“Piramo e Tisbe”, ovvero come nasce “Romeo e Giulietta”  

34742
Scarica il podcast dell'articolo

di Simone Buffa

Tutti conosciamo la storia di Romeo e Giulietta. Ma chi erano Piramo e Tisbe?

Una frase spesso attribuita a Pablo Picasso recita all’incirca così: “I mediocri copiano, i geni rubano”.

In realtà non sappiamo se la stessa frase sia stata propriamente concepita dallo stesso Picasso o se -impeto di genio- sia stata a sua volta rubata da qualche altro autore.

Ma come? – direte voi – Eppure era noto che “mai storia fu più triste di quella di Giulietta e del suo Romeo”.

Vogliamo forse asserire che Shakespeare abbia davvero rubato a mani basse dal mito e dalla leggenda?

Spoiler: sì

Un momento, però.  Il concetto di “rubare” in ambito letterario e artistico è quantomeno controverso.

Oggi esistono in tutto il mondo leggi a tutela del diritto d’autore.

Ma le opere giunte fino a noi nel corso dei secoli e ritenute oggi “classiche” sono in realtà frutto di una rielaborazione lenta ma progressiva, protratta secondo una tradizione orale che nel passaggio da bocca a orecchio, da un autore all’altro, ha inevitabilmente finito con il modificare e spesso arricchire il racconto originale.

In epoche in cui non c’erano internet e tv e la diffusione dei testi scritti era decisamente scarna, la tradizione orale ha permesso a storie e racconti di ogni genere di sopravvivere.

E, ad ogni passaggio, un nuovo dettaglio viene aggiunto o trasformato.

Talvolta è il risultato del mutare dei tempi. Cambiano le epoche storiche, si adattano anche le storie al nuovo contesto culturale e sociale.

Piramo e Tisbe sono due giovani innamorati e appartenenti a due famiglie in conflitto da tempo immemore.

Vivono nello stesso edificio e, a causa del loro legame impossibile, vengono reclusi in due diverse cantine della stessa costruzione dove abitano.

Piramo e Tisbe riescono però a sfruttare una crepa nel muro divisorio delle due cantine per sussurrarsi frasi d’amore.

Un giorno architettano insieme una fuga e i due giovani si danno appuntamento nel bosco di notte.

La prima ad arrivare è Tisbe. La ragazza attende il suo amato ma, alla vista di una leonessa con la bocca insanguinata per aver sbranato da poco un vitello, riesce a darsela a gambe. Nel farlo perde il mantello, che la belva lacererà.

Quando sopraggiunge Piramo, tutto ciò che il ragazzo vede è il mantello di Tisbe, dilaniato ed insanguinato.

Il ragazzo intuisce che la propria amata abbia avuto la peggio a seguito di un incontro con una belva feroce. Affranto dal dolore, decide di togliersi la vita con un pugnale.

Dopo qualche tempo torna Tisbe e scopre Piramo giacente a terra, in una pozza di sangue.
La ragazza cade nello sconforto. Afferra il pugnale e si trafigge a sua volta.

Il mito di Piramo e Tisbe risale all’antica Babilonia ma era già noto in epoca ellenistica, fino a divenire celebre con Ovidio nelle sue Metamorfosi.

Ma la vera fortuna arriverà qualche secolo più tardi con “Romeo e Giulietta”: del mito di “Piramo e Tisbe” Shakespeare riprenderà la struttura e trapianterà gli eventi nella città di Verona.

Simone Buffa

Tempo di lettura: 1.20’’

Musica nel podcast

 Cinderella (Instrumental) by RYYZN https://soundcloud.com/ryyzn
Creative Commons — Attribution 3.0 Unported — CC BY 3.0
Free Download / Stream: https://bit.ly/3eaLLW3
Music promoted by Audio Library https://youtu.be/t56oek7m3CQ

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.