La mostra Valadier: splendore nella Roma del Settecento

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di Fabio Bandiera

In corso a Roma all’interno del percorso guidato della Gallerie Borghese la mostra Valadier splendore nella Roma del Settecento (30.10.2019 – 2.2.2020).

La mostra ripercorre le tappe salienti del percorso umano e professionale di Luigi Valadier, l’orafo, argentiere e bronzista italiano più celebre del settecento.

La mostra Valadier: Genius Loci di Villa Borghese

Ritengo che il fulcro emotivo del percorso espositivo sia il legame profondo tra Luigi e la famiglia Borghese per la quale offrì i suoi servigi in tutti i vari aspetti della sue produzione.

Valadier fu al servizio del principe Marcantonio durante il progetto complesso di riconfigurazione dell’edificio.

Inoltre collaborò con l’architetto Antonio Asprucci al quale dobbiamo il fascino di questo di luogo di eterna e magniloquente bellezza.

La mostra Valadier: Genio poliedrico e opere provenienti da ogni dove

Le numerose opere presenti in mostra testimoniano chiaramente l’eclettismo e le capacità tecniche fondate sullo studio e la riscoperta della civiltà antica romana.

Tale riscoperta era stata intrapresa anni prima da suo padre Andrea, stabilitosi a Roma dalla Francia nel 1714.

Le novanta opere provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private spaziano dalle:

  • opere sacre,
  • statue d’altare,
  • bronzi di statue antiche realizzati per sovrani e principi,
  • oggetti di arredo e
  • le straordinarie invenzioni dei deser eseguite per una committenza  di altissimo rango che ne riconosce l’unicità del genio.
La mostra Valadier: la bottega al Babuino e i fasti della Roma settecentesca.

La Roma del settecento pullulante di ricchezza e splendore fornì al nostro la cornice virtuosa nella quale esprimere il suo talento per esaudire le numerosissime richieste.

Il suo atelier di Via del  Babuino era tappa fissa del Grand Tour e oggetto di ammirazioni di:

  • nobili
  • diplomatici,
  • antiquari
  • collezionisti

Al sodalizio con i Borghese,  si aggiunsero famiglie come Chigi e i Braschi e numerose dinastie regnanti a caccia di un oggetto griffato Valadier.

Di conseguenza la sua fama crebbe a dismisura e la qualità delle sue creazioni raggiunse vette inesplorate degne dell’apoteosi di un rococò fiorito

La mostra Valadier: Dai disegni ai Deser

Una delle più grandi invenzioni di Valadier qui esposte è senz’altro la composizione Deser, enormi centrotavola piani di marmo e intarsiati di lapislazzuli e ogni genere di gemme e incorniciati in bronzo dorato.

Sul grande pianale marmoreo, ridotti in scala, campeggiavano i più noti monumenti romani, tra templi, obelischi e colonne.

L’obiettivo?

Creare un museo in miniatura ricco di pezzi come un puzzle che i ricchi possessori potevano variare di volta in volta per stupire gli ospiti.

A questa punta massima espositiva vanno aggiunti i disegni, raggruppati ad inizio percorso e utili per comprendere al meglio la genesi del processo creativo e le vari fasi di evoluzione e realizzazione dell’opera ben raggruppati nell’album, qui esposto, della Pinacoteca di Faenza.

La mostra Valadier: Una mostra nella mostra

Probabilmente, la portata straordinaria di questo evento è amplificata da un allestimento che permette di ammirare le opere di Valadier inserite nel contesto decorativo unico.

Quello di Villa Borghese, in cui il maestro operò a stretto contatto con scultori, pittori e artigiani le cui opere campeggiano sontuose nelle splendide sale del percorso espositivo.

Fabio Bandiera

Tempo di lettura: 1’30”

Foto tratta da: https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/10/29/foto/alla_galleria_borghese_lo_spendore_del_700_in_mostra_le_opere_di_valadier-239809184/1/

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