L’Italia e le sue stragi di guerra dimenticate

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di Claudio Razeto 

Stragi di guerra

” Si chiamano Alfred Stork e Wilhelm Karl Stark e, secondo i dati ufficiali, sono gli ultimi due criminali di guerra nazisti ancora vivi e a piede libero nel loro Paese nonostante siano stati condannati all’ergastolo dalla giustizia italiana per l’uccisione indiscriminata di militari e civili …” agenzia ANSA, 13 giugno 2020

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/06/13/due-ergastolani-nazisti-a-piede-libero_540de948-f4a1-465d-896b-dc127db679c3.html

Pochi mesi fa la notizia ANSA di come la Germania dia seguito a sentenze italiane sui crimini di guerra.

Ignorandole.

I colpevoli sono liberi, in Germania, come se niente fosse accaduto.

 

Wilhelm Karl Stark, 99 anni ha partecipato attivamente alle stragi di civili sull’appennino Tosco Emiliano e in provincia di Massa.

Alfred Stork era a Cefalonia, nel settembre 43, con i militari tedeschi che dopo i combattimenti con i soldati italiani della divisione Acqui, ne fucilarono sommariamente i prigionieri superstiti. Libero anche lui.

Gli altri accusati sono morti. In libertà.

Nonostante la denuncia sia arrivata dal Procuratore generale militare di Roma, Marco De Paolis, all’apertura dell’anno giudiziario 2020, la notizia non ha avuto grande risalto.

Nessun seguito nemmeno da parte delle nostre istituzioni.

Tantomeno note ufficiali a Berlino.

Nessun invitato in tv tra i corrispondenti tedeschi in Italia come Tobias Piller, corrispondente della Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Onnipresente quando si tratta di bacchettarci sulle mani per le nostre magagne
economiche.

Mai consultato su questioni scomode per la Germania come questa o sui danni di guerra reclamati dalla Grecia.

E l’Italia dei socialmedia?

Nessun cuoricino sui social per le povere vittime del ’43 e del ’44.

L’Italia davanti alle offese subite nella propria storia, china spesso la testa.

O fa finta di nulla. Va oltre. Con scarsa memoria.

Lo stesso di molti italiani, sempre pronti a difendere le cause di altri.

Meno spesso – e male – le nostre.

Usate spesso strumentalmente solo per rinfacciarsi “colpe” di destra o di sinistra.

Senza obiettività storica.

Solo faziosità preconcetta.

Nemmeno la recente ricorrenza dell’8 Settembre 2020, ha risollevato la questione dei criminali di guerra tedeschi.

Causa Covid, passata ancora di più in sordina.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/06/13/due-ergastolani-nazisti-a-piede-libero_540de948-f4a1-465d-896b-dc127db679c3.html

Tutti sanno cosa significano i nomi di località come Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema.

Stragi di civili inermi comprese donne e bambini.

Sono posti dove bisognerebbe portare più spesso i nostri ragazzi.

Come alle Foibe del resto.

Per non dimenticare.

21 – 26 Settembre 1943 Cefalonia, tra 2mila e 9mila morti

Ho conosciuto alcuni superstiti di Cefalonia.
Soldati della divisione Acqui scampati miracolosamente ai plotoni di esecuzione nazisti.
Uno di loro cadde sotto i corpi dei compagni che lo coprirono dalle raffiche.
“Dopo un pò sentimmo una voce in italiano che diceva, ‘È tutto finito. Se ne sono andati. Non sparano più”, mi ha raccontato.
Era un trucco. Soldati tedeschi alto atesini, che parlavano italiano.
Quelli che si alzarono da quei mucchi di corpi, furono abbattuti.
Lui rimase là sotto fino al giorno dopo. Sotto quei cadaveri. Salvandosi.
Cefalonia 1943…
Gli italiani che rifiutarono di cedere le armi ai nazisti, obbedendo agli ordini del Governo Badoglio, unico legittimo in quel momento in Italia e nelle zone occupate.
I Tedeschi, ancora prima dell’8 Settembre 43, avevano preparato i piani di occupazione dell’Italia.
L’operazione Achse.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Operazione_Achse

Per gli italiani l’ultimatum di Hitler:
  • passare con i nazisti
  • cedere le armi e farsi internare in Germania

Per chi avesse resistito, combattendo, la morte.

La divisione Acqui, ancora organizzata, prima cercò di trattare con i Tedeschi.
Poi sotto attacco, si difese. Come avrebbe fatto qualunque militare.

Con onore e senso del dovere. Fino a che fu possibile.

Poi le esecuzioni. Premeditate e attuate per ordine del Fuhrer.

Ordine illegittimo nonostante i tentativi dei tribunali tedeschi di far addirittura passare come “traditori” quei militari italiani.

https://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/esteri/cefalonia-traditori/cefalonia-traditori/cefalonia-traditori.html

Ogni anno, anche per queste vittime, di crimini di guerra, corone di fiori.

Commemorazioni toccanti. La prima espressione della Resistenza, ha ripetuto il Presidente Mattarella.

In realtà per i militari di Cefalonia fu un atto dovuto.

La fedeltà al giuramento dell’unico governo legittimo in quei tragici giorni dell’armistizio.

Le navi italiane a Bari avevano chiesto di intervenire a Cefalonia per proteggere la divisione bombardata dagli Stukas tedeschi.

Le autorità Alleate rifiutarono, lasciando la Acqui al suo destino.

Fatti terribili. Ancora di più le stragi di civili in Italia.

Come accertò la magistratura militare non si trattò di rappresaglie, ovvero di un atto compiuto in risposta a una determinata azione del nemico, ma di un’azione terroristica, premeditata e curata in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore”. 

12 Agosto 1944, Sant’Anna di Stazzema, 560 morti, di cui 130 bambini
29 Settembre 1944,
Marzabotto, 1.830 morti

Nei cimiteri sull’Appennino ci sono anche le foto dei piccoli trucidati.

Tutti dovrebbero vederle.

Così come tutti dovrebbero conoscere l’Armadio della vergogna.

Il Diario di Anna Frank, italiano.

L’armadio rinvenuto a Roma, nel 1994, contenente “695 dossier e un Registro generale riportante 2274 notizie di reato, raccolte dalla Procura generale del Tribunale supremo militare, relative a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante la campagna d’Italia (1943-1945) dalle truppe nazi-fasciste”.

https://www.voceapuana.com/attualita/2020/08/12/santanna-di-stazzema-e-quellarmadio-della-vergogna-che-nessuno-voleva-aprire/31489/

Se a Cefalonia fu rabbia contro militari in divisa che si erano arresi, a Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto, fu strage criminale di civili disarmati e innocenti.

Peccato che di fronte a ingiustizie così eclatanti, nessuno faccia nulla di concreto

Politici, opinionisti.

Tutti in silenzio anche dopo la denuncia del Procuratore generale militare di Roma.

La prossima ricorrenza, Marzabotto.

Purtroppo, a parte le corone di fiori e i messaggi di circostanza, dubito ci saranno approfondimenti.

Non credo che Luigi Di Maio, ministro degli Esteri in carica, o il suo sottosegretario Manlio Di Stefano, quello del popolo libico anziché libanese, interverranno su questa spinosa materia.

E i media? I quotidiani? I Tg?

Nemmeno un talk show, non dico una puntata ma almeno uno spazio di Agorà, Tagadà, Presa diretta, L’Aria che tira, Non è l’Arena?

Nicola Porro, Riccardo Formigli, Myrta Merlino, Tiziana Panella, Serena Bortone, Luisella Costamagna, Massimo Giletti o Paolo Del Debbio e co. faranno almeno una riflessione su quanto è accaduto?

Si tratta pur sempre della denuncia di un organo giudiziario italiano.

Sulla cortina di silenzio che cala ogni volta che si parla di questa brutta pagina di storia tra Italia e Germania.

Chissà forse Le Iene?! O Striscia la notizia.

Report sarebbe troppo?

Sigfrido Ranucci se ci sei batti un colpo!!

Improbabile? Forse, ma mai disperare.

Tra una notizia e l’altra sui “malori” di Salvini, gli equilibri del Movimento 5 Stelle, il Mes e quant’altro, forse un pezzetto di storia nostra ci potrebbe entrare. O no?

In caso contrario sarà il nostro stesso silenzio, quello di noi italiani a mettere un nuovo lucchetto all’armadio della vergogna nazi-fascista.

Ancora una volta le sentenze dei nostri tribunali resteranno lettera morta.

Inutili, purtroppo, faldoni giudiziari.

I condannati tedeschi passeranno i loro ultimi giorni come se niente fosse accaduto.

Sottraendosi, come già accaduto, ad ogni giustizia terrena.

A chi ha chiesto il rispetto della legge e delle norme internazionali l’unico appello possibile, arriverà speriamo, almeno per chi è credente.

Con la legge di Dio che non ammette ignoranza ma soprattutto ingiustizie, al contrario di quella umana.

Claudio Razeto

Tempo di lettura:2’50”

Foto tratta da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/07/stragi-naziste-da-marzabotto-a-cefalonia-8-ex-militari-sono-ergastolani-ma-la-germania-non-esegue-le-condanne/3436257/

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