La Toyota Cressida

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Storie di vita vissuta:

Mi spettavano in qualità di Direttore Generale due automobili: una Toyota Land Cruiser ed una Toyota Cressida; quest’ultima usata da mia moglie Cristiana.

Un certo giorno ricevo, via walkie talkie, una chiamata da Cristiana, molto impaurita, fermata insieme a mia cognata da due individui che cercavano di bloccare lei e l’autovettura. Dalla descrizione sommaria potevano sembrare due agenti della Security, pantaloni neri e camicia bianca.

Le dico di non fermarsi e di proseguire verso casa dove mi sarei immediatamente diretto, insieme al mio vice, il sudanese Omar conoscitore di comportamenti.

Trovammo la macchina con le due donne chiuse all’interno, appena al di fuori del cancello di casa, impedite a entrare da quei due individui che , effettivamente, appartenevano alla Security. Scesi rapidamente e mi scagliai con furia verso uno dei due ma già l’altro era sceso in aiuto del primo

Risultato: mi trovai una pistola puntata sotto il naso.

Non mi calmai affatto ma venni bloccato dal mio vice; a quel punto mi venne concitatamente spiegato il motivo di quell’azione che i due ritenevano lecita.

Infatti uno dei due urlava dicendo che lui rappresentava la legge, mentre io continuavo a urlare, che proprio perché apparteneva alla Security avrebbe dovuto lui, più degli altri, osservare scrupolosamente la legge.

Insomma il fatto era il seguente: la Toyota Cressida, comprata dalla mia Società con metodi ovviamente trasparenti, era stata comprata da un concessionario che, sebbene in possesso di licenza, non avrebbe dovuto averla!!!

Dovemmo andare con l’auto alla Centrale della Security , sempre litigando. Lì espressi la mia opinione davanti ad un giudice: come avrebbe potuto il compratore sapere della presunta manchevolezza da parte del concessionario? Il problema tra quel dealer e chi gli aveva concesso erroneamente la licenza non poteva ricadere sull’inconsapevole cliente. Togliere l’automobile a noi sarebbe stata una penalizzazione gratuita.

In qualità di Direttore Generale di una grande Compagnia diedi la mia parola che la macchina l’avrei tenuta con me, che non l’avrei rivenduta né modificata fino al momento della risoluzione giudiziaria del caso.

Il giudice accettò da me una lettera in tal senso.

Tornato a casa informai il mio amico Nicolas che, possedendo anche lui una Cressida, avrebbe dovuto comportarsi nel mio stesso modo.

Dopo un po’ di tempo, venimmo a sapere che la Security aveva requisito tutte le Toyota Cressida bianche, per farsi una flotta.

Io e Nicolas fummo gli unici a cui non fu sottratta.

Mudir

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