La prima storia molto falsa del 2022

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di Gaetano Buompane

La notizia non ha ancora trovato conferme certe, ma nemmeno categoriche smentite. L’argomento, in effetti, è delicato e nessuno sembra voler ancora prendere una posizione ufficiale sulla vicenda.

Le prossime ore saranno quindi decisive per chiarire una questione che si preannuncia spinosa e che potrebbe aprire profondi interrogativi di carattere sociale, scientifico e persino filosofico e teologico.

Il timore di molti – ecco spiegata l’eccessiva cautela – è che la notizia possa scuotere l’opinione pubblica già vessata da mille inquietudini.

In un altro momento i giornali ci si sarebbero buttati a capofitto anche senza verificarne le fonti, ma siccome il diktat è quello di cavalcare il più possibile il sentimento di speranza per un nuovo anno di pace e serenità, tutte le redazioni dei media più importanti stanno traccheggiando considerandola più una patata bollente che un vero e proprio scoop.

Pare che, per qualche ragione ancora sconosciuta e all’apparenza inspiegabile, si sia passati dall’ultimo bambino nato nel 2021 direttamente al secondo nato del 2022. Ossia, in nessun reparto maternità degli ospedali italiani vi è traccia del primo nato del nuovo anno.

All’inizio si è pensato ad un errore, forse dovuto all’entusiasmo dei festeggiamenti che per forza di cose hanno invaso anche le corsie degli ospedali o per l’antico problema del ritardo sull’avvio dell’infrastruttura digitale del Sistema Sanitario Nazionale.

Ma dopo frenetici accertamenti e il ripetuto incrocio dei dati, a nessun bambino nato all’inizio del 2022 è stata potuta affibbiare la certificazione di essere il primo.

Il forte imbarazzo all’interno delle strutture ospedaliere è grande anche perché coloro, che essendo di turno, avevano saltato il cenone di capodanno, speravano almeno di consolarsi apparendo sulle foto dei giornali nazionali.

Oltre il danno la beffa. Nella giornata di ieri è apparso su Facebook – poi rapidamente cancellato – un post complottistico di una strana conversazione tra due ostetriche che si lamentavano delle insistenti pressioni del primario di neonatologia per la manomissione dell’orario delle nascite su alcuni documenti.

Senza dover subito gridare al complotto, e in attesa di un riscontro scientifico, la notizia, se confermata, frenerebbe e non poco gli entusiasmi per un anno pieno di speranza.

Questa sorta di ricusa biologica, di desistenza al primato della nascita, potrebbe essere inteso come un chiaro messaggio di critica dei neonati italiani verso chi ha deciso di metterli al mondo e, in senso lato, a tutto il genere umano.

Come dire, “Non siamo interessati a vincere una gara alla quale non siamo stati noi a volerci iscrivere e, soprattutto, di uno sport che non ci piace per niente”.

Questo, oltre a voler significare che i piccoli sarebbero capaci di sviluppare una loro profonda coscienza sociale già all’interno della pancia della mamma, rinnoverebbe il monito che c’è ancora tanto da fare per cambiare le cose e che non basta girare le pagine del calendario perché tutto migliori così, da un giorno ad un altro.

D’altro canto, se filosoficamente più che un rifiuto dell’Essere questo inspiegabile fenomeno si potrebbe cercare di comprendere come un rifiuto all’apparire, una rinuncia alla commemorazione di se stessi, spesso indotta e quindi subita, c’è chi, soprattutto tra i più pessimisti, potrebbe prenderlo come un chiaro presagio di nuove sventure e che la luce in fondo al tunnel è ancor lontana.

Aspettiamo fiduciosi nuovi risvolti della vicenda. Magari il neonato – o la neonata – sta solo giocando a nascondino. Vorrà dire, allora, che inizieremo questo 2022 con una bella risata.

 

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Foto da Pixabay

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