Insetti a tavola: cosa ne pensate? Parte 1

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È da un po’ di anni ormai che si sente parlare di insetti e del loro imminente arrivo sulle nostre tavole.

Per capirne di più dobbiamo contestualizzare questo tema all’interno di un più preciso quadro:

  • storico,
  • legale,
  • ambientale,
  • culturale,
  • sociale.

In Europa il consumo di insetti è un qualcosa di relativamente moderno e non ci sono culture gastronomiche radicate in cui questi siano diffusi ed utilizzati.

Un’eccezione però ci arriva proprio dall’Italia, precisamente dalla Sardegna.

Infatti, in questa regione è diffuso il Casu martzu, formaggio tipico della tradizione sarda, la cui peculiarità principale è la proliferazione al suo interno delle larve delle Piophila casei (mosca del formaggio), le quali rendono questo prodotto unico per consistenza e complessità del sapore.

Ma cerchiamo di capirne qualcosa in più.

Cosa dice la legge

Un primo aspetto necessario per intraprendere qualsiasi digressione sugli insetti riguarda la loro regolamentazione legale.

Gli insetti rientrano all’interno dei Novel food, ossia quei prodotti che prima del 1997 non erano stati riconosciti e regolati come tali dall’Unione Europea.

Questi Novel food dopo molti anni sono stati finalmente oggetto di un nuovo regolamento, il 2288/2015.

Testo che ha per la prima volta regolamentato la produzione e l’immissione sul mercato di questi nuovi alimenti.

Questo regolamento, entrato finalmente in vigore l’01/01/2018, ha definitivamente aperto le porte all’arrivo sulle nostre tavole degli insetti.

In Italia però, il Ministero della Salute ha spostato l’arrivo di questi prodotti sottolineando che per il momento “non è consentito commercializzare nessuna specie di insetto né alcun tipo di derivato, finché non verrà rilasciata un’autorizzazione specifica dall’UE sull’applicazione del Regolamento 2015/2283”.

Differentemente, alcuni Stati Membri hanno già ammesso la commercializzazione di alcune specie di insetto in un “regime di tolleranza”, avvalendosi dell’articolo 35 del Regolamento.

In questi Paesi gli insetti dovranno rimanere entro i propri confini nazionali e di certo in Italia non potranno entrare, neppure attraverso il web.

Insomma gli insetti non sono ancora entrati definitivamente in Europa, ma possiamo dire che ci hanno abbondantemente messo un piede dentro.

Ma abbiamo bisogno degli insetti?

Una delle domande centrali nel dibattito sugli insetti riguarda proprio le perplessità sulla necessità o meno di inserire questi prodotti all’interno nella nostra alimentazione.

Come ben sapete la popolazione mondiale sta crescendo in maniera esponenziale, tanto che si pensa che in breve tempo si toccheranno i 10 miliardi di abitanti.

Questi dati, uniti a quelli sulla malnutrizione, sottolineano l’urgenza nel trovare alcune soluzioni per garantire a più persone possibile una dieta adeguata ed equilibrata.

E qui subentrano gli insetti.

Gli insetti sono un’ottima fonte proteica, hanno relativamente bisogno di poco spazio per essere allevati, producono meno sostanze inquinanti delle altre principali fonti proteiche e mangiano anche molto meno di loro.

Tutto questo in potenza li rende sostenibili sia dal punto di vista ambientale che da quello economico.

La FAO in uno dei suoi report più recenti ha sottolineato che “gli insetti presentano un’alta efficienza di conversione nutrizionale perché́ sono animali a sangue freddo.

I tassi di conversione nutrizionale per la carne (cioè̀ quanto mangime è necessario per produrre un incremento in peso di 1 Kg di un animale) variano largamente a seconda del tipo di animale e delle pratiche di allevamento utilizzate.

In media, gli insetti possono convertire 2 Kg di cibo in 1 Kg di massa, laddove un bovino necessita 8 Kg di cibo per produrre l’aumento di 1 Kg di peso corporeo.” (http://www.fao.org/docrep/019/i3264it/i3264it.pdf)

Inoltre, gli insetti non possono essere utilizzati solamente per l’alimentazione umana ma anche per quella animale.

L’opportunità di utilizzare farine d’insetti per mangimi alimentare potrebbe andare a risolvere le problematiche legate all’eccessivo impatto ambientale delle coltivazioni per mangimi (soia e mais).

Dal punto di vista della sicurezza, soprattutto quella sanitaria, ci sono però ancora grossi punti interrogativi sull’allevamento d’insetti.

Ma come si evolverà il consumo di insetti nel mondo?

Ne parleremo nella seconda parte dell’articolo

Gianluca Bitelli

Tempo di lettura 1’00

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