Cleopatra, divinità con teste di animali e faraoni, sarcofagi e mummie:
Non serve essere esperti di egittologia per vivere un viaggio in Egitto, lo splendore di questa terra rapisce chiunque.
Ecco allora le 5 cose più belle da visitare in Egitto.
Alessandria
Fondato nel III secolo AC, il porto di Alessandria divenne rapidamente una metropoli di primo piano, con la sua ricca e leggendaria biblioteca, la cui influenza si estende ben oltre il mondo mediterraneo.
Questa città offre alcuni punti tra i più interessanti da visitare in Egitto: il centro storico, la colonna di Diocleziano, il teatro romano, la cittadella e le catacombe.
Il Cairo
A Giza, le piramidi di Cheope, Chefren e Mykerinos dominano il sito.
Cheope, la gigantesca tomba di un oscuro faraone, è l’unica delle sette meraviglie del mondo giunta fino a noi.
A pochi passi, la Sfinge con la testa d’uomo, custode della necropoli da quasi cinquemila anni, è l’eterno simbolo del paese e l’immancabile perla da visitare in Egitto.
La barca solare, che ci porta dal mondo dei vivi a quello dei morti, è esposta in una stanza inondata di luce, ai piedi di una piramide: è una meraviglia dell’architettura navale.
E non perdetevi, ovviamente, la scoperta del Museo Egizio del Cairo, interamente dedicato all’Antichità. Vediamo il tesoro di Tutankhamon e gli splendidi ritratti del Fayoum.
A un’ora dal Cairo, la necropoli di Saqqara è uno dei più grandi siti del paese.
La sua storia si fonde con quella dell’Egitto faraonico: creata durante la prima dinastia, la necropoli ricevette numerose tombe dal regno di Tutankhamon a quello di Ramses II.
La diversità dei tipi di piramidi permette di comprendere gli esperimenti che sono stati necessari per portare alla piramide liscia.
Luxor
Ex capitale del mondo antico, Luxor svela le sue innumerevoli meraviglie sulle rive del Nilo.
Sulla sponda orientale, i templi di Karnak, labirinti di pietra di proporzioni colossali, costituiscono una vera e propria città dedicata alla triade tebana:
- Amon,
- Mut, sua moglie,
- e Khonsou, il loro figlio.
Il tempio di Luxor, costruito nel Nuovo Regno, è uno dei santuari più maestosi dell’Egitto faraonico, che innalza con eleganza le sue colonne sulle rive del fiume.
La sponda occidentale è una distesa di frutteti e canne da zucchero ed ospita inoltre la necropoli di Tebe e i suoi templi funerari:
nell’antico Egitto attraversare il fiume significa entrare nel mondo dei morti, dove Osiride accoglie il defunto nel giorno del giudizio.
Imperdibile sito da visitare in Egitto è la Valle dei Re che ospita le tombe di Tutankhamon, Ramses III e dei più grandi faraoni del Nuovo Regno.
Nella Valle delle Regine ci sono le tombe delle mogli reali.
La Valle dei Nobili riunisce le tombe dei governatori di Tebe, la Valle degli Artigiani permette di scoprire l’arte funeraria popolare degli artigiani della necropoli reale.
Si possono inoltre ammirare, sulla sponda occidentale, i Colossi di Memnone, le uniche vestigia del vasto tempio dedicato al faraone Amenhotep III; il tempio di Hatshepsut e, a Medinet Habou, il tempio di Ramses III.
Nubia
La Nubia è una regione storica da visitare in Egitto.
Qui troviamo i templi di Abu Simbel alla gloria del grande faraone Ramses II, sono stati scavati in due colline di arenaria che si affacciano sul Nilo.
Ci colpisce il gigantismo delle sentinelle monumentali, in uno dei siti più spettacolari della Valle del Nilo.
Quando Nasser sale al potere, nel 1954 lancia un grandioso progetto di sbarramento del fiume Nilo, con l’obiettivo di dare acqua, cibo e energia a 25 milioni di abitanti.
La diga di Assuan avrebbe garantito una volta completata una enorme riserva d’acqua e soprattutto l’energia necessaria alla crescita industriale del paese.
Il progetto implicava però il sacrificio di una parte del passato: l’innalzarsi del futuro lago Nasser avrebbe provocato l’inondazione della Nubia e quindi la perdita di queste opere.
L’Unesco e le autorità Egiziane hanno trovato un progetto svedese che contempla lo smontaggio dei templi mediante il taglio in blocchi e la successiva ricostruzione nel nuovo sito.
Obiettivo del progetto sezionare la montagna e spostare più indietro di 280 metri e più in alto di 65 metri i due Templi, conservando la loro orientazione originaria rispetto agli astri e al sole.
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