Nabot, il cattivo di Siamo Fatti Così

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di Simone Buffa

Guarda il mini video sul nostro canale Youtube con l’interpretazione del testo di Simone Buffa

Sono Nabot, uno dei due cattivi in “Siamo fatti così”. Ti ricordi di me?

Sono quello che faceva il virus. Magro, capelli rossi a punta. In “Siamo fatti così” facevo anche vari altri personaggi: il tossico era il mio alter ego umano.

All’epoca facevo coppia insieme a quell’altro ciccione di Tignoso, ovvero il batterio e l’altro umano tossico.

Eravamo formidabili. Il gatto e la volpe.

Ma non c’era solo “Siamo fatti così”. Albert Barillé scritturò me e il mio compare anche per quasi tutte le altre sue opere.

Negli anni ’90 il mio volto era diventato familiare, riconoscibile tra i cartoni per bambini. “Siamo fatti così” si acquistava anche in edicola. E così dovetti reinventarmi in qualcos’altro.

Come faccio anche adesso. Come ho sempre fatto.

Sono in molte delle cose di tutti i giorni, del resto. Basta farci un po’ caso.

Amo il dispetto, ne traggo godimento, non posso farne a meno. Ed amo anche il vizio, di cui non voglio privarmi.

Ho un debole per l’apparire il pubblico, lo ammetto. Sono un inguaribile egocentrico. E anche se le sembianze che avevo all’epoca di quel cartone animato oggi non le ho più, senti parlare di me continuamente.

Non puoi fidarti di me e lo sai bene. Eppure lo fai. Ti chiedi come questo sia possibile.

Guardami. Sono molto abile, ne sono consapevole. Modestia a parte, ho una discreta esperienza.

Lascia che ti dica altro di me.

Amo la burla, il gioco, lo scherzo. Sono l’archetipo dello scherzo. Non prendo nulla sul serio e tu fai lo stesso con me.

Odio le regole. Sono il bastian contrario, sono un piantagrane, sono la voce fuori dal coro. A volte l’unica perché detesto l’unanimità. Non giudicarmi male per questo. Anzi, forse è l’unica cosa per cui essermi grati.

Chi sono io?

Sono stato molte cose.

Io sono un fauno, uno spirito ribelle, un mero ingannatore, un cantastorie, uno che vi abbindola con la sua musica. Sono Puck, vivo nei boschi ma amo trascorrere molte notti da voi in città. Sono un “mutaforma”, sono in continuo cambiamento ma mai con una direzione precisa. Mai. Perché dovrei?

Vado errando senza meta cercando di attirare qualcuno nel mio vagabondare con sorrisi e promesse di vie preferenziali.

Qualcuno, uno, chiunque.

Cerco sempre il divertimento. Mai sottovalutare l’importanza di divertirsi quando si fa qualcosa di serio. Ed eccomi, io sono lì.

Sono egoista. Mi curo poco di voi, di come state, di come vi sentite, di quello che sentite. Non mi importa.

Io sono il difetto. L’errore nel calcolo. Sono l’equazione che non torna. Sono in ogni singolo fallimento e in ciascuna delle scelte sbagliate. Ma è soprattutto nel perseverare nello sbaglio che traggo linfa vitale.

Non sono il Diavolo o Satana o come preferisci chiamarlo.

Io non porto a nulla. Semplicemente esisto.

Simone Buffa

Tempo di lettura: 1’20”

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