Il rispetto

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di Mudir

Quante volte, in mezzo al traffico, ci è capitato che qualche citrullo freni davanti a noi mettendo la freccia solo nel momento in cui sta iniziando a immettersi in una strada laterale.

Naturalmente si è beccato tutti gli improperi di questo mondo:

“già mi hai obbligato a frenare perché non mi hai avvisato in tempo ed adesso che stai girando, metti la freccia?

A cosa serve che metti la freccia solo adesso?”

Personalmente queste cose mi danno estremamente fastidio per il semplice fatto che sono ostacoli gratuiti.

Sarebbe stato sufficiente un minimo di sensibilità nei confronti di chi ci vive intorno; sarebbe bastato usare solo un poco di logica per considerare che quel povero fesso che guida dietro di te non può sapere che fra qualche decina di metri tu deciderai di girare; del resto è talmente intuitivo che la freccia di segnalazione serve proprio ad avvisare gli altri di ciò che ti accingi a fare, non certamente di ciò che stai già facendo !!!

Una giornata nel traffico è piena di questi esempi di grettezza verso il prossimo:

Il tizio che ci vuole superare sulla destra, quello che decide di tagliarci la strada senza nemmeno rendersene conto perché è intento a chattare, quello che suona il clacson quando davanti c’è la signora che sta attraversando sulle strisce pedonali, quell’altro che vuole per forza superare anche se c’è una fila chilometrica ed ancora quello che si pensa Schumacher e si appiccica al bagagliaio rendendoti rischiosissima qualunque frenata; ci sono poi coloro che si piazzano al centro della strada e passeggiano a 25 km all’ora.

Questa è una grave mancanza di rispetto ed il problema diventa grave quando si manifesta anche nelle comuni circostanze della vita quotidiana.

Da un lato ci sentiamo pervasi da un solido sentimento di difesa dei più alti principi morali, etici e umanitari.

Ci sentiamo partecipi del dolore delle povere vittime che vediamo in quelle immagini terribili di guerra e dei mari soffrendo con loro del loro stesso dolore e poi … quando serve un minimo impegno personale, un minimo sforzo per agire concretamente ed aiutare gli altri … ecco che ci sentiamo limitati, forzati in ambiti psicologici angusti, ci sentiamo imprigionati.

E’ triste.

Siamo capaci solo di gesti simbolici e di applaudire sui balconi.

Mudir

Tempo di lettura: 1’30”

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