Omaggio a Lina Wertmuller

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di Fabio Bandiera

Ciao Lina,

animo gentile e graffiante, eclettica artista e donna volitiva hai saputo osare con fiera determinazione pur di raggiungere i tuoi obiettivi in anni non facili per l’universo femminile.

La tua tenacia, la tua passione unite ad un carattere di nobile stirpe e di romana adozione ti hanno permesso di entrare nel mondo dello spettacolo in punta di piedi, il tuo talento e la tua abnegazione ti hanno consentito di recitare un ruolo unico e ineccepibile, quello di sapere raccontare con leggerezza e ferocia le contraddizioni insite nel Belpaese a cavallo tra i settanta e gli ottanta, gli anni più fertili della tua carriera………

GLI INIZI…….ENRICO E FEDERICO……….

Ti iscrivi a diciassette anni all’Accademia di Arte Teatrale dell’Italo Russo Pietro Sharoff, la più antica e unica in Italia ad attuare il metodo Stanislavskij.

Da lì comincia la tua solida formazione che getterà le basi di un percorso che ti vede già attiva in veste di animatrice e regista di spettacoli teatrali per i burattini di Maria Signorelli.

Collabori per autori teatrali come Garinei e Giovannini occupandoti anche di radio e tv per la quale dirigerai la prima edizione di Canzonissima.

Il tuo nome inizia a circolare e i successivi incontri con Enrico Job e Federico Fellini indirizzeranno la tua parabola artistica su ben altri lidi.

Il primo, scenografo teatrale di fama, te lo sposi, col secondo cominci a collaborare come aiuto regista sia alla Dolce Vita che in Otto e Mezzo, che precederanno di poco il tuo esordio dietro la macchina da presa………

CINEMA…….CHE PASSIONE!

A trentacinque anni compiuti raccogli i frutti della lunga semina con I Basilischi pellicola uscita nel 1963, ritratto di vita del sud tra i bassifondi della povera gente e subito Vela d’Argento a Locarno.

Dopo alcuni musicarelli con Rita Pavone e uno pseudo-western con tanto di nome in codice, Nathan Wich, sferri quasi dieci anni dopo uno dei tuoi primi capolavori che connotano il tuo Dna cinefilo e nei quali si consuma il sodalizio, appena nascente, col tuo devotissimo Giancarlo Giannini.

Mimì metallurgico ferito nell’onore da te scritto, sceneggiato e diretto come sempre viene presentato in concorso a Cannes, darà il là ad una serie di riconoscimenti al tuo attore feticcio e a Mariangela Melato, e ad una serie di travolgenti pellicole che delineeranno a pieno titolo il nostro cinema degli anni settanta, tra satire feroci e commedie grottesche e agrodolci ricche di contenuti e mai banali………

TRAVOLTI………DAI TUOI INSOLITI TITOLI………….

Sei all’apice della tua cifra stilistica, un fiume in piena di idee, detentrice di un format vincente e di un cast ispiratissimo sempre a caccia di nuove storie che il Belpaese ti porge su un piatto d’argento.

La gelosia, il rispetto e l’onore, il divario sociale e regionale, saranno oggetto dei tuoi film nelle loro deformanti mostruosità in un’Italia del boom che corre a ritmi impressionanti tra il cinico e il surreale.

Il paese dei vessati, come Gennarino Carunchio, quella dei  guappi di Pasqualino Frafuso e quella di Paolo, giornalista comunista in bilico tra delusioni e crisi di ideali sono tessere perfette di un mosaico che maneggi con quel tuo tocco mordace, titoli fluviali e impareggiabili di lungometraggi che rimarranno scolpiti nel nostro immaginario, intrisi di freschezza e di modernità e mai come oggi attuali nella loro assurdità.

HOLLYWOOD……….ARRIVANO GLI OTTANTA………

Sarà proprio il tuo Settebellezze a sbancare oltre oceano, tre nomination all’Oscar, tra cui la miglior regia e il miglior film straniero, e tuo grande successo personale, sarai la prima donna regista candidata ad un Oscar raggiunta solo diciassette anni dopo da Jane Campion.

Il tuo saper unire un cinema popolare, la determinazione di chi se ne infischia del fatto di essere una delle poche donne registe in quegli anni e il talento nel narrare e nel girare ti portano su in cima in mezzo ai grandi pronta ad affrontare gli ottanta nei quali lascerai ancora il tuo marchio di fabbrica affrontando, con Scherzo del destino……, la complessa e oscura tematica del terrorismo prima di reimmergerti nelle anomali passioni strapazzate del falegname Oscar.

Decidi che è ora di provare altre strade forse perché al cinema hai dato tutto quello che sentivi dentro perché non hai mai amato stereotipi ripetitivi e vai alla ricerca di nuova linfa……….

AL PASSO COI TEMPI NEL SAPER INVECCHIARE…………..

Da splendida sessantenne non hai più niente da imparare e puoi spaziare tra cinema, tv e teatro dedicandoti anche ad un’incursione nella lirica dirigendo la Carmen al San Carlo di Napoli.

Ancora due colpi di coda con un commovente Paolo Villaggio, Io speriamo che me la cavo, e con l’inedito duo Solenghi Pivetti con i quali torni alla satira politica di Metalmeccanico e Parrucchiera, e a cavallo del nuovo millennio non disdegni alcuni prelibati film per la tv targati Rai, da Francesca Nunziata a Mannaggia alla Miseria, maneggiando in tutte le diverse situazioni l’alto e il basso, il colto e il popolare con la coerenza di chi non si è mai presa troppo sul serio.

E’ ora di celebrarti senza indugio e nel 2010 Giorgio Napolitano ti conferisce il David alla carriera, mentre dovrai aspettare altri dieci anni per il meritorio Oscar losangelino che chiuderà il cerchio e colmerà un vuoto regalandoti a novantadue anni, l’ultima grande gioia di una vita intensa e mai sopra le righe, quella di una donna che ha saputo stare al passo coi tempi col suo sorriso ironico e gioioso e il piglio di una grande donna che non smetteremo mai di ringraziare per quei meravigliosi affreschi che la sua instancabile macchina da presa ha saputo regalarci……….

Fabio Bandiera

Tempo di lettura: 2’30”

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