Nutraceutici. L’anello di congiunzione tra integratore e farmaco.

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di Alberto Aiuto

I nutraceutici hanno guadagnato una notevole popolarità negli ultimi anni poiché i consumatori cercano alternative naturali per sostenere la loro salute e il loro benessere, ma sono spesso confusi con gli integratori alimentari.

La principale differenza tra gli integratori alimentari e i nutraceutici è che, mentre i primi servono a supplementare l’organismo con micronutrienti, come sali e vitamine, nel caso esista una loro carenza, i nutraceutici sono in grado di prevenire e agire come agenti terapeutici in alcune malattie.

Non possono essere assimilati ai farmaci perchè le azioni che svolgono sono generalmente molto blande e non sufficienti a risolvere eventuali patologie.

Il termine “nutraceutico” è stato coniato per la prima volta nel 1989 dal Dr. Stephen De Felice.

Il termine nasce dalla fusione delle parole “nutrizione” e “farmaceutica”.

NutraceuticiLa combinazione sta a indicare come sostanze naturali possano essere trasformate, attraverso processi di sintesi farmaceutica, in prodotti utili per prevenire e trattare diverse patologie.

 

Il Dottore De Felice diede anche una definizione di nutraceutico: “alimento (o parte di esso) in grado di apportare benefici medici o sanitari, inclusa la prevenzione e/o trattamento di malattie”.

Il nutraceutico rappresenta l’evoluzione naturale degli integratori alimentari tradizionali, grazie all’uso delle tecniche di sintesi farmaceutica applicate a prodotti di origine naturale.

Questo processo consente di creare prodotti personalizzati per la prevenzione e il trattamento di specifiche condizioni di salute.

Per poter parlare di nutraceutico è molto importante non solo che il o i principi attivi presenti al suo interno siano derivati da alimenti, ma anche che tali principi apportino uno o più benefici aggiuntivi, come ad esempio:

  • migliorare la salute,
  • prevenire malattie croniche,
  • ritardare il processo di invecchiamento favorendo in questo modo la longevità.

Il nutraceutico quindi si pone come ponte tra alimento e farmaco ed è quindi quella via di mezzo che si riassume perfettamente nella parola “prevenzione.”

Nutraceutici e integratori alimentari

Alcuni mesi fa abbiamo parlato degli integratori, dovremmo quindi sapere cosa sono.

NutraceuticoIn realtà una recente ricerca di mercato ha rivelato che abbiamo una maggior percezione del termine “integratore alimentare” piuttosto che “nutraceutico”: di fatto i prodotti nutraceutici sono spesso confusi con gli integratori alimentari.

La principale differenza tra gli integratori alimentari e i nutraceutici è che, mentre i primi servono a supplementare l’organismo con micronutrienti, come sali e vitamine, nel caso esista una loro carenza, i nutraceutici sono in grado di prevenire e agire come agenti terapeutici in alcune malattie.

Sono ottenuti a partire da alimenti sotto forma di estratto concentrato e costituiscono una nuova arma per la prevenzione e la terapia, specie in fase iniziale, di alcune malattie.

Essendo poi di origine naturale, presentano minore rischio di effetti indesiderati per l’organismo rispetto ai farmaci, ma un’efficacia molto spesso comparabile a questi ultimi.

I nutraceutici, quindi, non sono farmaci. Non curano. Ma aiutano.

Come suggerisce la denominazione, gli integratori vanno ad integrare, quindi ad aggiungere qualcosa che è carente.

Se si associano prove di sicurezza, di efficacia con evidenze scientifiche, con quantità, qualità e biodisponibilità con processi e metodi analoghi a quelli obbligatori per i farmaci, allora è facile che il prodotto in questione assuma una potenziale valenza “terapeutica” o “curativa”.

Ma allora qual è la differenza tra un nutraceutico e un integratore?

Un prodotto nutraceutico per essere tale deve:

  • Essere di origine naturale;
  • Separato e/o purificato attraverso metodi non denaturanti;
  • Apportare un beneficio comprovato per la salute;
  • Essere stato sottoposto ad esami ed analisi che ne attestino la stabilità e la sicurezza a livello tossicologico;
  • Rispettare alcuni parametri di riproducibilità, qualità, sicurezza ed efficacia.

Un generico integratore alimentare, per quanto sia un prodotto altrettanto sicuro, non presenta tutte queste caratteristiche.

Nutraceutici: i poteri benefici

La nutraceutica è una scienza che studia gli estratti di piante, animali, minerali e microrganismi accomunati da una funzione benefica sulla salute dell’uomo.
Nello specifico questa scienza indaga i componenti e/o i principi attivi degli alimenti che hanno effetti positivi sulla salute e sulla prevenzione e il trattamento delle malattie.

Per poter parlare di nutraceutico è molto importante che il o i principi attivi presenti al suo interno siano derivati da alimenti, e anche che tali principi apportino uno o più benefici aggiuntivi, come ad esempio migliorare la salute, prevenire malattie croniche, ritardare il processo di invecchiamento favorendo in questo modo la longevità.

I nutraceutici (detti anche alimenti funzionali) sono alimenti veri e propri, quindi non prodotti di sintesi, ricchi di sostanze naturali bioattive a concentrazione superiore rispetto a quanto accadrebbe se queste venissero assunte “naturalmente” mediante il cibo.

Non curano nulla nell’immediato, ma prevengono alcuni tipi di patologie solo se si affianca la sua assunzione ad una dieta corretta ed equilibrata.

Più in dettaglio, tra i nutraceutici, troviamo i probiotici, gli antiossidanti, gli acidi grassi polinsaturi (omega-3, omega-6), le vitamine e i complessi enzimatici.

I prodotti nutraceutici possono essere assunti sia sotto forma di “alimento naturalmente nutraceutico”, sia sotto forma di “alimento arricchito” di uno specifico principio attivo, (ad esempio: latte addizionato con vitamina D o acidi omega-3) o “alimento impoverito” (quelli “senza” qualcosa: zuccheri, zuccheri aggiunti, conservanti, olio di palma, antibiotici, polifosfati, aspartame, senza lattosio, senza glutine, senza lievito e senza uova).

In Italia, sono molto famosi:
  • il riso rosso fermentato (ad azione ipocolesterolemizzante),
  • le bacche di goji (ad effetto antiossidante, antinvecchiamento, protettive nei confronti di alcune malattie del ricambio),
  • il caffè verde crudo (utile nel contrastare la pressione alta, controllare la glicemia e ridurre l’assorbimento di grassi e glucosio),
  • il Ganoderma lucidum (usato per aumentare le difese immunitarie, trattare infiammazioni e infezioni, favorire il sonno, rallentare il processo di invecchiamento),
  • l’olio di krill (proposto per combattere le malattie cardiovascolari, livelli eccessivi di trigliceridi o di colesterolo nel sangue, ictus, artrosi, depressione sindrome premestruale e mestruazioni dolorose),
  • l’estratto di mela annurca contro il colesterolo alto,
  • la berberina per il diabete.

Per estensione il concetto di nutraceutico si è allargato anche all’industria alimentare, che ha introdotto nella fabbricazione alimentare nutrienti di sintesi chimica, dando origine ai cosiddetti “cibi funzionali”, ad esempio latte e yogurt arricchiti con Omega 3, Coenzima Q10 e vitamine, patate arricchite con selenio, fiocchi di mais contenenti acido folico e sali minerali, e barrette energetiche arricchite con vitamine del gruppo B.

Che dire? L’alimentazione corretta in sé è “nutraceutica”, perché cura e previene proprio come un farmaco.

E la nutraceutica in senso stretto, a sua volta, se ben impiegata rappresenta un ausilio insostituibile, anche perché non sempre il metabolismo della persona trattata consente l’assunzione delle tipologie e delle quantità di nutrienti necessarie.

In pratica consente di poter beneficiare dei principi attivi presenti naturalmente negli alimenti senza dover mangiare tutti i giorni, in grosse quantità, lo stesso cibo pur di assumere un determinato principio attivo.

Ad esempio, per poter introdurre il giusto apporto giornaliero di ferro dovremmo mangiare un quantitativo elevato di spinaci.

Recenti studi hanno confermato che spesso i nutrienti che fanno bene al nostro organismo non si trovano negli alimenti in quantità sufficienti da ottenere effetti benefici sulla salute, da qui l’importanza della nutraceutica e dell’assunzione dei nutraceutici.

Il futuro dei nutraceutici

Oggi sperimentiamo crescenti progressi nell’assistenza sanitaria e nel miglioramento dello stile di vita e le persone vivono una vita più lunga.

 

Di pari passo aumenta la nostra consapevolezza in materia di salute e benessere.

Questo determina un atteggiamento sempre più proattivo nei confronti della salute, col conseguente aumento della richiesta di integratori alimentari e prodotti nutraceutici, naturali e sostenibili, per aumentare il nostro stato di benessere, riducendo sia lo stato di malattia sia il tempo di trattamento con le terapie farmacologiche tradizionali.

La nutraceutica può fornire un valido supporto nella gestione dei più frequenti disturbi quotidiani di intensità lieve-moderata, che comunque causano disagi nello svolgimento della vita giornaliera.

Inoltre, può essere utilizzata, in taluni casi, anche nel trattamento di patologie di intensità moderato-severa se intesa nell’ottica di un approccio multimodale, cioè se inserita all’interno di un vero e proprio protocollo terapeutico che prevede l’utilizzo concomitante di farmaci e nutraceutici.

Questi alleati della salute e del benessere vanno ovviamente usati con giudizio, senza lasciarsi influenzare dalle mode né illudersi di poter diventare bellissimi ed efficientissimi con una pillola magica.

Alberto Aiuto

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