La magia della commedia musicale, secondo Mauro Cattivelli

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Oggi intervistiamo Mauro Cattivelli, commediografo che ci racconta come è arrivato al teatro e alla commedia, dalle parodie delle poesie iniziate a scrivere a scuola, alle commedie musicali nei teatri di tutta Italia, per andare incontro a quel bisogno delle persone di sorprendersi e di meravigliarsi…

Ciao a tutti amici di Men’s Life. Abbiamo in collegamento oggi con noi Marco Cattivelli, commediografo romano.

Io sono nato nel ’53, quindi parecchio tempo fa e ricordo di aver scritto la mia prima parodia alle Medie. Era la parodia di una delle poesie che stavamo studiando. E mi ricordo che con gli amici registravamo sul registratore quello con le bobine, non so se ve lo ricordate… storie horror, facendo le voci dei vari personaggi e del narratore…

La magia della commedia musicale – Ricordo che quando insieme al mio amico…

Paolo, abbiamo cominciato a scrivere, abbiamo iniziato con l’idea di una commedia Favolescion, che era una commedia ambientata nel mondo delle fiabe, ma sapevamo già che il registro più consono al nostro carattere, date anche le nostre esperienze, era quello comico, un po’ demenziale, assurdo…

Pensa che con Favolescion abbiamo fatto 500 rappresentazioni in Italia, che per un musical, originale, italiano non i soliti famosi, etc, 130 compagnie lo hanno messo in scena. Quindi ci sembrava un lavoro valido.

Io e Paolo eravamo colleghi di lavoro. Abbiamo cominciato a scrivere insieme giochi, piccoli spettacoli, piccole sceneggiature per le feste degli amici. Storie basate su momenti veri, però con il finale curioso, inventato, per far ridere, per fare una cosa spiritosa.

Le sceneggiature le registravamo su VHS…

…e poi distribuivamo a tutti queste videocassette e le mostravamo nelle feste. Poi nel ’93 abbiamo conosciuto Claudio Boccaccini, regista di Roma, e gli abbiamo esposto l’idea di Favolescion, che ci era venuta in quel periodo, una commedia musicale. A lui è piaciuta e ci ha detto di provare a scriverla. L’abbiamo scritta, lui l’ha messa in scena ed ha debuttato il 18 aprile del 1994 al Teatro dell’orologio a Roma.

L’idea nasce da… diciamo che c’è una prima intuizione iniziale

Poi facciamo lunghe chiacchierate, fino a quando non troviamo un’idea centrale, forte, che ci convince. Quasi sempre l’idea a cui arriviamo alla fine e completamente diversa da quella da cui eravamo partiti.

L’ultimo lavoro che abbiamo fatto lo abbiamo concluso a febbraio 2020, ed è stato “Gli angeli non vanno in pensione”.

Poi ci siamo dovuti fermare per il COVID.

Ho fatto una serie di storie, che si chiamano “Storie vere”, sul mio sito, sulla mia pagina Facebook di Quattrocchi e Cattivelli.

La magia della commedia musicale – Scrivere per il teatro è una cosa un po’ particolare

Perché alla fine un’opera teatrale non è come scrivere un libro o un film. Quindi se qualcuno non la mette in scena, davanti ad un pubblico, non esiste.

Per questo è sempre una grande emozione quando vai a vedere uno spettacolo che hai scritto, e vedi che delle persone hanno dedicato il proprio tempo a capire una tua opera, un tuo lavoro… Questo è sempre davvero emozionante.

La magia della commedia musicale
La magia della commedia musicale

Ma già il teatro mi pare che non se la passasse molto bene pure prima del COVID

Ora è tutto più difficile. Però la grande forza del teatro, a mio parere, è che noi vediamo delle persone vere, che fanno proprio davanti ai nostri occhi, uno spettacolo unico. Non ci saranno mai due rappresentazioni identiche, quindi quella cosa che vediamo non si ripeterà mai più.
E lo vediamo insieme ad altre persone che stanno insieme a noi, che ridono si emozionano, in un modo che è molto diverso dal cinema, un altro posto dove stiamo seduti in una platea a vedere uno spettacolo.

Credo che forse il teatro dovrebbe andare incontro ad un bisogno che secondo me le persone hanno di sorprendersi, di meravigliarsi.

La magia della commedia musicale – II mio spettatore ideale

Quello che incontrando per strada uno che si crede Napoleone, appena tornato da Waterloo non gli dice “Sei matto, non sei Napoleone!”, ma gli dice “Perbacco, racconta!”.

Io vorrei salutare con le stesse parole di ottimismo del grande Bertolt Brecht che la sera del 13 agosto 1956, a Berlino Est, dove viveva, congedandosi a tarda ora dagli attori della Berliner Ensemble, la compagnia da lui fondata, che stavano provando l’ultima versione del suo lavoro, “Vita di Galileo”, disse loro: “Arrivederci amici!” (Bertolt Brecht, da tempo in cattive condizioni di salute, sarebbe morto il giorno dopo, ndr).

Simone Buffa

<<< Rivedi e riascolta l’intervista >>>

Take Home Message – La magia della commedia musicale
Oggi intervistiamo Mauro Cattivelli, commediografo che ci racconta come è arrivato al teatro e alla commedia, dalle parodie delle poesie iniziate a scrivere a scuola, alle commedie musicali nei teatri di tutta Italia, per andare incontro a quel bisogno delle persone di sorprendersi e di meravigliarsi…
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Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2020

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