Il segreto delle succulente

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di Gaetano Buompane

Mai giudicare gli altri e, soprattutto, saper perdonare. Avete mai pensato a quanto il segreto della vita sia tanto semplice nei suoi propositi, ma nello stesso tempo tanto difficile da perseguire?

E le storie che ci vengono raccontate ogni giorno, cosa ne pensate se vi dicessi che si possono riscrivere, modificare a nostro piacimento, e che sia anche del tutto legittimo affibbiare loro personaggi e finali differenti?

Io credo che tutte le risposte che cerchiamo si possano trovare nelle musiche per bambini e nelle piante succulente.

Ma andiamo con ordine.

Ci sono luoghi che proteggono dei segreti da svelare. Sono luoghi che sarebbe una perdita di tempo se ci mettessimo con impegno ad andarli a cercare. In verità li si incontrano casualmente o, come è meglio credere, sono loro ad accoglierci al momento giusto.

Come in un flusso cosmologico predefinito veniamo condotti fino a loro e in qualche modo dalla loro energia veniamo trasformati.

Per dirla davvero tutta è l’energia delle persone che animano questi luoghi a riempirli di quei segreti preziosi e sono solo gli occhi più innocenti e curiosi che riescono a disvelarli.

C’è un giardino, in qualche parte del mondo, nascosto da un muro e da un alto cancello arrugginito.

Al suo interno sono coltivate una varietà pressoché infinita di piante succulente, con fusti grossi e foglie carnose, dalle forme strane e incredibili, sferiche, a colonna, appiattite e a triangolo.

Ad accogliervi un uomo e una donna. Lei ricercata nei modi e nel vestire, con un paio di grandi occhiali da vista con la montatura rossa. Lui in tuta e scarpe da ginnastica, i capelli arruffati e lo sguardo sereno.

Il guardiano del giardino incantato, invece, è un vecchio cane ben educato amante di coccole e carezze, con una simpatica barbetta bianca e il corpo rotondo e robusto, del tutto simile ad alcune piante di cui è custode.

È qui che scopro alcune verità che mi portano a riflettere sulla complessità della vita, ma anche sulla sua immensa semplicità.

Innanzitutto che quasi tutti i cactus sono piante succulente, ma che non tutte le succulente sono cactus. E poi che non vanno giudicate per la loro apparenza, alle volte strana, ostile, sgraziata o asimmetrica perché tutte, al loro interno, sono cariche di acqua, di vita, e prima o poi i loro fiori sbocceranno.

Ma soprattutto che vanno sempre perdonate. Molte di loro hanno trasformato le foglie in spine. Se dovesse succedere di essere punti, non sono loro ad averlo voluto, siamo noi che ci siamo avvicinati troppo.

Beviamo succo ben gelato, filosofeggiamo e osserviamo i bambini correre spensierati intorno alle piante, succulente di vita, amore e pace. Così sagge nella loro apparente indifferenza, così simili all’uomo nel loro bisogno di esistere.

In un altro posto, in un altro luogo del mondo, c’è un tendone in cui è allestito un teatro per bambini.

I contastorie costruiscono lentamente l’immaginazione della loro platea dagli occhioni spalancati. Non c’è niente di virtuale, di proiettato. Solo drappi, vestiti, artifici di scena, nasi finti e parrucche.

Il tema proposto è tanto potente quanto rivoluzionario e a giudicare dall’entusiasmo e dalla partecipazione, tutti i bambini ne sembrano già gli artefici.

Le storie obsolete, che ci vengono propinate, fritte e rifritte, nessuno ci impedisce di riscriverle, di ricantarle a nostro gusto e piacimento.

Cambiare personaggi e finale, parole e musiche per essere ogni volta noi stessi protagonisti della storia e della nostra vita. In una sola parola, Libertà.

Ripenso alle succulente, al cane pacifico che ne custodisce i segreti, al perdono e mi sento finalmente dentro la mia storia.

E niente è più bello che vedere la mia bambina seduta accanto a me, guardare il palco e ridere ammaliata dentro la sua.

Gaetano Buompane

Tempo di lettura: 1’30”

Foto da Pexels

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