso conto che il motivo di tanto allarme è dovuto anche alla mancanza delle conoscenze virologiche di base, per cui siamo spesso rimasti in balia del sedicente “esperto” di turno che ci ha confuso le scarse idee, alimentando così la psicosi.

Codiv-19: Vediamo dunque di partire dai fondamentali.

I virus sono la forma più piccola di vita;

Quasi un anello di congiunzione tra la materia inanimata e quella vivente.

I coronavirus hanno dimensioni comprese tra gli 80 e i 160 nm (un milionesimo di millimetro).

Ciò significa che nella lunghezza di un millimetro se ne potrebbero allineare anche centomila! È evidente perché non tutte le mascherine sono efficaci.

Anche i virus, la forma di vita più semplice in assoluto, seguono Il famoso detto biblico “crescete e moltiplicatevi”.

Poiché contengono solo informazioni genetiche DNA o RNA (come i coronavirus) avvolte in un involucro proteico, non sono capaci di vita autonoma, ma necessitano dell’apparato metabolico di una cellula.

Quindi, per vivere e replicarsi, sono costretti ad infettare un organismo superiore.

Sono dunque parassiti intracellulari obbligati.

La trasmissione dei coronavirus, covid-19 incluso, avviene principalmente in due modi:
  • attraverso l’inalazione delle goccioline volatili emesse dagli individui contagiati dal virus, quando parlano, starnutiscono, tossiscono o respirano (restiamo a distanza di sicurezza);
  • attraverso il contatto fisico con mani, superfici, cibi od oggetti contaminati (evitiamo di toccarci occhi, naso e bocca).
Alcuni ceppi di coronavirus possono rimanere attivi a temperatura ambiente su metallo, vetro o plastica per un tempo compreso da 2 ore a 9 giorni.

Di qui la necessità di lavarsi spesso le mani (e bene) e disinfettare gli oggetti con cui veniamo in contatto, con etanolo al 60%, con acqua ossigenata allo 0,5%, o con ipoclorito di sodio allo 0,1%.

Una volta superate le prime difese innate
  • cute,
  • mucose,
  • lacrime,
  • saliva,
  • urine,
  • basso ph,
  • acido gastrico e
  • acquisite (macrofagi, linfociti Natural Killer),

i nuovi patogeni vengono presi in carico dai linfociti T Killer, che stimolano il sistema immunitario alla produzione di anticorpi specifici contro questi agenti (ci vogliono circa 10 giorni).

I vaccini accelerano la risposta immunitaria, in modo da renderli incapace di provocare la malattia.

I più frequenti esempi di malattie da virus sono:
  • rosolia,
  • morbillo,
  • varicella,
  • aids,
  • herpes,
  • febbre gialla,
  • poliomielite,
  • mononucleosi,
  • influenza,
  • epatite,
  • ebola,
  • vaiolo,
  • aviaria.

Solo per alcune di queste malattie esistono farmaci antivirali specifici (AIDS, Herpes), per tutte le altre, la soluzione migliore è sempre il vaccino.

I coronavirus, incluso il covid-19,causano per lo più infezioni respiratorie lievi e limitate alle vie aeree superiori:
  • raffreddore,
  • mal di gola,
  • faringiti,
  • etc),

e solo in rare circostanze infezioni respiratorie gravi ed estese alle vie aeree inferiori (bronchi e polmoni).

I dati disponibili sul COVID-19

dicono che finora il 5% dei contagiati non ha sintomi, il 75% ha sintomi simili a quelli dell’influenza, il 15% sviluppa una polmonite visibile alla tac o ai raggi X e l’ultimo 5% viene colpito da una polmonite grave, che richiede ossigeno e ricovero in terapia intensiva.

Non ci sono cure per le principali infezioni e malattie virali,

neanche per il comune raffreddore: si può solo cercare di evitare il contagio e nel caso instaurare una terapia di supporto, facendo affidamento sull’efficienza del sistema immunitario della persona malata.

Gli antibiotici servono solo per trattare eventuali complicanze cardiache e/o polmonari.

La ricerca sta cercando di produrre nel più breve tempo possibile un vaccino specifico per questo nuovo virus, ma come diceva il grande Eduardo “Adda passa’ a nuttata”.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’20”

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