Una delle qualità della competenza professionale è quella di saper rispondere a qualunque domanda essendo in grado di approfondire ogni tema relativo al proprio lavoro.
In realtà la capacità di analisi richiede, in generale, proprie caratteristiche individuali insieme a specifiche conoscenze.
Utilizzando un po’ delle une e un po’ delle altre possiamo rilevare cose sorprendenti: ad esempio, analizzando una differenza tra animali e piante, scopriamo un aspetto semplicemente meraviglioso.
Tutti conoscono la sintesi clorofilliana, il meccanismo mediante il quale le piante riescono a utilizzare l’energia solare e sostanze come l’anidride carbonica e l’acqua trasformandole in glucosio ed ossigeno.
La reazione chimica è la seguente:
6 CO2 + 6 H2O + energia solare C6H12O6 + 6 O2
Questa reazione avviene con la mediazione della clorofilla, (il nome deriva dal greco “foglia verde”) che permette alla pianta di formare carboidrati, lipidi, proteine ricavandole dall’anidride carbonica, dall’acqua e dai minerali del terreno sfruttando la luce solare come booster energetico.
Tutte le piante verdi posseggono clorofilla mentre tutti gli animali mancano di clorofilla (con qualche minima eccezione in alcune lumache marine appartenenti al genere Elysia).
Gli animali usano l’emoglobina del sangue per trasportare l’ossigeno a livello cellulare e per far avvenire, quindi, le reazioni di combustione necessarie all’organismo.
Qual è la cosa strabiliante?
Se osserviamo le strutture chimiche dell’emoglobina e della clorofilla riscontriamo che ambedue possiedono una porzione detta “gruppo prostetico”, una struttura molecolare piuttosto complessa che nelle due sostanze, sorprendentemente, appare pressoché uguale.
L’unica sostanziale differenza consiste nella presenza di un atomo di Magnesio al centro del gruppo prostetico della clorofilla, lo stesso che fornisce il colore verde mentre nel gruppo prostetico dell’emoglobina (l’eme) c’è invece un atomo di Ferro che ne determina il colore rosso.
In breve la clorofilla appare chimicamente come un eme mutato e l’unica spiegazione logica è nella teoria dell’evoluzione quando, in un antico stadio, alcune cellule sempre più efficienti riuscirono ad utilizzare l’energia solare determinando il mondo delle piante; negli animali pluricellulari più complessi, si formò invece il sangue che riuscì a convogliare l’ossigeno dal mondo esterno all’interno dell’organismo sviluppando l’emoglobina, la nuova proteina più adatta allo scopo; la parola eme deriva proprio dal greco ”sangue”.
Tempo di lettura: 1’30”





















