Il paese senza gentilezza

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di Gaetano Buompane

Che buffi certi posti. Ad esempio, da queste parti, la gentilezza non sanno cosa sia.

O meglio, lo sanno, ne hanno un’idea vaga, ma preferiscono evitarla, la trovano controproducente.

Una volta qualcuno, anni fa, se n’è persa addirittura la memoria, ha cercato di importarla pensando potesse essere un buon affare, ma il carico è stato bloccato alla frontiera senza possibilità di riscatto.

Quel povero sventurato provò a spiegare che tutta quella gentilezza l’aveva pagata a prezzo d’oro e che avrebbe pagato altrettanto per liberarla dal blocco doganale.

Ma non ci fu verso. La gentilezza fu sequestrata e dichiarata merce pericolosa.

Alla fine di tutta la diatriba, oltre ad essere stato accusato di attentato alla Nazione, oltraggio e tentata corruzione a pubblico ufficiale, a quel signore fu ritirata la licenza di vendita e finì i suoi tristi giorni in disgrazia maledicendo se stesso, il genere umano e tutto l’Universo.

I nipoti e pronipoti, dopo che tanta rovina e vergogna si era abbattuta sulla loro famiglia, pare che siano diventate le persone più incivili, maleducate e scortesi della terra.

Se doveste venire in questi luoghi, quindi, di gentilezza non ne trovereste da nessuna parte, è bene che lo sappiate prima di decidere di partire e comprare il biglietto.

Se, invece, siete già amanti della volgarità, dell’inciviltà e della cafoneria a buon prezzo, allora preparate presto le valigie, questo per voi sarà un soggiorno paradisiaco e chissà decidiate addirittura di trasferirvi.

Per chi non sia totalmente avvezzo alla villania, il consiglio è quello di frequentare almeno uno dei tanti corsi istituiti con poco garbo.

Sono attive classi di Buona pratica di ladroneria, Scorrettezza generica, Scortesia applicata Sopraffazione sul più debole e i sempre utilissimi corsi intensivi di Salto della fila.

Potete trovare tutte le indicazioni sul sito internet istituzionale fatto male e poco chiaro, oppure nei centri di disinformazione sparsi un po’ ovunque nei quali sarete accolti da personale poco specializzato e strafottente che vi accoglierà sgarbatamente con la tipica e caratteristica espressione “scocciata”.

Ma si sa, il modo più economico e efficace di imparare gli usi e costumi di un popolo è quello di praticare sul campo, senza vergognarsi di sbagliare.

Se vi scapperà di far passare qualcuno sulle strisce pedonali, di dare il buongiorno, di gettare i rifiuti nel cestino, sappiate che per riuscire a liberarsi completamente della vostra gentilezza alle volte occorre del tempo e soprattutto dei modelli di riferimento.

Tuffatevi allora in tutto quello che vi circonda, leggete i giornali, guardate la televisione, ascoltate i discorsi dei politici, frequentate il più possibile i luoghi pubblici, camminate per le strade delle città.

Troverete sicuramente ottime fonti di ispirazione e qualcuno da cui assorbire quei puri sentimenti di intolleranza e scortesia che tanto state cercando.

Perché la difficoltà è proprio quella di non riuscire, nonostante tutti gli sforzi, ad essere maleducati, di non adeguarsi al clima comune.

C’è addirittura il rischio reale di cadere preda di gruppi clandestini che profetizzano la gentilezza e ne distribuiscono tutti i giorni piccole quantità illegali.

Sono persone osteggiate, derise, isolate e costantemente condannate.

Vivono nel sogno di un Paese diverso, in un modo differente di vivere e pensare e che celebrano il 13 novembre, la Giornata Mondiale della Gentilezza, come il giorno della loro rinnovata speranza.

Gaetano Buompane

Tempo di lettura: 1’30”

Foto da Pixabay