Musa e il mercato delle beads

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La visita al mercato delle beads a Omdurman era da non perdere.

Anzi ci dissero che vi avremmo dedicato ogni singolo venerdì dell’anno (il venerdì, in arabo “yoom al juma” -giorno della riunione- è il giorno del riposo settimanale).

Avevo già una certa esperienza di Africa

Il mercato in sé sembrava uno dei tanti mercati tipici.

Pieno di tanti lezzi mescolati a qualche profumo, di locali adibiti alla vendita di un po’ di tutto dove i nostri concetti di igiene e di organizzazione erano dichiaratamente ignorati.

Come altrove, ci veniva offerto del tè in bicchierini di vetro dai quali bevevano tutti i vari clienti e che venivano sciacquati di tanto in tanto con dell’acqua presa da una caraffa

La tipicità del metodo sudanese consisteva nell’aggiungere al tè una grande quantità di zucchero (il cosiddetto “tè alla sudanese”) e nel versarlo dalla teiera posta sempre più distante dal bicchiere.

Quando finalmente arrivammo alle beads, si aprì un mondo nuovo, assolutamente insospettato

Le beads consistevano in perline in vetro che scoprimmo di epoca medioevale, prodotte nelle zone più rinomate per tale lavorazione: Venezia e Boemia

Veri capolavori di vetro lavorato; di grande valore artistico erano state utilizzate anche come moneta di scambio.

Sorprendente conoscere che alcune venivano chiamate “mil flowers”,

parola che, oltre a collegare la loro forma a quella di una composizione floreale, ricordava un termine italiano indicando così la loro provenienza indiscutibilmente veneziana.

Altre beads, denominate “chevron”, erano a forma di botte a evidenziare i colori blu, bianco e rosso dei diversi strati di vetro sovrapposti (almeno 7 strati per le più rinomate).

Alcuni ne erano così innamorati da dedicarsi ad una continua ricerca

per comporre bellissime collane dove le beads potevano essere intervallate da ambra o da antiche monete d’oro

Un amico ci disse che per comporre un braccialetto di sole cinque beads, tutte di vetro rosso, dovette aspettare almeno dieci anni.

Il personaggio principale di quel mercatino era indiscutibilmente Musa col quale iniziai una amicizia e col quale cominciai a barattare le sue beads con nostre scarpe italiane.

Mudir

Tempo di lettura: 1’30”

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